Questa è una storia particolarmente toccante, cruda, dolorosa…

specialmente se fosse vera…

La Signora Emmaly Reed afferma:

Che i Nazisti la portarono in un campo di concentramento quando aveva 3 anni e uscì dal campo di concentramento “viva” quando ebbe 15 anni, quindi passò 12 ANNI dentro ad un lager, quindi entrò nel lager nel 1933 appena Hitler diventò Cancelliere.

Che i Nazisti le piantarono un’unghia lunga 20 cm nel cranio, che finì in coma ma poi si riprese….

Che i Nazisti la portarono davanti la Camera a Gas, ma poi lei svenne “per la fame” e fu così riportata indietro.

Che i Nazisti la sterilizzarono ma una volta diciottenne Emmaly ebbe un figlio o una figlia.

Che i Nazisti , in fuga, la impiccarono con una corda a catena fatta da coltelli (non ne ho mai vista una ma potrebbe anche esistere), una “corda” che ovviamente le avrebbe tagliato la gola se si fosse mossa, ma non l’avrebbe a quanto pare soffocata, tuttavia sopravvisse sia al soffocamento che al taglio di questa corda speciale.

Ma non è finita.

Emmaly Reed afferma anche di aver visto Adolf Hitler sparare in testa ad un bambino…..

Abbiamo trovato articoli su Emmaly Reed, che come il precedente caso, si spinse a condividere/raccontare la sua storia in molte scuole degli States.

Emmaly Reed knows the value of time.
She spent 12 years in Nazi concentration camps in Germany, incarcerated for being Jewish at age 3 and released at the age of 15.
“We never knew what day it was, or what date of the month,” Reed said. “All we knew was winter is cold, spring has new growth and summer is hot. And fall is when the trees lose their leaves.”
A native of Germany now living in Salina, she also knows the value of truth. Since moving to Kansas in the early 1970s, she has been traveling across the state to share her story.
“I do it so people know the real truth, because in the computer is not the truth,” she said. “You have to be there to know that. And I’ve been there.”

Emmaly Reed conosce il valore del tempo.
Ha trascorso 12 anni nei campi di concentramento nazisti in Germania, incarcerata per essere ebrea all’età di 3 anni e rilasciata all’età di 15 anni.
“Non abbiamo mai saputo quale giorno fosse, o quale data del mese”, ha detto Reed. “Tutto quello che sapevamo era che l’inverno è freddo, la primavera ha una nuova crescita e l’estate è calda, e l’autunno è quando gli alberi perdono le foglie”.
Originaria della Germania che ora vive a Salina, conosce anche il valore della verità. Da quando si è trasferita in Kansas nei primi anni ’70, ha attraversato lo stato per condividere la sua storia.
“Lo faccio in modo che la gente conosca la vera verità, perché nel computer non è la verità”, ha detto. “Devi essere lì per saperlo e sono stato lì.”

Ma…

When she entered Dachu [sic], she received a number 4 tattoo on one arm and a Star of David on the other arm. “That means I was the fourth person in the camp and the star meant I was Jewish,” Emmaly said.
She no longer has the tattoos on her arms that branded her a concentration prisoner. After the war a kind doctor removed them for her.
Emmaly said that Hitler was nothing special, but he had an almost hypnotic power over the women and men under his control.
“He was not human,” she said. “He killed a little boy next to me and I looked into his face. It was not the face of a human, it was the face of the devil.” 😈 “Those are pictures you cannot forget,” she said. “I still have nightmares where I wake up screaming.”
Emmaly was 15 when she was rescued by the French military. At the time of her rescue she was in a coma.
“It was at the end of the war and the SS had to flee quickly, so they hung us up on the wall,” she said. “They put chains around our necks. If you moved you would strangle yourself and die. About 50 percent did die. If the French wouldn’t have showed up when they did I know I would have died too.”
(…)
Emmaly will be speaking in Sharon Springs at the High School Friday, April 4, at 10:30 a.m. MT.

Quando è entrata a Dachu [sic], ha ricevuto un tatuaggio numero 4 su un braccio e una stella di David sull’altro braccio.
“Ciò significa che ero la quarta persona nel campo e la stella significava che ero ebrea”, ha detto Emmaly.
Non ha più i tatuaggi sulle braccia che la etichettano come prigioniera concentrata. Dopo la guerra un gentile dottore li ha rimossi per lei.
Emmaly disse che Hitler non era niente di speciale, ma aveva un potere quasi ipnotico sulle donne e gli uomini sotto il suo controllo.
Non era umano“, ha detto. “Ha ucciso un ragazzino accanto a me e l’ho guardato in faccia: non era il volto di un umano, era il volto del diavolo“. : contorto: “Quelle sono immagini che non puoi dimenticare”, ha detto. “Ho ancora incubi in cui mi sveglio urlando”.
Emmaly aveva 15 anni quando fu salvata dall’esercito francese. Al momento del suo salvataggio era in coma.
“Era alla fine della guerra e le SS dovevano fuggire rapidamente, così ci hanno appeso al muro”, ha detto. “Mi hanno messo le catene intorno al collo, se ti muovevi ti saresti strangolata e ucciso, circa il 50 per cento della gente è deceduta, se i francesi non si fossero presentati quando lo sapevano, sarei morta anch’io”.
(…)
Emmaly parlerà a Sharon Springs al liceo venerdì 4 aprile, alle 10:30 am.

Non ha più il tatuaggio, cancellato forse con tecniche laser , avanti nel loro tempo.

E la Reed afferma che Hitler visitò Dachau e sparò , in quell’occasione, ad un bambino prigioniero.

Unica testimone dell’Evento la Signora Reed.

Eccezionale.