L’Empio Grail – The Unholy Grail

Da dove è venuto fuori il Cristianesimo? Molti sanno che esso ha inglobato anche le forme e i culti religiosi pagani dell’Impero Romano, ci sono evidenze a tal riguardo. Ma esaminare e confrontare le fonti, studiare quel determinato periodo, i protagonisti e le loro ombre è qualcosa che viene ignorato, o appena menzionato nei testi scolastici: Gesu’ nacque, visse e morì, il tempio fu distrutto, gli Ebrei sconfitti e dispersi, i discepoli espansero il loro credo nell’Impero, furono perseguitati, dopo qualche secolo la loro religione fu riconosciuta come ufficiale. Questa è in sintesi la conoscenza del pubblico sulla Storia del Cristianesimo ai suoi arbori.*

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Ma tutto questo è vero in base ai fatti, alle circostanze ed ai testi risalenti a quel determinato periodo storico, in maniera del tutto superficiale, perfino grottesca.

Per quello che seguirà e per come questo saggio si concluderà, possiamo solo anticiparvi che tutto quello che la vostra Fede è e tutto quello in cui essa consiste non è niente altro che una menzogna perpetrata , reiterata, e parzialmente modificata nei secoli dei secoli.

Caesar’s Messiah: La Cospirazione Romana che inventò Gesu’.

Questo Maestro, questo profeta, figlio di Dio, povero, figlio di una vergine, dai poteri soprannaturali, in realtà non è mai esistito. La sua figura è venuta fuori dalla ricostruzione generale dei vari leader Messiah che erano lanciati dagli ebrei in quell’ ennesima epoca che vedeva ancora una volta il popolo israelita come schiavo di un altro popolo, in questo caso i Romani.

Gesu’ è un’invenzione letteraria.

Per capire esattamente il meccanismo che porterà alla risoluzione del mistero che ruota intorno al fulcro della religione cristiana è importante capire che la sua fonte principale non proviene dalla Storia, da fonti storiche ufficiali, non esistono a tal riguardo prove, ma essa proviene dalla letteratura di quei tempi. Questa figura messianica non esiste nei testi scolastici ed accademici del tempo, nei loro archivi, tutto ciò che ruota intorno ad essa sono racconti dai racconti, reliquie che dalla fantasia sono state trascinate a forza nella realtà per ricevere una tonalità di sacro in grado di attribuire ed alimentare il necessario misticismo religioso in grando di tenere in piedi l’intero costrutto letterario.

Non solo. Questa letteratura sulla figura di Gesu’, e che ne costruisce la figura stessa, non proviene affatto da fonti ebraiche, ma romane.

La sola letteratura Ebraica dell’Epoca che ci è pervenuta è racchiusa nei Rotoli del Mar Morto, ritrovati solo il secolo scorso, nella quale si descrivono proprio i tempi prima della nascita di questo fantomatico Messiah e dopo la sua morte, senza mai citarlo, senza mai individuare un bel nulla che confermi quello che è stato scritto nei Vangeli, anzi quello che viene fuori dai Rotoli, e che è ignorato di proposito dai Network Cristiani, Cattolici ed Evangelici, è il carattere militaristico delle figure messianiche. Questi Messiah erano figure designate una dopo l’altra con il solo compito di redimere Israele, guidare il suo popolo verso la libertà, scacciare il nemico, e erigere uno Stato Nazione Israeliano indipendente e sovrano. I Romani erano i loro nemici, la crudeltà dei Romani e il loro differente credo erano percepite come quanto di più malvagio e non accettabile da tutte le fazioni ebraiche del tempo. I Messiah erano fondamentalisti, capi militari e religiosi allo stesso tempo.

Nei Vangeli invece tutto questo è raccontato al contrario, i Messiah sono dei pacifisti, e il potere dei Romani non è ostacolato o rifiutato, ma anzi è accettato: “Date a Cesare quello che è di Cesare”, “Porgi l’altra guancia”.

