MANDELA

Non Nelson ma Winnie.

Nomzamo Winifred Zanyiwe “Winnie” Madikizela, cgt. Mandela, ossia una gran puttana.


Munsieville, South Africa, il 13 aprile 1986, Winnie Mandela approva la pratica del necklacing, ossia bruciare persone vive usando uno pneumatico intorno al collo e dando fuoco ad esso con benzina, dicendo: “Con le nostre scatole di fiammiferi e -le nostre collane- libereremo questo paese”.
Jerry Musivuzi Richardson, la sua guardia del corpo, testimonio’ che Winnie “ha ordinato rapimenti e omicidi”.

Il 29 Dicembre 1988, Richardson, che era allenatore del cosiddetto Mandela United Football Club (MUFC), faceva da guardia alla sicurezza personale della signora Mandela, ma nel frattempo sotto suo ordine rapì James Seipei, 14 anni, anche conosciuto come Stompie Moeketsi, e tre altri giovani dalla casa di un ministro metodista, il reverendo Paul Verryn. Sostennero che i giovani fossero stati portati via dalla casa perché si sospettava che il reverendo fosse in procinto di violentarli sessualmente.
I quattro ragazzi invece furono picchiati per farli ammettere di aver fatto sesso con il ministro.
Seipei fu accusato di essere un informatore, e il suo corpo venne in seguito trovato in un campo con diverse pugnalate alla gola il 6 Gennaio 1989.

La condannarono solamente a sei anni di prigione, pena ulteriormente ridotta a un’ammenda in appello. La relazione finale della commissione per la verità e la riconciliazione del Sudafrica, pubblicata nel 1998, afferma che “la signora Winnie Madikizela Mandela è responsabile politicamente e moralmente delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dal MUFC” ed “era responsabile, per omissione di soccorso”.

Nel 1992, anche accusata di aver ordinato l’omicidio del dottor Abu-Baker Asvat, un amico di famiglia che aveva esaminato Seipei a casa di Mandela, dopo che Seipei era scomparso ma prima che venisse trovato ucciso. Il ruolo della Mandela è stato successivamente esaminato come parte delle udienze della Commissione per la verità e la riconciliazione, nel 1997.
Si diceva che avesse pagato l’equivalente di $ 8.000 e fornito l’arma usata per uccidere, il 27 Gennaio 1989.
Le udienze furono in seguito rinviate in mezzo alle dichiarazioni che i testimoni venivano intimiditi su ordine di Winnie Mandela.

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