Da Full Metal Jacket al Caso di Byron De La Beckwith

Come suol dire Takeshi Kovacs la verità, “è tutta nei particolari…” ed un particolare in Full Metal Jacket ci fa riscoprire una storia recente “particolarmente priva di particolari“, per cui scrivere ora questi può aiutarci a risolverne il caso.

Gli osservatori più incalliti dei particolari si saranno chiesti, come d’altronde è già avvenuto se usate un motore di ricerca per scoprirlo, a chi appartenga il volto posto al centro di una toppa raffigurante la gloriosa bandiera americana dei Confederati posta sull’elmetto di Cowboy nel fim Full Metal Jacket di Stanley Kubrick.

Alcuni utenti affermano si tratti di Buddy Holly… ma credo fermamente che si sbaglino di grosso.

Il tizio dell’immagine di riferimento non ha una fronte bassa come Buddy Holly, ed anche se Holly è del Texas non credo che abbia molto a che fare con i Confederati.

Piuttosto l’immagine raffigura Byron De La Beckwith:

De La Beckwith era un patriota americano nato in California ma trasferitosi nel Missisipi a soli 5 anni dopo la morte del padre, che aveva servito nella Seconda Guerra Mondiale con l’esercito statunitense nel conflitto contro i giapponesi nel Pacifico, e che una volta tornato negli Stati Uniti si impegnò nell’attivismo politico bianco supremazista entrando anche a far parte del Ku Klux Klan.

A Byron De La Beckwith venne imputato in almeno tre occasioni giudiziarie l’omicidio volontario di primo grado di Medgar Evans, un attivista nero per i diritti dei neri nel Missisipi. Fu assolto nei primi due procedimenti ma venne condannato nel 1994, ormai settantunenne, al carcere a vita senza possibilità di uscita sulla parola, e lì morì nel Gennaio del 2001.

De La Beckwith fu , in precedenza, accusato di cospirazione, ancora una volta senza prove schiaccianti, e scontò per questo una condanna a tre anni nel carcere di Angola.

In entrambi i casi De La Beckwith fu solo un capro espiatorio usato dall’opinione pubblica radical progressista per tagliare una delle teste superiori del nemico. Leggendo il caso, o i casi, non ci sono assolutamente prove schiaccianti che lo incastrino in maniera certa e al di là di ogni ragionevole dubbio.

Oltre questo, bisogna anche considerare sia il clima che l’ordinamento pubblico americano negli anni in cui questi fatti delittuosi si svolsero.

La Segregazione Razziale era una realtà nel Missisipi, così come lo era l’alto tasso di criminalità dei neri in tale area.

I Bianchi, a torto o a ragione, stavano solo cercando di proteggersi, e vedevano con occhio cattivo chi , come Evans, difendeva a priori la comunità nera solo in base al fatto che essa era discriminata e non in base al fatto che aveva al suo interno elementi instabili, dediti al ladrocinio, al vandalismo, allo stupro e allo spaccio di droga.

Quali sono le considerazioni che il tempo ci pone oggi davanti come il risultato di questo scontro, e i risultati della morte di Evans?

College, strade, premi, e movimenti che portano il suo nome, più dignità ed elevazione per i neri nelle aree in cui vivevano senza prosperare.

La Storia forse non ci insegna che il sacrificio di coloro che credono fortemente ad un’idea, ad un ideale, sia la molla che fa scattare un qualche tipo di costruzione sociale intorno e da essa?

Non so se sia stato veramente De La Beckwith ad uccidere Evans, o se sia stato solo un complice, o incastrato da qualcuno, ma questi due protagonisti dovrebbero oggi avere , a ragione, gli stessi diritti e tributi, poichè sia De La Beckwith che Evans hanno semplicemente difeso le loro comunità, con mezzi e pensieri determinati dal periodo storico in cui sono vissuti e hanno operato per la collettività.

Recuperare il bene in quello che si è ritenuto male , a mio avviso, è l’unico modo per evitare estremismi e tragedie, che non servono al Mondo Moderno ma piuttosto ad un Mondo antiquato, non progredito, e dai vetusti aspetti statici e dinamici che si dispiegano nel Panta Rei sociale.

 

 

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