Gli Zeloti odiavano i Romani, li volevano fuori dalla terra assegnata loro dal Dio Celeste, gli Ebrei tutti che assistevano alle sofferenze patite sotto un Padrone Straniero e allo stile di vita imposto da questo Padrone, non potevano nutrire alcun sentimento di pietà ed accettazione verso questo. Nelle stesse condizioni tutte i gruppi sociali umani nella Storia hanno sempre combattuto tra loro per affermare la loro indipendenza l’uno dall’altro, non certo sottomettendosi ma piuttosto facendosi sterminare.

Se quindi la Bibbia è un testo letterario che non porta alcuna prova storica con sè, quantomeno valida e concreta, esistono dei testi ufficiali di quell’epoca che raccontano in maniera accademica quel contesto, descrivono i dietro le quinte degli eventi storici che avvennero prima, durante e dopo, la figura di questo c.d. , così detto, Cristo.

Il libro cardine che porta a capire bene quello che è accaduto è Guerre degli Ebrei di Josephus, piu’ tardi conosciuto come Flavius Josephus, uno storico della Corte Imperiale Flaviana, un Ebreo. Fu Josephus a descrivere la Guerra tra Ebrei e Romani così per come essa avvenne nel primo secolo. Quello che sorprende leggendo questo testo è uno sconcertante parallelo tra i fatti narrati in questo libro e gli episodi descritti nei Vangeli.

Josephus ci parla della Campagna Militare del Cesare Romano Tito Flavio, o Titus Flavius, una campagna militare che avvenne 40 anni dopo la presunta morte di questo personaggio inventato di nome Gesu’.

I FLAVI AL POTERE.

Quando essa arrivò al supremo potere dell’Impero, la Dinastia dei Flavi portò Roma al suo apice ancora una volta. Opere come l’Arco di Tito, o il Colosseo ancora testimoniano dopo millenni la loro grandezza e magnificenza.

Sotto la Dinastia del Flavi si concretizzò l’urto definitivo e la fusione tra l’antica scuola religiosa giudaica, i culti pagani dell’Impero nella nuova religione cristiana.

Prima dei Flavi, l’Impero era pervaso da corruzione, decadenza, crisi economiche, e da violenti conflitti interni in seno al potere, e religiosi. L’Impero era allora diretto da un’altra Dinastia di Cesari, la Dinastia Giulio-Claudia. Essa aveva governato per cento anni prima dell’arrivo dei Flavi, ed era stata proprio la Dinastia che aveva trasformato il Governo della Repubblica Romana trasformandolo in Impero.

La Dinastia Giulio Claudia regnò sotto Giulio Cesare, Augusto (Imperatore al tempo in cui i cristiani stabiliscono fittiziamente la nascita del loro Gesu’), Tiberio (Imperatore che governò nel tempo in cui i cristiani stabiliscono la morte del loro Gesu’), Caligola, Claudio, e finendo con Nerone, con il quale la decadenza dell’Impero raggiunse il suo apice, mentre nella Giudea il focolaio della rivolta ebraica era esploso con un’escalation molto preoccupante. A quel tempo , dopo il 50 DC, la Palestina era sotto il controllo della famiglia di Erode, incaricata dall’Impero di riscuotere le tasse, una famiglia greco orientale, non proprio identificabile come ebraica, ma fatta passare  come ebraica per venire più incontro ai pareri dei dissidenti religiosi, al popolo ebreo sottomesso. La Famiglia di Erode aveva soppiantato quella dei Maccabei, ed era molto piu’ vicina al comando imperiale della sua precedente.

L’ordine imperiale di piazzare le statue dei Cesari in tutti i templi ebraici infiammò gli animi dei sudditi. La chiave per capire la libertà religiosa del tempo è proprio questa: la figura dell’ Imperatore. Potevi venerare qualsiasi Dio, antropomorfo, invisibile, visibile, astratto, fantasioso, ma se tu non veneravi e sottomettevi al Dio Imperatore allora tu eri tagliato fuori dal sistema gerarchico della società controllata dal potere romano.

Per gli ebrei accettare l’Imperatore come figura divina era niente altro che blasfemia, specialmente perchè, anche oggi del resto, la figura, l’immagine di Dio, non possiede nella realtà alcuna immagine o rappresentazione possibile, attribuirne una fisica, una figura di qualunque tipo, in un qualunque oggetto, men che meno assimilabile alla figura umana dell’Imperatore, era oltre ogni modo e pensiero assolutamente controverso, irriguardoso, inaccettabile. L’unica cosa venerabile e sacra per gli Ebrei era la parola di Dio espressa nel loro libro sacro.

