Vogliamo uscire dalla NATO e avere la Russia nostro alleato. Ad una sola condizione: la nostra presenza deve garantire libertà e sovranità all’Ucraina, e una sua pace perpetua con la Russia. Nome in Codice : Operazione Mattei.

Salvini parla di purificazione di massa, strada dopo strada, quartiere dopo quartiere, immigrato dopo immigrato… e poi penseremo ai Marxisti, quelli di cui i Russi si sono liberati dopo un secolo di soprusi, quelli che erano il male assoluto durante la Guerra Fredda, ricordate? Usate un pò il cervello invece di farvelo usare dalla TV.

Almeno ricordate perchè fu ucciso Enrico Mattei?
Vi rinfresco la memoria, fu ucciso perchè voleva la Nazione Italiana indipendente dal punto di vista energetico, e per fare questo non esitava a dialogare con i Russi in piena guerra fredda, ma la CIA e i porci del greggio non potevano tollerarlo.

Mattei era un grande italiano, un illuminato che aveva aperto al nucleare,

Comprendendo l’importanza sempre crescente dell’approvvigionamento energetico per lo sviluppo economico nazionale, a partire dal 1957 Mattei, parallelamente all’impegno per le risorse petrolifere, iniziò a considerare lo sviluppo dell’ENI verso l’energia nucleare. Con capitale misto ENI (75%) e IRI (25%) venne costituita la SIMEA, con a capo Gino Levi Martinoli, mentre Mattei diveniva presidente dell’AGIP Nucleare e iniziarono i lavori per la costruzione della Centrale elettronucleare Latina. La nuova società acquistò il 31 agosto 1958 dagli inglesi della NPPC (Nuclear Power Plant Co.) un reattore nucleare a grafite e uranio naturale, che era teoricamente reperibile ovunque a differenza dell’uranio arricchito che era necessario importare dagli USA, e in soli quattro anni venne costruita e completata la centrale; il primo test completo di reazione nucleare nella centrale avvenne il 27 dicembre 1962, due mesi dopo la morte di Mattei.[39] Con una potenza di 210 MW costituiva a quel tempo la più grossa centrale nucleare europea e poneva l’Italia terza nel mondo, dietro a USA e Inghilterra.[40]
Sempre nell’ottica di garantirsi un’indipendenza delle fonti energetiche Mattei prese anche l’iniziativa di creare entro l’ENI una società di prospezioni e ricerche minerarie – la SoMiREN (Società Minerali Radioattivi Energia Nucleare) – allo scopo di potersi garantire una fornitura direttamente controllata di uranio da giacimenti esistenti sul territorio italiano o estero.[41] La nuova società trovò in Italia il giacimento di Novazza e altre minori mineralizzazioni uranifere in Val Maira.

e voleva così spezzare il giogo delle Sette Sorelle. Purtroppo loro finirono per uccidere lui perchè in un paese di codardi e panzoni bastardi uno quelli come lui rimangono soli a combattere le battaglie per la vita di tutti.

L’8 gennaio 1962 Mattei era atteso in Marocco per l’inaugurazione di una raffineria, ma il pilota del suo aereo personale, accorgendosi di una lievissima sfumatura sonora da uno dei reattori, scoprì un giravite fissato con del nastro adesivo a una delle pareti interne del motore. L’episodio, classificato come banale “dimenticanza” dei tecnici, poteva con una certa probabilità provocare una sciagura con la seguente dinamica: il calore del reattore avrebbe sciolto il nastro, il cacciavite risucchiato sarebbe finito nel reattore stesso, che sarebbe esploso senza lasciar traccia dell’oggetto, potendo il tutto poi apparire come un incidente motorio[senza fonte].

Tra la fine del settembre dello stesso anno e l’inizio del mese successivo, Mattei ricevette Leonid Kolosov, capo-centro del KGB sovietico per l’Italia settentrionale, il quale gli segnalò che contro la sua persona erano in corso progetti di “neutralizzazione”.[senza fonte] Lasciando la moglie per partire per la Sicilia, il 26 ottobre 1962, Mattei la salutò -secondo alcune ricostruzioni[senza fonte]- dicendole che poteva anche darsi che non sarebbe tornato.

La sera del giorno dopo,[45] il 27 ottobre, il Morane-Saulnier MS-760 Paris I-SNAP su cui stava tornando a Milano da Catania,[46] precipitò per attentato da parte ad oggi di ignoti, nelle campagne di Bascapè (un piccolo paese in provincia di Pavia) mentre era in avvicinamento all’aeroporto di Linate. Morirono tutti gli occupanti: Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi e lo statunitense William McHale, giornalista della testata Time–Life, incaricato di scrivere un articolo su Mattei.[47] Secondo alcuni testimoni, il principale dei quali era il contadino Mario Ronchi (che in seguito ritrattò la sua testimonianza), l’aereo sarebbe esploso in volo.

Quando saremo al potere dedicheremo una giornata nazionale alla memoria di quest’uomo, di questo fratello.

I giornalisti italiani ed internazionali legati all’Establishment solo solo degli sguatteri.