Qualche tempo fa ho avuto un battibecco su Twitter con un misero coglione, un’ameba insulsa senza arte nè parte, una becera nullità che non sa nè scrivere, nè leggere ma solo ritwittare merda delle “grandi” firme del giornalismo, e che accusava Wotansvolk, senza nemmeno leggerlo, di essere fonte di fesserie, di notizie non veritiere. Assolutamente un coglione. Primo non siamo fonte di notizie ma commentiamo le notizie che ci interessa commentare, e secondo, ma dove sta scritto che le grandi firme del giornalismo non sono fonte di fesserie, chi lo dice che sono fonti affidabili, oneste, e le sole depositarie delle verità? Ovviamente solo i gran coglioni come quel nessuno.
Prove alla mano, ecco chi sono le Grandi Firme del Giornalismo…

Claas Relotius Giornalista dell’Anno CNN.

NationalPost :

BERLINO – Il settimanale tedesco Der Spiegel dice che uno dei suoi reporter ha lasciato la pubblicazione dopo aver commesso frodi giornalistiche “su larga scala” per diversi anni.
La rivista ha pubblicato un lungo rapporto mercoledì dopo un’indagine interna sul lavoro di Claas Relotius, uno scrittore di 33 anni, noto per le sue vivide storie investigative.
Spiegel ha riferito che Relotius, che in precedenza ha lavorato per altre pubblicazioni e ha vinto un premio giornalistico dell’anno dalla CNN nel 2014, si è dimesso dopo aver ammesso di aver inventato le interviste.
Parecchi articoli di Relotius riguardavano gli Stati Uniti, tra cui presunti abusi in una scuola riformatrice della Florida, un’esecuzione in Texas, una milizia di confine in Arizona e una piccola città nel Minnesota.
La rivista ha detto che l’incidente segna “un punto basso nei 70 anni di storia di Der Spiegel”.

Vi dico Io invece come è andata. Per qualche colpo di fortuna, ad esempio una giornalista del Der Spiegel che si fa sbattere da un collega di un giornale rivale, ha scoperto che uno scoop contro il Der Spiegel era pronto per essere lanciato, ed aveva come soggetto proprio questa storia di Claas Relotius. Der Spiegel ha fatto in modo di parare subito il colpo, ma facciano bere il loro piscio a chi se lo vuole bere. Non si tratta di un qualche articolo occasionale.

E’ possibile credere che uno come Claas vada in Arizona ad intervistare un giocatore di football per una storia di razzismo ma che il suo Giornale non ne sappia niente? Pensavo che i viaggi dei giornalisti di ruolo venivano pagati dal proprio giornale, quindi il Der Spiegel ha pagato o no le spese di viaggio e quant’altro a Claas?
O lo pagava per inventarsi di sana pianta queste storie e lo copriva di conseguenza?

DW.com :

La rivista settimanale tedesca Der Spiegel ha rivelato mercoledì che uno dei suoi reporter ha falsificato per anni storiesu larga scala“.
Meno di tre settimane fa, Claas Relotius, 33enne scrittore del Der Spiegel , ha vinto il German Reporter Award 2018 nella categoria “miglior reportage” per una storia su un giovane ragazzo siriano.
Dopo che la frode è venuta alla luce, in seguito a un’indagine interna approfondita, il giornalista ha ammesso di aver barato e si è dimesso la scorsa settimana.
Secondo Der Spiegel , le azioni di Relotius vennero alla luce quando collaborò a una storia al confine tra Stati Uniti e Messico con un altro giornalista, Juan Moreno, che entrambi riconobbero e svelarono il suo inganno.
Secondo Relotius, “era la paura del fallimento” che gli faceva inventare citazioni e manipolare il contenuto dei suoi articoli. Ha affermato che la pressione è cresciuta solo quando ha vinto più riconoscimenti.
Il fatto che “le citazioni fraudolente, i dettagli personali inventati” e le “scene inventate in luoghi fittizi” di Relotius siano rimasti nascosti per anni, fa chiedere “domande dell’organizzazione interna che devono essere affrontate immediatamente“, ha scritto Spiegel Online .
Parecchi articoli di Relotius riguardavano gli Stati Uniti, tra cui presunti abusi in una scuola riformatrice della Florida, un’esecuzione in Texas, una milizia di confine in Arizona e una piccola città nel Minnesota. Nel 2014, ha vinto un premio giornalista dell’anno della CNN per un articolo sulle prigioni degli Stati Uniti.

La peculiarità delle fake news promosse dal Der Spiegel però va inquadrata nelle sue campagne contro Donald Trump, contro l’Italia di Matteo Salvini e di Berlusconi, contro il Sovranismo, e il Nazionalismo.
Ecco chi sono loro.