L’ Oscura profezia ebraica.

Ciò che conteneva il libro sacro ebraico era anche una oscura profezia che rivelava l’arrivo di un Messiah nel popolo di Israele, il quale avrebbe liberato Israele, restaurato il suo potere, e il suo comando. Questo testo parla della figura del Messiah come un Capo Militare e Religioso allo stesso tempo, proprio come Re Davide, il cui potere era designato come proveniente da Dio.

Il Nucleo Ribelle Ebraico, come un comando nascosto massonico, il movimento messianico, sfruttò questa profezia, diffusa credenza tra la loro gente, per lanciare di volta in volta un Messiah, un Leader ebreo, in grado di unire il popolo e guidarlo contro l’Impero.

MESSIAH=KRISTOS

La parola ebraica Messiah è tradotta in greco come Kristos.

LA RIVOLTA.

Nel 66 DC gli Ebrei si ribellarono in massa ai Romani, portando a termine una serie di successi, uno dopo l’altro che accrebbero di volta in volta il numero degli insorti. Questi eventi che potevano culminare con la totale emancipazione di uno Stato-Nazione di Israele, slegato dall’Impero ma circondato da esso, rappresentava un concreto pericolo per l’Impero, dato che era logico pensare che una volta che Israele si fosse resa completamente indipendente, altri popoli avrebbero potuto copiarli e dare il via ad un’escalation sempre piu’ decisa in tutti i territori colonia occupati dai Romani.

A quel tempo , durante l’Impero di Nerone, i migliori leader militari in assoluto erano i Generali della Famiglia dei Flavi, Vespasiano e , più tardi, suo figlio Tito. I Flavi avevano speso gran parte della loro vita fuori da Roma, per almeno una decade erano stati impegnati nella campagna in Britannia, contro i druidi celti, ed in Gallia. Erano riusciti a sedare le rivolte, a sterminare i druidi, e sottomettere con forza tutti i barbari ribelli sconfitti. Tutti i reperti storici dei druidi sono andati perduti dato che i Flavi li distrussero minuziosamente, cancellando per sempre la loro presenza e il loro credo.

Nerone chiamò proprio i Flavi per sedare la ribellione scoppiata nella Giudea.

I Flavi giunsero così in Palestina, entrando nel nord della Galilea.

Accaddero così tre eventi chiave in questo conflitto che rappresentano le chiavi di volta di quello che scaturì subito dopo e si installò nei millenni a seguire.

  1. I Flavi distrussero le città della Galilea.

I Flavi catturarono uno dei capi della rivolta, un personaggio chiave, oltre agli eventi menzionati, della formula del credo cristiano, Josephus Bar Mathias. Quest’ultimo si presentò al cospetto dei Flavi come Profeta, cioè nel significato del culto messianico, ma non Messiah, cioè Salvatore del suo popolo, solo come un incaricato designato da Dio per annunciare e conferire arbitrio al Messiah, al Salvatore inviato da Dio. Non è dato sapere se ciò che seguì quest’incontro fu un’idea originale dei Flavi, o dello stesso Josephus, ma quello che si sa è che Josephus annunciò come profeta ebreo che il Messiah era proprio colui che sarebbe diventato Imperatore, +Re dei Re+ , l’Imperatore Vespasiano.

In quel preciso momento storico nel contesto di questi personaggi e delle loro opere ed azioni, nacque una delle piu’, se non la prima assoluta, sofisticate macchine sociologiche letterarie e propagandistiche della Storia.

I Flavi usarono il Profeta Josephus per lanciare un messaggio a tutti gli Ebrei: arrendersi e sottomettersi, poichè il Messiah è finalmente arrivato in Palestina, costui è il Comandante , quindi militare, Vespasiano dei Flavi.

