George Junius Stinney

Questa è anche una storia che racconta e spiega perchè la coesistenza “forzata” ed “ereditata” tra due razze, una tecnologicamente e culturalmente avanzata, e una che lo è meno o molto meno, porta ad uno scontro inevitabile, sul quale campo si mietono profonde ingiustizie, soprusi, infamie orribili ed indicibili.

La violenza genera violenza e regressione di uno Stato/Razza superiore oltre la catarsi primitiva da cui proviene.

Questa è la storia di George Junius Stinney, un bambino, un nero, e delle due bambine bianche, June e Mary Emma, che lui uccise fracassando il loro cranio con un pezzo di ferro.

George Junius Stinney Jr. era un bambino afroamericano quattordicenne accusato di aver ucciso due bambine bianche, Betty June Binnicker di 11 anni e Mary Emma Thames di 7 anni, trovate morte con il cranio fracassato nella città di Alcolu, Carolina del Sud, nel Marzo del 1944.

Le comunità bianche e nere di Alcolu vivevano separate, c’era una bassa interazione tra loro.

Due bambine bianche furono viste parlare con George Stinney e sua sorella Aime.

Il 23 Marzo del 1944 furono ritrovati i cadaveri di queste due bambine, June Binnicker (11), e Mary Emma Thames (7), decedute dopo essere state picchiate con un oggetto contundente.

June Binnicker

La polizia arrestò George, e dopo poche ore fece una dichiarazione stampa dove il Capo della Polizia riportava che il ragazzo nero aveva confessato l’omicidio.

George era un bullo, aveva sfregiato a scuola, seppur lievemente, una ragazza con un coltello, aveva già minacciato le due ragazzine, che poi uccise, qualche giorno prima del loro omicidio.

Seppur minorenne, a George furono negate le presenze di avvocati e dei genitori durante il periodo del processo, 81 giorni, anche se il vero processo che lo portò alla condanna definitiva durò solo un giorno.

L’unico rimpianto che ho come bianco è che dovevano essere vagliate tutte le testimonianze, fotografata la scena del crimine, e che il suo processo non doveva diventare un processo di razza, come purtroppo avvenne, dato che se George fosse stato bianco avrebbe dovuto essere condannato a morte allo stesso modo.

Nel tribunale non furono ammessi neri, nè membri della giuria lo erano, questa era la legge.

La stessa legge che condannò George alla sedia elettrica senza garantirgli un’equa difesa, forse oggi sarebbe a lui garantita, e oggi George non andrebbe sulla sedia elettrica ma rimarrebbe in carcere a vita, ma oggi meno di ieri si cerca di dimostrare che un tipo e un sottotipo di individui non può e non deve coesistere.

L’omogeneità di una società è proporzionale al suo grado di civiltà.

George fu giustiziato al Central Correctional Institution di Columbia la sera del 16 giugno 1944.

Usarono una Bibbia per rialzarlo dalla sedia in modo che la dimensione dello strumento di morte fosse compatibile con la sua altezza, la Bibbia che parla del Perdono come unica giustizia finale accettabile per Dio. Il Cristianesimo, non meno di altri religioni, non è adatto a formulare giudizi equi sul comportamento umano e risolvere i conflitti di classe nella società a quanto pare.

Il caso di George dimostra che l’ingiustizia avviene quando una razza dominante viene a contatto con una razza inferiore, e viceversa.

Invece di andare via e lasciare stare le bambine George ha invece preferito ucciderle.

Le bambine bianche non avevano consapevolezza del lato selvaggio degli esseri della razza inferiore che vivevano accanto a loro. La loro colpa fu questa, cioè essersi avvicinate troppo incautamente ad acque oscure e pericolose, essersi avvicinate ad individui con geni provenienti solo da quelli necessari a sopravvivere nella giungla, animale contro animale, forte contro debole, usando al più non la ragione ma la forza fisica per sopravvivere.

Un mix esplosivo. Lo stesso mix che avviene ancora ovunque nel nostro mondo, anche per mano di bianchi meno evoluti su bianchi evoluti, e su come questi reagiscono a quello che considerano un’ignominia peggiore delle altre quando uno dei loro ranghi viene attaccato da appartenenti ad un’altro rango di individui.

Uccidere George in quel modo fu orrendo al pari di come fu orrendo il modo in cui George uccise quelle due bambine.

Può uno Stato Avanzato uccidere un bambino? Avrebbe dovuto aspettare che fosse diventato maggiorenne? Perchè il processo di appello non è stato svolto? Furono negati diritti costituzionali al ragazzo? I diritti dei neri erano considerati sullo stesso piano dei diritti dei bianchi?

Era il 1944, L’America combatteva con gli Alleati contro i tedeschi, e mentre faceva questo fuori dalla Madre Patria, sul suo suolo la sua Giustizia negava dei diritti legali, condannava e uccideva un bambino nero sulla sedia elettrica, dimostrando ben poca differenza tra sè e il nemico che stava combattendo.

La Verità ha molte facce.

Oggi pare stiano spuntando prove e testimonianze che puntano sul fatto che George fosse innocente.

Dubito profondamente che qualcosa di serio possa mai venire fuori da queste ricerche.

Ma se verrà provato fuori da ogni ragionevole dubbio che George era innocente sono pronto a cambiare la concezione razziale che ho fin qui additato e descritto come fonte dei grandi mali delle nostre Società Moderne.

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