Il Der Spiegel, e i suoi simili, le c.d. Grandi Firme del Giornalismo, sono quelli che fanno la morale agli altri, agli americani, agli italiani…li conosciamo benissimo, una volta ho persino litigato in aereoporto con Holger Stark, un finocchio ebreo che quando va in Israele viene scortato da almeno 6 gorilla kike o avrebbe bisogno di uno pneumatico per sedersi quando va in bagno a scrivere i suoi pezzi cessi.

Il Giornale :

Hanno definito l’Italia in ogni modo, facendole la morale. Non si contano le copertine dedicate agli italiani “mafiosi”, “scrocconi”, “aggressivi” e “ricattatori”, rappresentati come una pistola adagiata su un piatto di spaghetti o come tanti Schettino.
Non si tratta di un redattore di secondo piano, ma uno dei reporter di punta. Sette anni in redazione, la maggior parte da freelance e da poco più di un anno come redattore assunto. Uno dei più in vista. Per i suoi reportage ha vinto tutti i più importanti premi giornalistici del Paese: si ricordano il Premio per il reporter dell’anno, il Premio Peter Scholl-Latour senza contare la nomina di “Journalist of the Year” della Cnn e dell’European Press Prize.
Nel suo curriculum il giornalista ha scritto anche per l’edizione tedesca del Financial Times, per la Zeit on line, per il domenicale della Frankfurter Allgemeine. Per la Zeit ha pubblicato (nel 2012) anche un reportage sui “profughi che salvano Riace dal declino” (esatto, quella di Mimmo Lucano).

Fake News come Propaganda contro il Realismo Nazionalista, contro gli interessi delle Nazioni, delle loro genti, delle loro vite.
Questi bastardi si inventano le cose pur di ingannare, rovinare e far morire la gente e vivere in un quotidiano successo effimero sotto la riverenza dei coglioni capaci solo di ritwittare la loro merda. Capite?

HollywoodReporter.com :

Lol…Liberty Award…

Un giornalista pluripremiato che ha lavorato per Der Spiegel, una delle principali agenzie di stampa tedesche, ha lasciato il settimanale dopo che sono emerse prove che ha commesso frodi giornalistiche “su larga scala” per diversi anni, ha detto la pubblicazione mercoledì.
Spiegel ha pubblicato un lungo rapporto sul suo sito web dopo aver condotto una prima analisi interna del lavoro di Claas Relotius, uno scrittore di 33 anni, noto per le sue vivide storie investigative. La rivista ha detto che Relotius si è dimesso lunedì dopo aver ammesso che alcuni dei suoi articoli includevano materiale truccato da interviste che non sono mai accadute.
La rivista con sede ad Amburgo ha detto che Relotius ha contribuito a quasi 60 articoli pubblicati in stampa o online dal 2011, prima come scrittore freelance prima di essere assunto a tempo pieno lo scorso anno. Il giornalista ha lavorato in precedenza per altre pubblicazioni tedesche e svizzere e ha vinto numerosi premi, tra cui il giornalista dell’anno della CNN nel 2014.
Spiegel ha detto che Relotius ha riconosciuto la fabbricazione di parti di almeno 14 storie, tra cui un pezzo di una donna americana che ha detto di essere volontaria per assistere alle esecuzioni di detenuti nel braccio della morte, come una in Texas all’inizio dell’anno.

Relotius non ha risposto immediatamente a una richiesta via email per un commento.
Ha detto che le preoccupazioni sul lavoro di Relotius sono state sollevate a novembre da un collega reporter che ha lavorato con lui su una storia su una milizia di confine in Arizona e ha scoperto che presunte interviste non avevano mai avuto luogo.
Ulteriori produzioni di Relotius hanno incluso un’intervista telefonica con i genitori del giocatore di football americano Colin Kaepernick, che ha protestato contro la brutalità della polizia inginocchiandosi durante il canto pre-partita dell’inno nazionale, ha detto Spiegel . Un altro riportava che un cartello ai margini di una città del Minnesota recitava “I messicani stanno fuori”.
La rivista ha detto che Relotius ha detto ai redattori che le fabbricazioni erano un tentativo di evitare il fallimento e che era consapevole dei suoi inganni.
L’Unione dei giornalisti tedeschi DJU ha definito il caso “il più grande scandalo di frodi nel giornalismo dai diari di Hitler” che la rivista tedesca Stern ha pubblicato nel 1983 e che in seguito sono stati scoperti come falsi.

Questa storia dovrebbe far riflettere i nostri detrattori, e i coglioni capaci solo di ritwittare merda senza saper leggere ed indagare per proprio conto. Le fake News esistono e non sono algoritmi, sono promosse dai Giornali e dai Media in generale, dalle grandi firme del giornalismo, al più e i più hanno Editori/Padroni Kike.
Il loro non è assolutamente giornalismo ma propaganda politica di quart’ordine, inventando news per manipolare l’opinione pubblica, commettendo falsi in serie.
Dovrebbero essere arrestati e perennemente banditi dal mondo dell’informazione per abuso della credulità popolare, e alto tradimento.

CNN, Der Spiegel, Repubblica, Corriere, etc.