Nel frattempo a Roma nell’anno 68 DC, l’Imperatore Nerone con la sua gestione aveva ormai toccato il fondo di ogni nefandezza, e fu così che il Senato lo depose dal suo incarico, e lui si suicidò poco dopo. In questa circostanza l’unico , o fra i primi candidati, come suo successore non poteva che essere proprio Vespasiano. Nel 69 DC, Vespasiano ritornò a Roma e si proclamò Imperatore con il silenzio assenso del Senato. La Famiglia dei Flavi era diventata la nuova Dinastia Imperiale.

Tito, figlio di Vespasiano, era invece rimasto nella Giudea, non ancora del tutto sottomessa ma ormai sull’orlo del precipizio. La definitiva sconfitta dei ribelli era ormai prossima, e fu così che Tito arrivò alle porte di Gerusalemme, considerata la capitale degli Ebrei, con il suo Tempio come struttura fisica al vertice massimo del credo israelita.

2. Tito fa circondare l’intera città con una cinta muraria.

3. Tito assedia il Tempio, distruggendolo, completamente, nessuna pietra rimase sopra l’altra.

Certo tra il punto 2 ed il punto 3 ci fu un certo spazio temporale, le mura intorno alla città non erano altro che un modo per portare la popolazione al suo interno alla fame ed alla disperazione conseguente.

Nell’Anno 70DC il tempio venne distrutto completamente. La Casa del Dio Ebraico era finalmente distrutta, tra fuoco e lapilli gli ebrei sopravvissuti videro la fine della parola del loro Dio, che questa volta (a dirla tutta nemmeno prima) non solo non li aveva salvati, ma Dio non aveva salvato nemmeno la sua parola custodita nel tempio.

Secondo quanto riferito, Tito rifiutò di accettare una corona di vittoria, affermando che non aveva vinto da solo, ma era stato il veicolo attraverso il quale il loro Dio aveva manifestato la sua ira contro il suo popolo.

Tito raccolse ogni reliquia, ogni tesoro, ogni opera rimasta indenne alla distruzione e la portò con sè a Roma per celebrare il suo trionfo, ancora oggi ricordato con l’Arco di Tito a Roma.

Gli oggetti sottratti nel Tempio Ebraico dai Romani una volta a Roma furono esposti al pubblico, tutti tranne i Sacri Rotoli del Libro Religioso Ebraico, portati invece nel palazzo imperiale e custoditi con la massima cura e sorveglianza.

Neanche il tempo di festeggiare il trionfo della Vittoria in Giudea che in Egitto, ad Alessandria, una nuova ribellione era scoppiata contro i Romani. Questa insurrezione pare si ispirasse proprio alla rivolta ebraica.

I Flavi compresero che il movimento messianico , una sorta di ordine religioso militare, era ancora in vita, e si stava diffondendo pericolosamente in altre aree soggette all’Impero. Ordinarono di bruciare tutte le scritture ebraiche, di scovare tutti i rotoli rimasti e darli alle fiamme. Per i Flavi solo così si poteva vincere definitivamente un popolo straniero, strappando e devastando la sua Identità e la sua Memoria, una volta i druidi, ora i rabbini e le loro scritture. Era per loro un copione già vissuto e visto. ecco anche perchè l’unica memoria scritta degli Ebrei del Movimento Messianico in forma di rotoli, o sacre scritture, fu ritrovata millenni dopo in grotte asciutte e sperdute, lontano dal cuore pulsante della Palestina, lontane dalla spietata distruzione ordita per loro dai Romani.

I ROTOLI DEL MAR MORTO.

Dai Rotoli del Mar Morto si evince chiaramente il ruolo e la forma del movimento messianico degli Ebrei: una sorta di ordine religioso militare con proprie regole e codici di condotta. Ed è insito nelle stesse scritture che il fondamento e la forza del movimento si racchiudeva nella stessa letteratura che sanciva e giustificava la sua stessa presenza e il suo scopo. Dai rotoli viene fuori la descrizione di un ordine militare violento non pacifista, quindi non il movimento pacifista descritto nei Vangeli, un ordine che come un’ antica Jihad giurava morte ai suoi nemici. Una guerra messianica contro Roma. Questa fa della loro letteratura una letteratura di guerra, di rivolta contro gli usurpatori, un messaggio di ribellione a quel Potere, detenuto ingiustamente dai Romani, sulle loro vite.

