Credo siamo stati tra i pochi, o gli assoluti primi, a scrivere dubbi e porre interrogativi sulla De Grisogono, ma anche tra i pochi a sostenere che l’idea che l’uomo bianco sia l’unico ed il solo ad approfittarsi delle ricchezze dell’Africa è qualcosa di totalmente folle. Molti ci credono efferati razzisti, crudeli nazisti, o feccia, ma in realtà siamo molto più amici di neri ed ebrei di quanto potrebbero essere i loro pari. Il trattamento inumano dei c.d. sopravvisuti all’Olocausto veniva da noi rilanciato e denunciato, così come il continente africano veniva lodato per le sue ricchezze e i suoi abitanti venivano spronati a farlo avanzare nella civiltà. Non abbiamo nulla da rimproverarci o essere rimproverati. Al contrario dei nostri acerrimi nemici noi proviamo empatia per tutti gli esseri deboli ed indifesi di questo pianeta, la stessa cosa non si può certo dire dei primi.

I #LuandaLeaks provano al di là di ogni ragionevole dubbio tutto questo, e oltre.

Pochi sanno che vorrei trasferirmi in Angola. E’ una delle poche nazioni subsahariane veramente ricche, e potenzialmente in crescita.

Tuttavia questa crescita viene frenata da esseri riprorevoli, esseri il cui colore della pelle dimostra che il male non ha razza.

La storia di questa puttana, Isabel Dos Santos, lo dimostra in pieno.

In soli due decenni questa mignotta ha siglato accordi senza scrupoli che hanno fatto di lei la donna più ricca dell’Africa, anche se di fatto questa mignotta non è stata mai veramente africana o angolana, ed è sempre questa puttana ad aver lasciato l’Angola, una nazione ricca di petrolio e di diamanti, come uno dei paesi più poveri della Terra.

La troia possiede una rete di oltre 400 aziende e filiali in 41 paesi, intestate a lei o al marito, Sindika Dokolo, di cui 94 in giurisdizioni segrete come Malta, Mauritius e Hong Kong.

E’ ovvio che disponendo di un’armata societaria di questo tipo, la puttana ha fatto in modo di evadere le tasse ovunque era possibile, e grazie al padre ha fatto in modo di rubare denaro pubblico per milioni e milioni di dollari.

Tra le sue società più rilevanti c’e’ senza dubbio la gigantesca compagnia petrolifera statale dell’Angola, il Gruppo Sonangol. Arrivata al vertice della società grazie al padre, il Dittatore dell’Angola, Jose Eduardo Dos Santos, non certo per i suoi meriti di troia negra, come quando, indossando il suo blazer nero alla London Business School, dichiarava al pubblico delle grandi occasioni che i leader dovrebbero essere scelti in base ai loro meriti. Che puttana.

Tuttavia arrivano i Luanda Leaks, una nuova indagine di un consorzio internazionale di giornalisti investigativi e 36 partner dei media, ICIJ, che espone due decenni di accordi senza scrupoli che hanno reso questa sgualdrina la donna più ricca dell’Africa, mentre l’Angola sta ancora soffocando nella povertà.

I Luandaleaks si basano su ben 715.000 documenti finanziari e commerciali confidenziali e centinaia di interviste, inchiodano alle responsabilità, al momento ancora evase, i governanti ladri, cleptocrati, e le loro famiglie, e dimostrano che è stato usato denaro pubblico per affari privati e che questo veniva poi trasferito nella segretezza offshore di altre giurisdizioni, spesso con l’aiuto di importanti aziende occidentali. Da lì, il denaro venne poi utilizzato per acquistare proprietà, attività commerciali e altri beni preziosi, oppure venne semplicemente nascosto, al sicuro dalle autorità fiscali e dagli investigatori criminali.

Ecco come si crea povertà, guerra ed immigrazione. Corruzione, soldi pubblici non usati per costruire strade, scuole, ospedali, ma usato per scopi privati.

