“Non è una questione di ciò che è vero che conta ma di ciò che è percepito come vero.”, H.Kissinger

Nel 2006 si venne a sapere che la CIA aveva pianificato e lanciato un’Operazione di Psicologia Militare, PsyOp, in Iraq progettata per esagerare il ruolo ed ingigantire la figura carismatica Abu Musab al-Zarqawi nell’insurrezione irachena seguita all’invasione militare americana.
L’Operazione andò a buon fine tra l’esultanza dei vertici militari che la ritennero una delle operazioni di maggior successo condotta fino ad allora.

Opuscolo U.S.-PsyOp diffuso in Iraq mostra al-Zarqawi catturato in una trappola per topi. Testo: “Questo è il tuo futuro, Zarqawi”

L’intento PsyOp non supponeva di creare divisioni tra gli insurgenti iracheni, ma era concepita al solo fine di far recepire al pubblico americano e mondiale che un efferato e sanguinario leader Sunnita era a Capo degli Ostili alla presenza Occidentale nel levante iracheno.

Infatti per le Forze d’Occupazione era conveniente far credere all’Opinione Pubblica dell’Esistenza di un Nemico carismatico e spietato cui opporsi.

Esistenza che “conferiva” uno scopo all’intero scenario militare e ne giustificava la presenza nella percezione del pubblico.

Pur conoscendo la sua posizione, e avendo sempre traccia dei suoi spostamenti, per un lungo periodo gli Americani furono contrari ad eliminarlo, dando seguito a notizie stampa nel tempo, rivelatesi ovviamente false, della sua presunta morte in diverse occasioni.

Hanno fatto la stessa cosa con Al Baghdadi, dichiarandolo morto in numerose occasioni, per poi farlo resuscitare in seguito.

Lo PsyOp Tattico Strategico da allora ha fatto altri passi da gigante, lasciando il Medio Oriente per arrivare agli Antipodi Europei della Terra, cioè in Oceania…


Haaretz.com :

All’inizio del nuovo anno, il ramo operativo del Comando centrale delle forze di difesa israeliane ha tagliato il nastro su un nuovo dipartimento, chiamato Centro per le operazioni di coscienza. È una reincarnazione di un’altra divisione che si era impegnata principalmente nella legittimazione internazionale e negli aspetti legali dell’attività militare israeliana, ed era stata subordinata al ramo della pianificazione.

Lo scopo di questo Dipartimento dell’I.D.F. è di concentrare la pianificazione di tutte le attività con eserciti stranieri, diplomatici, stampa straniera e opinione pubblica – sotto un unico ufficio di analisi militare. Tutto questo è fatto come parte dello sforzo di Israele di influenzare il nemico e l’opinione occidentale sulle mosse militari israeliane sul fronte settentrionale e nei territori.

Al culmine della seconda intifada, al capo dello staff dell’epoca, Moshe Yaalon, fu chiesto come Israele sarebbe stata capace di prevenire e sconfiggere gli attentati suicidi dei palestinesi. Yaalon rispose allora che la vittoria sarebbe stata raggiunta attraverso “l’incisione conoscitiva“.

Yaalon è stato segretamente deriso dalla stampa ma, a posteriori, aveva ragione. Gli attacchi terroristici si placarono principalmente perché entrambe le parti della leadership palestinese, dell’Autorità palestinese e infine anche di Hamas, giunsero alla conclusione che il prezzo che Israele stava esigendo dal popolo palestinese in risposta al terrorismo era troppo alto.

Cioè per ogni Israeliano ucciso la rabbia degli Israeliani si poteva placare uccidendo almeno 100 palestinesi o così, perdite troppo imponenti per far continuare oltre l’escalation “suicida” di Hamas.

Anche il capo dello staff incombente, Gadi Eizenkot, ha un vivo interesse per la battaglia sulla coscienza. È anche menzionato nell’ultimo documento strategico dell’IDF. Il suo intimo amico, il colonnello Gabi Siboni, ha recentemente pubblicato un articolo sul meccanismo di modellamento cognitivo, attraverso INSS.