UNA NUOVA LETTERATURA.

Per i Flavi controbbatere la tesi sostenuta da queste scritture era fondamentale: se non puoi trovare tutti i messaggi della Propaganda Nemica, se non puoi fermare la loro diffusione, allora l’unica strada da percorrere è creare una Contro Propaganda. Influenzare, correggere, assimilare il Credo Nemico per disinnescarlo e renderlo innocuo: creare un Giudaismo Alternativo recante un messaggio positivo piu’ favorevole ai Romani, una buona novella. In questo periodo nacque una nuova letteratura inerente la religione giudaica, un nuovo messaggio che diffondeva un’ idea di pace universale, di amore, di porgere l’altra guancia, di perdono, un messaggio portato tra gli Ebrei da un Messiah chiamato Gesù, così nacque il Cristo.

Quest’operazione molto sofisticata, e forse unica e prima del suo genere, non poteva certo essere portata  a compimento dai Romani ma solo avallata da essi. I Flavi si servirono del loro servo ed amico Josephus, gli diedero titoli, prestigio, lo inserirono alla corte imperiale come un membro di alto status, divenne Flavius Josephus, e grazie a lui ed ad altri ebrei designati per aiutare Josephus nell’impresa, diedero vita ad un’incredibile serie di eventi volti ad attribuire esclusivamente all’Imperatore il Potere supremo terreno e divino da tutte le genti dell’Impero.

In questo tempo Josephus incominciò a scrivere Le Guerre degli Ebrei e i dati sulla Guerra Militare dell’Impero nella Palestina, e questa sua letteratura è inevitabilmente associata all’origine di quella cristiana.

Esiste un netto parallelo tra quello che scrive Josephus e quello che si trova scritto nei Vangeli e nella Bibbia del Vecchio testamento. Nelle Bibbie stampate nel Medioevo si riportavano anche le scritture inerenti il Vecchio Testamento secondo Josephus.

Non solo. Josephus è l’unico storico, l’unica fonte, di quel periodo a riportarci tutto quello che oggi sappiamo, e la sua opera rappresenta l’unica ricostruzione sul mondo ebraico, sulla sua genesi e sul suo declino, che il mondo abbia potuto avere a sua disposizione per centinaia di anni a seguire.

Non avviene soltanto nel nostro tempo che i Governi ardono nella continua ricerca e nelle analisi delle comunicazioni, dei messaggi dei propri cittadini, e di quelli stranieri, nel controllo dell’informazione globale, ma anche allora. L’Impero sotto i Flavi iniziò una meticolosa ricerca di tutti i testi ritenuti sacri professanti adorazioni a divinità che non fossero l’Imperatore stesso, e nello stesso tempo iniziò la diffusione come mera offensiva culturale, intellettuale e religiosa di altri testi sacri, o presunti tali, in grado di creare confusione, soggiogare, quindi rendere più’ facile la sottomissione dei popoli, delle comunità non ancora inclini a portare ubbidienza ed adorazione verso l’unica autorità Sacra riconosciuta ufficialmente dall’Impero, cioè l’Imperatore di turno ed il suo casato. Distruggendo tutte le alternative differenti dalla versione ufficiale del credo, rendeva quelle rimaste e permesse come subentranti e riconosciute come valide storicamente.

Il Libro di Josephus dichiara ufficialmente che l’unico Messiah riconosciuto era Tito, figlio di Vespasiano, e la sua Dinastia era voluta da Dio, poichè erano loro ad aver fatto avverare le antiche profezie messianiche. Il Dominatore del Mondo “verra’ fuori dalla Palestina”, così , secondo Josephus recitavano le scritture giudaiche, ma queste scritture, questa profezia, non attribuiva un designato esclusivamente nato tra gli ebrei, ecco perchè il Messiah poteva benissimo essere un non ebreo, un romano, e così il liberatore divenne colui che sarebbe “salito al trono di Dio Padre”, cioè al trono dell’Imperatore, prima Vespasiano, e poi suo figlio, Tito.

IL CULTO DELL’IMPERATORE.