Nell’ultimo decennio, le società della Dos Santos hanno ottenuto lavori di consulenza, prestiti, contratti di lavori pubblici e licenze per un valore di miliardi di dollari dal governo angolano, gli appalti pubblici assegnati dal regime del padre dittatore alle compagnie della figlia puttana sono stati gonfiati di oltre $ 1 miliardo di dollari. Ecco come si saccheggiano le risorse finanziarie statali.

E poi non mancano i casi di violenza inumana perpetrata al solo fine di fare profitti, come quando migliaia di famiglie sono state sgomberate con la forza dalle loro case di Luanda poichè risiedevano in una terra che faceva parte di un progetto di riqualificazione che coinvolgeva una società della dos Santos.

Ora sappiamo il perchè delle Megalopoli Cinesi in Angola.

Grandi aziende della Cina hanno collaborato con le imprese private della famiglia Dos Santos.

La cosa che sbalordisce è come la Dos Santos neghi ora ogni accusa, un classico, la povera miliardaria finita in una “caccia alle streghe”, o in una persecuzione politica.

“Vogliono incolpare noi per tutta la corruzione e il fallimento in Angola”, ha detto Dokolo, il marito della puttanona. “Paghiamo le tasse in Europa e siamo il maggiore contribuente fiscale dell’Angola. Abbiamo lavorato e investito molto in questo paese, più di molti altri “. Stranamente non si capisce come questo sia possibile in una nazione ricchissima dove la paga media per abitante è di circa un euro e 50 cent al giorno, il 5% dei bambini non arriva a superare il primo compleanno, e l’aspettativa media di vita è di circa 60 anni.

La Dos Santos non è una purosangue africana. La madre è una bianca russa, Tatiana Kukanova, conosciuta dal padre in Azerbaigian, a Baku, dove i suoi genitori si sono incontrati mentre frequentavano un’università statale dedicata al petrolio e alla chimica. Ora non venitemi a dire che la madre lo ha sposato per amore. La rapacità di questo incrocio di razze ha generato altrettanta rapacità a cui venne dato il nome di Isabel.

ICIJ.org:

Quando nel 1975, la colonia portoghese divenne una delle ultime in Africa a ottenere l’indipendenza, José Eduardo dos Santos tornò in Angola con sua moglie e sua figlia. La moglie Kukanova andò a lavorare presso la Sonangol, compagnia petrolifera nazionale di recente formazione e in rapida crescita. Con una brutale guerra civile che divideva l’Angola José Eduardo passò rapidamente al controllo del cemento, mettendo gli amici in posti chiave. Ha acquisito poteri quasi dittatoriali, anche su Sonangol. La compagnia petrolifera sarebbe diventata un pilastro del regime e dell’economia angolana, rappresentando oltre il 90 percento delle entrate totali delle esportazioni.

Il matrimonio con Kukanova non durò a lungo. Nel 1979 la Kukanova si trasferì con sua figlia a Londra. Isabel ha trascorso la sua adolescenza frequentando una scuola di preparazione d’élite e ha continuato al King’s College di Londra, dove ha conseguito una laurea in ingegneria. I suoi dirigenti finanziari, mostrano i documenti trapelati, in seguito la chiamarono “L’ingegnere”.

Nel 1992, il presidente dos Santos ha cambiato la costituzione angolana: il presidente non poteva essere perseguito per azioni ufficiali “tranne in caso di corruzione o tradimento nei confronti della madrepatria”. Dos Santos ha trattato l’Angola “come la sua fattoria personale”, ha detto a ICIJ Salvador Freire, un importante avvocato per i diritti umani a Luanda.
Sua figlia maggiore era una delle principali beneficiarie.

Nel 1999, il presidente istituì l’Angola Selling Corp. con una licenza esclusiva per commercializzare diamanti angolani, un altro pilastro dell’economia del paese, controllata da Isabel dos Santos e sua madre per una quota del 24,5%.

Un anno dopo, il governo dos Santos ha rilasciato una licenza di telecomunicazione mobile estremamente preziosa, una delle prime del paese, a una società chiamata Unitel. Tra i suoi proprietari e fondatori: Isabel dos Santos.

All’inizio dei suoi 30 anni, dos Santos possedeva appartamenti di lusso a Londra e Lisbona per un valore di milioni.

