Salima Bint Al-Muqwas

Nel giorno della Festa delle Donne, che poi è ogni giorno dell’anno, scriverò di una donna speciale, una donna libica, una donna che ricorda alle donne chi sono e cosa devono fare per la loro progenie e il loro paese.

Fate la conoscenza di Salima Bint al-Muqwas…

Quando Nazionalismo, Indipendenza e la Sovranità ci devono essere ricordati dagli arabi.

LIBYA.OBSERVER_:

Il popolo libico ha una storia di feroce resistenza contro l’intervento straniero. Storie eroiche di uomini e donne simboleggiate nello sceicco dei martiri Omar al-Mukhtar ha dato una grande ispirazione al resto del mondo e una scuola per la generazione libica a venire.
Tra loro c’era una donna alquanto vivace che dimostrò un notevole coraggio nel resistere agli invasori italiani nel suo modo unico.
Salima Bint al-Muqwas, una donna della tribù Nuwayl nel sud della Libia nella regione di Fezzan, era ben nota agli europei e in particolare ai francesi come Giovanna d’Arco degli Arabi.
Divenne famosa nel febbraio 1912 dopo la sua leggendaria partecipazione alla battaglia di Girgarish contro gli occupanti italiani. La sua coraggiosa esibizione nella battaglia aveva sorpreso il reporter francese Paul Tristan del quotidiano francese La Marseille, che fu colpito dal suo personaggio che le presentò una spada.
Dalla sua piccola città nel sud, si diresse verso Tripoli, facendo trekking per miglia attraverso un grande deserto arido e sotto il sole cocente. Fu costretta a percorrere metà del viaggio con altre 12 donne che partirono con lei per ascoltare la chiamata della nazione a combattere gli occupanti italiani.
Armata di un lungo bastone e di una ferma convinzione, ha partecipato a tutte le battaglie contro l’occupazione italiana a Tripoli, muovendosi attorno al campo di battaglia per infondere coraggio tra i Mujahidin e mettere la paura nel cuore del nemico, cantando e cantando con uno spirito entusiasta, ricordando combattenti della resistenza della verità immutabile insegnata dalla storia che la vittoria e l’indipendenza appartengono sempre ai titolari dei diritti.
Alan Ostler, un giornalista inglese, l’ha menzionata nel suo libro “Gli arabi a Tripoli”. Disse che avrebbe corso in direzione della battaglia in fretta per far avanzare gli uomini. Una volta fu colpita da un frammento di cannone sulla sua mano; continuò a sventolarla mentre il sangue correva in tutte le direzioni, chiamando gli uomini in battaglia. La descrisse come una dea della guerra africana.
Era sempre desiderosa di essere nel posto giusto al momento giusto durante il periodo coloniale, il che la rendeva un modello di impegno e dedizione.

Alquanto impressionante.

Non solo dimostra una storia patriottica di una vera donna e non una femminista degenerata, ma che l’Indipendenza e la Sovranità di ogni popolo è sacra e devono essere difesi da ogni singolo figlio o figlia della Patria.

Chi non ama la Sovranità e l’Indipendenza del suo popolo è un volgare codardo traditore o più comunemente definito degenerato sporco marxista-comunista, la feccia putrida delle nostre Società il cui status quo è mantenuto con l’oppressione da loschi individui infidi.

Advertisements

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.