INSS :

L’IDF ha intensificato recentemente la sua attività cognitiva e si è impegnata in un significativo processo di accumulo in questo ambito. Ciò ha incluso lo sviluppo di una dottrina delle operazioni cognitive e l’impegno nello sviluppo di strumenti tecnologici, nella formazione delle risorse umane e nella costruzione di strutture organizzative a sostegno della dottrina. L’uso di capacità evidenti dall’unità del portavoce dell’IDF consente di parlare direttamente con molti destinatari negli stati nemici sui social media, nonché con elementi terroristici. Ciò viene effettuato utilizzando le varie capacità sviluppate nell’IDF, pensate per creare legittimità in un pubblico di destinatari internazionali, influenzare il nemico e persino mantenere la deterrenza. L’attuale sviluppo della tecnologia nei social media, sia palese che segreta, costituisce un vantaggio strategico per Israele a fianco delle risorse cinetiche tradizionali.

In altre parole fanno capire che hanno “agganciato” Brenton Tarrant sui social media e lo hanno manovrato per i loro scopi.

Alla fine di Gennaio 2018, il portavoce dell’IDF e Generale di Brigata Ronen Manlis ha pubblicato un articolo sui media arabi, avvertendo i cittadini libanesi del “comportamento da hooligan di Hezbollah, l’istituzione di infrastrutture e impianti terroristici per fabbricare sistemi d’arma sotto gli occhi del governo libanese e lo schieramento militare indisturbato di tutto ciò tra la popolazione civile “. Manlis ha aggiunto che i cittadini del Libano non dovrebbero” lasciare che Iran e Hezbollah sfruttino

L’articolo di Manlis ha fornito uno sguardo su una serie di attività aperte e segrete dell’IDF nel campo delle operazioni cognitive, con l’obiettivo di fornire messaggi al pubblico di riferimento in Libano, nella regione e nel mondo in generale: cioè, gli sforzi accumulati dall’Iran e il suo delegato Hezbollah è chiaro a Israele, che Israele ha la capacità di agire contro di loro, e che quindi i cittadini del Libano farebbero meglio a sanzionare questi dispiegamenti bellici, poiché la popolazione civile si trova come scudo umano in una futura campagna militare tra le parti.

L’importanza di sopprimere lo spirito combattivo dell’avversario non è meno importante dell’effettiva uccisione dei suoi soldati“, ha dichiarato Carl von Clausewitz, sottolineando che l’attività cinetica sul campo di battaglia deve essere combinata con un’attività progettata per influenzare la mentalità del nemico.

Gli eserciti e gli stati si ritrovano a dover fronteggiare gli sforzi di influenza del nemico che utilizzano il regno tecnologico e i social media per ottenere risultati senza ricorrere all’uso di mezzi cinetici o impiegare entrambi i tipi di strumenti insieme.

Infatti Tarrant ha utilizzato entrambi gli strumenti in maniera eccellente. Oltre a saper usare le armi militari,  ha anche ben utilizzato , come nessuno in precedenza, tutta la tecnologia Internet attuale per diffondere il suo messaggio, incluso il video – LIVE – dell’evento.

Nonostante gli sforzi della Censura Neozelandese il materiale prodotto da Tarrant, il suo manifesto, il suo video, è nella sua interezza disponibile a tuttoggi pressochè ovunque.

Questo fenomeno richiede che gli eserciti e gli stati operino sia sul piano difensivo, al fine di contrastare gli sforzi nemici, sia sul piano proattivo e offensivo, al fine di raggiungere gli obiettivi influenzando il pubblico di destinazione nemico, inclusi decisori, comandanti, combattenti, e l’opinione pubblica nazionale e mondiale.

Ma veniamo ai punti essenziali della c.d. Cognitive Enemy Task:

Gli sforzi cognitivi possono essere suddivisi in tre categorie: (1) Sfida segreta, in cui l’obiettivo attaccato/contattato non è consapevole che è in corso uno sforzo per influenzarlo. In tali operazioni, i messaggi vengono trasmessi in un modo che impedisce al pubblico di destinazione di identificare che è soggetto a un’operazione di influenza. Un esempio potrebbe essere messaggi trasmessi da elementi camuffati.

Per “Disguised Elements – Elementi Camuffati“, loro intendono che “colui che ti contatta” non ti appare come un nemico, piuttosto il contrario.

(2) Gli sforzi sotto copertura (definiti anche “operazioni sotto falsa bandiera“), il cui obiettivo, sia un’organizzazione, un pubblico o un paese, sono consapevoli dell’attività contraria, ma quelli dietro di esso si nascondono dietro una falsa identità. Un esempio è la campagna per l’elezione del Governatore della Florida nel 1994. Gli attivisti del candidato democratico Lawton Chiles hanno telefonato a circa 70.000 elettori anziani, identificati come rappresentanti del candidato repubblicano Jeb Bush, e hanno detto loro che Bush intendeva tagliare le assicurazioni e gli aiuti medici nazionali agli anziani, soggetti di importanza critica per loro.