L’idea alla base della quale vede l’Imperatore come un Dio in Terra, cioè come l’ uguale a Dio, l’ affidatario, il detentore, del potere spirituale, divino, era fondamentale nel rendere omogenei i credi di tutti i poli sottomessi, rimuovere i loro culti, impiantare quello Imperiale, o questi popoli avrebbero sempre cercato l’emancipazione dal Governo Centrale, si sarebbero sempre adoperati in sommosse, e rivolte, non riconoscendosi nell’Identità del Popolo Romano, non facendo nemmeno parte della sua Memoria. Ecco le sottochiavi per leggere ciò che avvenne ed avviene ancora oggi quando un popolo non si sottomette ad un altro o a sua volta sottomette un altro popolo: avere a che fare con questi due fattori : Identità e Memoria.

Fino a quando rimanevano in piedi le singole identità di colonie non uniformate al volere imperiale, ed aventi una fiera memoria del proprio popolo, ostile a qualsiasi forma di sottomissione ad usi e costumi non esercitati in precedenza, l’ Impero e la sua Dinastia sarebbero state sempre minacciate, la stessa fine dell’Impero poteva essere segnata dal non riuscire più a controllare queste entità avversarie, avendo i loro codici, sostituendoli con i propri era l’unico modo per assicurare una continuità ed una certa prosperità al Continuum Imperiale.

I Flavi diffusero al massimo delle loro possibilità il culto imperiale: giochi, parate, celebrazioni, ed arte a sostegno della loro influenza. Questo anche perchè la Dinastia Giulio Claudia era acclarata come proveniente da discendenza divina, quindi giustificata, mentre la Dinastia che prese il loro posto era di alto rango militare ma non aveva nessuna attribuzione del divino. Quindi i Flavi lavorarono, per attribuirsi questo tratto fondamentale che era in grado di sancire e consolidare in maniera indissolubile il loro Potere nell’Impero. Questo tentativo di crearsi una propria mitologia del divino trasse la sua forza proprio dalla conoscenza che gli Imperatori fecero prima in Britannia e poi in Medio Oriente. L’Idea che i Popoli si battevano, sacrificavano la loro vita per qualcosa di superiore, di divino, si dispiegava come un nudo meccanismo sotto gli occhi dei Flavi.

Molti rituali, molti tratti, molte caratteristiche del culto imperiale in seguito furono ritrovati anche nel culto cristiano.

Alla morte di Vespasiano, Tito si presentò al Senato, reclamando a sè il titolo di Imperatore, portando convalida e conferme della divinità a cui il Padre appariva legato e che quindi lui stesso aveva ereditato.

Il passaggio nei Vangeli che vede legato il Figlio al Padre è lo stesso che vede legato il potere di Vespasiano a quello del figlio Tito, figlio del Divino.

Le fondamenta del moderno Potere della Chiesa Cristiana e Cattolica nacquero proprio da questo.

I culti ed i riti pagani dei Romani furono trasferiti, o si impressero, nel culto cristiano. Lo stesso Vaticano sorge su dove un tempo sorgeva un Tempio pagano devoto a Mitra.

Attraverso la Religione si potevano controllare i propri sudditi in maniera più capillare e meno dispendiosa di tenere sempre con le armi puntate i popoli fuori da Roma. Un’autorità spirituale a cui tutti i sudditi erano devoti poichè rappresenta il Potere Divino sulla Terra rappresentava il trait d’union tra tutte le differenti popolazioni che componevano l’Impero.

Il nuovo credo cristiano si diffuse rapidamente attraverso la rete capillare delle strade imperiali romane.

PHILO DI ALESSANDRIA.

La famiglia che governava Alessandria d’Egitto era legata ai Flavi, ed era di origini ebraiche. Questi devoti amici dell’Imperatore si occuparono di diffondere nel Medio Oriente la letteratura legata al culto dell’Uomo – Dio, di Dio Padre e Dio Figlio. Si distinse in questo intento un influente personaggio, teologo dell’ebraismo, che combinò le credenze greche, e quelle romane, dentro al nuovo culto cristiano per meglio soggiogare il culto messianico dei giudei.