Una delle maggiori banche dell’Angola è di proprietà in larga parte proprio della Dos Santos. Così come la Unitel, società di telecomunicazioni, ora in rosso.

MALTA

La Dos Santos dispone di svariate società di copertura in molti paradisi fiscali, anche se uno solo di questi è il suo favorito: Malta.

Malta, proprio dove cominciava il nostro articolo sulla De Grisogono, e l’omicidio con un’autobomba nel 2017 di una giornalista investigativa, Daphne Caruana Galizia.
Le Banche Maltesi sono note per non chiedere o processare la provenienza del denaro nei propri conti. A questa loro riservatezza noi imputiamo il sangue di innocenti, e la distruzione di milioni di vite, ricordatevelo.

De Grisogono

Ed arriviamo al 2010, quando Dokolo ha incorporato due società di Malta per acquisire una partecipazione di controllo di una gioiellieria di lusso svizzera in difficoltà chiamata De Grisogono

Il suo socio in affari nell’accordo era l’agenzia di commercio di diamanti dell’Angola, Sodiam, che era comproprietaria delle entità maltesi gestite dalla Dos Santos. Sodiam ha contribuito a finanziare l’acquisizione e ha prestato alla De Grisogono un totale di oltre 120 milioni di dollari.

I LuandaLeaks suggeriscono che la compagnia di diamanti angolana sostenuta dallo Stato, la Sodiam, è stata determinante per l’acquisto e il finanziamento di De Grisogono, esponendosi a enormi prestiti per pagare l’acquisto della società e il suo supporto, nonchè i suoi debiti.

Ma nonostante i suoi investimenti finanziari, la Sodiam non ha avuto alcun ruolo nel decidere come era gestita la De Grisogono. Invece, Dokolo e il suo team sembrano aver gestito l’attività, che era ed è in perdita, e a Sodiam sono dovuti $ 147 milioni per i prestiti usati per sostenere la De Grisogono, denaro preso in prestito da una banca collegata a Dos Santos.
Inoltre Dokolo e Dos Santos sono stati in grado di acquistare diamanti dallo Stato a un valore di mercato inferiore, attraverso diverse società che hanno ottenuto lo status di “acquirente preferenziale” con la Sodiam.

E per farla breve, tra società di comodo maltesi e lussemburghesi, lo Stato dell’Angola sembra aver fornito la maggior parte, se non tutti, dei fondi che hanno reso possibile l’acquisto di De Grisogono.

Nel 2012, nei giorni precedenti all’accordo De Grisogono, Sodiam ha trasferito prestiti per 45 milioni di dollari alla Victoria Holding Limited, con base a Malta, che è stata utilizzata per estinguere il debito del gioielliere e fornire investimenti.

Riassumendo: la società De Grisogono è stata acquistata sulla pelle degli Angolani, sulla loro fame, sulla loro povertà, a vantaggio della troia Dos Santos e del marito, e di Gruosi, il fondatore della Grisogono, l’ospite delle Feste di Cannes, dei ricevimenti sontuosi delle Star, come visto nel precedente articolo.

Lo Star System che acclama tra le luci e gli scintillii dei diamanti la De Grisogono in realtà è l’ombra tenebrosa che costringe alla fame milioni di africani, che uccide milioni di bambini, e questo Star System è lo stesso che promuove a spada tratta l’immigrazione incontrollata, i flussi migratori del Mar Mediterraneo, e il forzato multiculturalismo, e multietnia in Europa.

Ecco chi sono gli invitati della De Grisogono: Assassini, Amici dei Corruttori, e di Affaristi senza scrupoli come i Dos Santos. Ecco chi sono loro.

La Van Oord

All’inizio del 2013, i rappresentanti della sua società immobiliare e di gestione delle costruzioni, Urbinveste, hanno iniziato a incontrarsi con i dirigenti del gigante olandese Van Oord Dredging ; Marine Contractors BV, secondo e-mail riservate e altri documenti.

I partner olandesi e angolani hanno discusso di un lavoro di dragaggio e costruzione che includerebbe isole artificiali, una nuova spiaggia, un porto di pesca e una strada costiera.