Le False Flag e tanti recenti avvenimenti nel Mondo dovrebbero far suonare qualche campana adesso.-

Il comune denominatore di tutti i tipi di sforzi cognitivi è che la maggior parte dell’attività si svolge nel regno visibile, trasmettendo messaggi al pubblico di destinazione nei media classici (la stampa, la televisione e la radio) e via internet, i social media, i forum , blog e annunci di siti Web. Lo sforzo esplicito porta con sé la maggior parte della capacità di influenzare e cambiare l’opinione pubblica, rispetto a un grande pubblico a livello decisionale. L’attività nel regno palese richiede alcune abilità, principalmente una comprensione della psicologia di massa e la capacità di analizzare il pubblico di riferimento. In questo contesto, lo sviluppo delle capacità operative negli eserciti in generale e nelle IDF in particolare può beneficiare del mondo civile. Le campagne per influenzare i vari target di pubblico sono il pane e il burro di ogni pubblicità e ufficio di pubbliche relazioni che commercializzano prodotti o campagne per i politici.

L’attuale sviluppo della tecnologia nei social media, sia palese che segreta, costituisce un vantaggio strategico per Israele a fianco delle risorse cinetiche tradizionali. Esiste un notevole potenziale di attività nella sfera aperta, anche nel contesto operativo, mentre si intensificano le manovre in tandem e le operazioni di fuoco nel regno fisico.

Brenton Tarrant non ha realmente molto che vedere con il Nazionalismo Bianco, l’insigne del Sonnenrad è stata utilizzata per screditare i ranghi dei Movimenti Identitari ed EtnoNazionalisti che si rifanno alla Letteratura e alla Cultura Nordica ed Ancestrale Europea.

Brenton Tarrant ha nominato pochissimo, se non per nulla, l’Ebreo. Cosa alquanto disdicevole per un qualsiasi attivista di tutta la Galassia di Destra Alternativa. Se invece di chiamarsi Brenton Tarrant si fosse chiamato Andrew Anglin allora capirete al volo ciò di cui parlo.
Come non si può nominare la Sorgente di un Problema se non per il fatto che non la si ritiene tale?

Eri/sei un anti-semita? No. Un ebreo che vive in Israele non è mio nemico, fino a quando non proverà a sovvertire o fare del male alla mia gente.

Quella sopra è l’unica ricorrenza della parola “ebreo” nell’intero testo.
E mi viene da chiedergli…dopo quel “fino a quando non proverà a fare del male alla mia gente”, stupido coglione… sono secoli che fanno del male alla nostra gente, come mai non hai mai letto nulla al riguardo se le tue fonti sono largamente uguali alle nostre?
Stai per uccidere delle persone, ed hai anche l’occasione di raccontare al mondo la tua visione di esso, la fonte dei mali, le soluzioni che auspichi per migliorare questo mondo…credi nel Sole Nero e Valhalla, parli di Sostituzione di Popoli e Razze, di come l'(((Establishment Mediatico Mondiale))) “copre” e “protegge” le forze che rimpiazzano noi con le nostre tradizioni, il valore della famiglia, la cultura bianca, etc. ma dietro tutto questo “non racconti al Mondo” che esiste una relazione con il Sionismo e con le dottrine politiche, psicologiche e religiose ebraiche.

Ma da dove cazzo sei saltato fuori… Tarrant?

Se gli eserciti usano queste tecnologie per operazioni cognitive di “guerriglia” allora i servizi segreti , da un tempo più lungo, sono i grandi esperti di questa materia, Mossad in testa. Ad esempio quando aiutarono a creare Hamas per contrastare al Fatah, cosa che avvenne anni dopo puntualmente.

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Wikipedia:

Il Centro per le operazioni di coscienza (in ebraico המרכז למבצעי תודעה), abbreviato Malat (מל”ת) è un’unità di direzione delle operazioni di difesa israeliane specializzata in guerra psicologica.

Precedentemente noto come unità di guerra psicologica, l’unità è stata riattivata tra il 2004 e il 2005 dopo cinque anni di operazioni ridotte e comprende ufficiali dell’intelligence e psicologi civili guidati da un colonnello anziano, con particolare attenzione per gli arabi.

L’unità era il risultato di diversi tentativi falliti di rinnovare il fronte di guerra psicologica nell’IDF. La dottrina delle unità è di influenzare l’opinione pubblica palestinese usando “propaganda, guerra psicologica e talvolta disinformazione“.