Da Shakespeare a Dante Alighieri, la giudeofobia del passato rimane immortale. L’odio per il Semitismo è l’Odio stesso della Cultura Pagana contro l’avvento dell’Unico Dio, arabi o ebrei essi rimasero indesiderati e sgraditi per secoli. Oggi dopo aver vinto la guerra dominano con la loro cultura farsa le menti di milioni di individui che paradossalmente devono la loro esistenza proprio ai loro antenati, come Dante, come Shakespeare, Lutero, e tutti gli altri scrittori, filosofi e pensatori la cui cultura può definirsi la base stessa dell’Occidente Moderno. Qualcuno lo considera un incomodo e vuole sbarazzarsi di tutti loro, Dante compreso..

Cosa ci dice Dante Alighieri degli Ebrei nella Divina Commedia?

Nel canto XXIX,102: quando Gesù morì, ci fu un’eclissi del sole; questa non fu un fatto naturale che avrebbe interessato solo un piccolo territorio, ma la luce si oscurò in tutto il mondo, così che non solo i Giudei la videro, ma anche «l’Ispani e l’Indi». Qui troviamo la parola «Giudei», cioè Ebrei, abitanti della Giudea: il nome «Giuda» evoca i «Giudei», simbolo e rappresentante, fatto rimarcato da Dante.
I versi indicano il luogo più tragico dell’abisso infernale: la «Giudecca», stesso nome che verrà usato per i ghetti in cui gli ebrei erano confinati in tutte le città d’Europa.

Ebrei considerati come «deicìdi», uccisori di Dio, a tutti gli effetti. Le vere radici dell’Antisemitismo dei Vangeli si ripercuotono inesorabilmente in tutta la cultura europea fino ai nostri giorni.
I versi di Dante non ne sono esenti. Specialmente dove Dante ha indicato la via da seguire, dipingendo i buoni e i cattivi nei secoli a venire.

Nel canto XXIII i poeti giungono nella sesta bolgia, quella degli ipocriti. Incontrano i giudici del sinedrio degli Ebrei, quelli che condannarono Cristo. La loro pena consiste nell’essere crocifissi in terra (il contrappasso per ciò che hanno fatto a Gesù) e calpestati dagli altri dannati.


«Quel confitto che tu miri / consigliò i Farisei che convenìa / porre un uom per lo popolo a’ martìri. […] E a tal modo il socero si stenta / in questa fossa, e li altri del concilio / che fu per li Giudei mala sementa». Quello confitto è Caifa, sommo sacerdote, che aveva decretato la condanna di Gesù perché temeva una repressione da parte dei Romani e gli altri sono il suocero Annah e l’assemblea (concilio) del sinedrio che condivisero la proposta di Caifa.


e l’ipocrisia di quella scelta , secondo Dante, fu per quel popolo l’origine (mala sementa) della loro rovina.

Corriere:

MILANO – La Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici: troppi contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici. La sorprendente richiesta arriva da «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti.

ANTISEMITISMO – «La Divina Commedia – spiega all’Adnkronos Valentina Sereni, presidente di Gherush92 – pilastro della letteratura italiana e pietra miliare della formazione degli studenti italiani presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all’antisemitismo e al razzismo». Sotto la lente di ingrandimento in particolare i canti XXXIV, XXIII, XXVIII, XIV. Il canto XXXIV, spiega l’organizzazione, è una tappa obbligata di studio. Il personaggio e il termine Giuda e giudeo sono parte integrante della cultura cristiana: «Giuda per antonomasia è persona falsa, traditore (da Giuda, nome dell’apostolo che tradì Gesù)»; «giudeo è termine comune dispregiativo secondo un antico pregiudizio antisemita che indica chi è avido di denaro, usuraio, persona infida, traditore» (così scrive De Mauro, Il dizionario della lingua italiana). Il significato negativo di giudeo è poi esteso a tutto il popolo ebraico. Il Giuda dantesco è la rappresentazione del Giuda dei Vangeli, fonte dell’antisemitismo. «Studiando la Divina Commedia – sostiene Gherush92 – i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti». E ancora, prosegue l’organizzazione, «nel canto XXIII Dante punisce il Sinedrio che, secondo i cristiani, complottò contro Gesù; i cospiratori, Caifas sommo sacerdote, Anna e i Farisei, subiscono tutti la stessa pena, diversa però da quella del resto degli ipocriti: per contrappasso Caifas è nudo e crocefisso a terra, in modo che ogni altro dannato fra gli ipocriti lo calpesti».