Da questo gruppo di individui, rappresentato dal Casato dei Flavi, dai loro subalterni ebrei, dalle famiglie ebree poste dagli stessi Imperatori al controllo dei loro territori, si sviluppò l’Ideologia Cristiana così per come la si conobbe in seguito per i milleni a venire.

BERNICE.

Bernice di origini ebraiche, e proveniente dalla Famiglia di Erode, ebbe diversi mariti, relazioni, nella Roma Imperiale era molto conosciuta, in seguito divenne l’amante dell’Imperatore Tito. Ciò rappresentava la fusione, il suo emblema, tra l’Ebreo assimilato dentro l’Impero, o forzando, il suo viceversa.

I VANGELI.

Le scritture dei Vangeli non poterono non provenire dalla volontà dello stesso Imperatore e della sua cerchia di consiglieri e famiglie a lui vicine. La motivazione di creare un’unione tra il mondo ebraico e quello romano era sempre più impellente e necessaria, questa unione , del culto pagano con quello ebraico ma riformulato, fondò sia la nascita che il propagarsi fino alla sua affermazione del Cristianesimo.

I vangeli rappresentano tutto ciò fin qui descritto.

Essi non furono scritti da nessun testimone oculare degli eventi descritti, e nemmeno dai quattro anonimi, menzionati con i soli Nomi, “Secondo Matteo”, “Secondo Luca”, etc. da cui questi documenti hanno origine.

Questo Nuovo Testamento risultava come fonte ancora meno ufficiale del suo precedente. Un testo scritto da anonimi che descriveva fatti raccontati da altrettanto anonimi individui. Questo è tutto quello che si sa e su cui l’intera Cristianità poggia, ed ha poggiato per millenni: FONTI ANONIME.

Vangelo in Greco è Evangelion, che significa letteralmente e fuori da alcun possibile dubbio: Buone notizie di vittoria militare.

Quindi, quali vittorie militari si intendono celebrare nei Vangeli?

Quelle dei Romani , ovviamente.

La Battaglia del Lago di Galilea, la Battaglia di Gadara, la Battaglia per Gerusalemme, tutte battaglie che i Romani vinsero.

Ma perchè?

APPARENTI INCONGRUENZE.

I vangeli sono scritti in greco e non in aramaico o ebraico, ciò prova che non provengono direttamente da nessun seguace ,o figlio di seguaci, del personaggio di Gesu’. Questi caratteri erano persone semplici: pescatori, fabbri, pastori, contadini, senza nessuna cultura, senza arti, e sicuramente nessuna arte nella scrittura.

Nei vangeli troviamo piu’ che un indizio sui suoi veri autori.

Troviamo riferimenti precisi del suo Protagonista che detta regole di vita non negoziabili, tra cui la sottomissione al Potere Legislativo Romano e , quindi, di Cesare: Date a Cesare quel che è di Cesare , appartiene , è suo di diritto…”

La figura di Gesu’ appare totalmente differente da quella tradizionale messianica. Lui predica la pace, la non belligeranza, e facendo questo dentro ad un teatro di guerra, la Giudea era una zona di guerra, militarizzata e sorvegliata.

Sotto questa luce, è innegabile non osservare nei Vangeli come i Romani siano descritti positivamente, mai etichettati come il male assoluto, e nel contempo è OSSERVABILE che quelli che vengono descritti come malvagi, e corrotti, siano proprio gli ebrei, le forze del male insediate nel tempio, diverse da Gesù e dal suo credo, coloro i quali impediscono i piani del Maestro, lo denunciano, e lo condannano a morte.

Queste opere, i vangeli, sono una letteratura creata da non ebrei ma vicini a profondi conoscitori del mondo giudaico, scrittori addestrati alla letteratura ebraica, recanti valori e connessioni favorevoli ai Romani.

L’AntiSemitismo nacque così proprio grazie alla letteratura dei Vangeli.

Un’operazione di propaganda e letteraria fine, operata da un team di scrittori, un collettivo, in seno alla corte imperiale, con licenza di usare verità, mezze verità e menzogne, al fine di ingannare i suoi lettori e creare una Religione Giudaica ex Novo, recante chiare forme di messaggi subliminali al fine di far deporre le armi ad eventuali insorti, al fine di non creare le basi per far nascere dissenso, e stabilire una nuova Identità dei popoli basata sul culto dell’uomo insieme con il divino, riassunto nella figura dell’ Imperatore.