In seguito avrebbero detto che il piano prevedeva “dragaggio altamente specializzato e bonifica dei terreni” e “nessuna necessità di sfrattare o ricollocare residenti o comunità”. Il progetto sarebbe stato condotto su “terra bonificata al 100% dal mare” e il costo sarebbe pari a $ 1,3 miliardi.


Le mappe di Luanda Leaks mostrano invece che il piano ha attraversato una vivace comunità di pescatori vecchia almeno 50 anni e alcune delle migliori spiagge di Luanda. Sede di circa 3.000 famiglie, il suo nome era Areia Branca, portoghese per “White Sands”.

Il consorzio guidato dalla società dos Santos ha ottenuto il via libera.

Prima dell’alba di un sabato di giugno 2013, soldati, polizia e membri della guardia presidenziale si sono trasferiti ad Areia Branca. Gli abitanti furono sfrattati e i bulldozer si misero al lavoro per demolire le case, secondo i reclami e le lettere compilate dalla SOS Habitat senza scopo di lucro con sede a Luanda. Il quartiere è stato livellato.

Non c’era niente; nessun avvertimento, nessun preavviso, niente“, ha ricordato Talitha Miguel, un insegnante di 41 anni, in un’intervista a Trouw, partner dei media olandese dell’ICIJ. “Era come se fosse un massacro.

Ma nel 2014 il prezzo del petrolio è crollato.

L’Angola aveva usato il petrolio come garanzia per prestiti dalla Cina per costruire strade e dighe. Ora non poteva più pagare i suoi debiti e Pechino non era felice. Né Chevron, ExxonMobil e Total, a cui erano dovuti centinaia di milioni di dollari.


La crisi globale del petrolio e la conseguente caduta libera economica avevano portato a una spirale di proteste pubbliche, repressione del governo e violenza.
Con l’incombere della pensione, il presidente fece mosse audaci che avrebbero giovato a sua figlia.
La sua amministrazione ha assegnato una serie di contratti di lavori pubblici , dicendo che sperava di aumentare l’occupazione e mettere soldi nelle tasche degli angolani.
I rapporti di ICIJ mostrano, tuttavia, che alcuni dei principali beneficiari erano le attività di Isabel dos Santos o le grandi e politicamente collegate imprese e banche che operano con lei.

E così tutta l’economia angolana. E il piano di riqualificazione di Sabbie Bianche?
Solo macerie e , appunto, sabbie.

Molti ex residenti di Areia Branca vivono a meno di 200 metri in una baraccopoli piena di uccelli morti e cibo in decomposizione e brulicante di mosche e zanzare. I residenti vivono in piccole capanne di lamiera ondulata e legno, alcuni seduti in cima a una miscela di fanghi di depurazione e fango che arriva durante l’alta marea. Molti letti condivisi avvolti in zanzariere.

Tra questi: Talitha Miguel, 41 anni, insegnante e madre di quattro figli. Una domenica pomeriggio dell’ottobre 2019, si è seduta fuori dalla sua baracca con tre amici, preparando piccole torte dorate per il mercato in mezzo al suono delle radio che suonano musica popolare. Le mosche si aggiravano attorno a loro. Miguel ha detto che i residenti espulsi ora non hanno acqua corrente e solo sporadica elettricità. L’area si allaga periodicamente e l’acqua si riversa nelle loro case con i rifiuti della baia.

Ad Areia Branca, la vita è stata dura, ma avevamo un frigorifero, una TV”, ha detto Miguel. Le case erano più grandi e non si allagavano. “Potremmo respirare aria pura”, ha detto. “Eravamo di fronte al mare. Avevamo alberi. Vivevamo in buona salute.

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Mentre quello che sulla carta era il suo popolo ma non nella sua mente, vive in queste turpi condizioni per causa sua,  la troia mezzosangue ora vive in esilio a Londra, e il suo vecchio corrotto padre negro a Barcellona. Il loro impero è sotto assedio, e Io spero che venga annientato al più presto.

Questo mese, la Dos Santos doveva partecipare a una riunione dell’élite mondiale, il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, ma la scorsa settimana, il Forum ha dichiarato che non avrebbe partecipato.

E’ già qualcosa..