Calunnia. Tutto quello che critica la loro cultura viene considerato calunnia e diffamazione. Tutto. Perfino la Divina Commedia.
Che diavoleria…

MAOMETTO – Ma attenzione. Il capolavoro di Dante conterrebbe anche accenti islamofobici. «Nel canto XXVIII dell’Inferno – spiega ancora Sereni – Dante descrive le orrende pene che soffrono i seminatori di discordie, cioè coloro che in vita hanno operato lacerazioni politiche, religiose e familiari. Maometto è rappresentato come uno scismatico e l’Islam come una eresia. Al Profeta è riservata una pena atroce: il suo corpo è spaccato dal mento al deretano in modo che le budella gli pendono dalle gambe, immagine che insulta la cultura islamica. Alì, successore di Maometto, invece, ha la testa spaccata dal mento ai capelli.

L’offesa – aggiunge – è resa più evidente perchè il corpo “rotto” e “storpiato” di Maometto è paragonato ad una botte rotta, oggetto che contiene il vino, interdetto dalla tradizione islamica. Nella descrizione di Maometto vengono impiegati termini volgari e immagini raccapriccianti tanto che nella traduzione in arabo della Commedia del filologo Hassan Osman sono stati omessi i versi considerati un’offesa».

La Divina Commedia è anche il primo genere splatter-snuff horror della Storia:

Non risparmiando nessuno tra dolori e tormenti, profeti o presunti tali inclusi..ove appaiono nei versi ora vengono cancellati dai semiti e dai marxisti:

Immagine censurata, Maometto non è dove dovrebbe essere. Prova di come la Censura sta distruggendo la nostra cultura.

E proibendo di salvare “anime” in mare:

OMOSESSUALI – Anche gli omosessuali, nel linguaggio dantesco i sodomiti, sarebbero messi all’indice nel poema dell’Alighieri. Coloro che ebbero rapporti «contro natura», sono infatti puniti nell’Inferno: i sodomiti, i peccatori più numerosi del girone, sono descritti mentre corrono sotto una pioggia di fuoco, condannati a non fermarsi. Nel Purgatorio i sodomiti riappaiono, nel canto XXVI, insieme ai lussuriosi eterosessuali. «Non invochiamo nè censure nè roghi – precisa Sereni – ma vorremmo che si riconoscesse, in maniera chiara e senza ambiguità che nella Commedia vi sono contenuti razzisti, islamofobici e antisemiti. L’arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico. L’arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti. Persecuzioni, discriminazioni, espulsioni, roghi hanno subito da parte dei cristiani ebrei, omosessuali, mori, popoli infedeli, eretici e pagani, gli stessi che Dante colloca nei gironi dell’inferno e del purgatorio. Questo è razzismo che letture simboliche, metaforiche ed estetiche dell’opera, evidentemente, non rimuovono».

I seguaci dell’ISIS che tagliano e sventolano le teste dei cristiani non sono contenuti razzisti pure? O gli attentati multipli dei jihadisti? O l’uso sproporzionato della forza militare israeliana contro i palestinesi? Cosa sono questi?

CRIMINI – «Oggi – conclude Sereni – il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall’odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti». Certo c’è da chiederci cosa succederebbe se il criterio proposto da «Gherush92» venisse applicato ai grandi autori della letteratura. In Gran Bretagna vedremmo censurato «Il mercante di Venezia» di Shakespeare? O alcuni dei racconti di Chaucer? Certo è che il tema del politicamente corretto finisce sempre più per invadere sfere distanti dalla politica vera e propria. Così il Corriere in un articolo del 1996 racconta come, al momento di scegliere personaggi celebri per adornare le future banconote dell’euro , Shakespeare fu scartato perchè potenzialmente antisemita Mozart perché massone, Leonardo Da Vinci perché omosessuale. Alla fine si decise per mettere sulle banconote immagini di ponti almeno loro non accusabili di nulla.

Cosa accadrebbe se censurassimo: Dante Alighieri, i Vangeli, i filosofi dell’Idealismo Tedesco, il Protestantesimo, il Culto degli Dei Nordici, Shakespeare, la Storia delle Crociate, Celine, e tantissimi altri, varrebbe la pena di fare la stessa fine di Caifa?