I Vangeli esaltano in forma allegorica la figura del Cesare.

Tuttavia, perchè i Vangeli parlano di una figura , che visse ben prima dell’arrivo dei Flavi nella Palestina, e che non era affatto legata a questi Romani ?

Esattamente si datano tra il 26 e il 36 DC, prima che Gesu’ morì, cioè nel 33 DC , anno piu’, anno meno, 40 anni prima che il Tempio venisse distrutto nel 70DC, e 43 anni dopo , nel 73DC , quando l’ultima roccaforte messianica cadde, cioè nella Battaglia di Masada, cioè si collocano ,a loro modo, storicamente prima della prima guerra ebraica, nel periodo governato dalla Dinastia Giulio-Claudia. Ciò rappresenta una firma dei Flavi, una loro precisa caratteristica, per dirigere ricerche, dati, colpe, e rimpianti alla Dinastia che li precedette.

I Vangeli parlano della Distruzione del Tempio Ebraico, ma furono scritti dopo la sua distruzione, cioè nel periodo dei Flavi, perchè è indubbio che essi furono scritti 40 anni dopo la morte del loro protagonista, la loro invenzione del personaggio di Gesu’, dato che le profezie ivi descritte si realizzarono in maniera impeccabile, ovviamente perchè erano già accadute.

I Flavi diedero attraverso i vangeli se stessi in pasto ai seguaci del nuovo credo, venerare Gesù era uguale a venerare lo stesso Imperatore, o quantomeno riconoscerne il potere terreno e così non contrastarlo.

Una Creazione…letteraria.

Jesus, Gesu’, in greco significa Salvatore, e Cristo, greco, significa Messia, titoli importanti nell’Ebraismo prima dell’arrivo di questo Gesu’.  Davide , ad esempio, era chiamato o etichettato come Cristo anch’egli, quindi non identificano una singolarità, un singolo, ma una pluralità di individui.

Non esiste alcuna prova archeologica seria sull’esistenza di Gesu’, nessun resoconto affidabile pervenuto a noi dalle cronache dell’epoca. Il movimento che portò all’apice la religione cristiana non partì da prove concrete e resoconti dell’esistenza concreta di un Uomo ma piuttosto dell’Idea , e idealizzazione, di questo Uomo.

Non esiste nemmeno una descrizione fisica di quest’individuo nei vangeli.

La sua condanna a morte va letta come addossare la colpa ai giudei e “far lavare le mani” ai Romani.

La sua crocifissione è nient’altro che tratta dalla crocifissione di tutti i capi delle rivolte contro l’Imperatore, la punizione riservata a tutti i ribelli, gli schiavi che si erano ribellati in Sicilia e dopo sotto la guida di Spartacus avevano fatto la stessa fine.

In ultimo la sua esistenza non è niente altro che paragonabile all’esistenza di un personaggio fittizio, un eroe dei fumetti, della cultura popolare, eretto a simbolo e speranza di un domani migliore.

Questo tenendo sempre presente che nei Vangeli non stiamo avendo a che fare con la Storia, con fatti provati e concreti, ma con eventi creati ad hoc che ruotano intorno ad un individuo carismatico ed unico nel suo genere, tanto da rappresentare un opposto ai suoi stessi simili, ai suoi fratelli e sorelle giudei.

I Romani avevano capito che i giudei credevano fortemente nelle profezie, nei profeti, così diedero loro piu’ che un -profeta-, diedero loro un Dio e uomo allo stesso tempo, lo stesso concetto, la stessa caratteristica che l’Imperatore richiedeva si venerasse verso la sua figura.

All’Uomo Dio la letteratura del vangelo proveniente dagli stessi romani, da ebrei, greci e da egiziani, conferì attributi e caratteristiche provenienti da altre religioni antiche e pagane, come il Culto del Dio Sole, la mitologia solare, da Akhenaton in poi, Apollo con il suo carro, etc. La sua nascita venne inserita in un giorno preciso, il Solstizio d’Inverno, il periodo in cui il Sole sembra morire, il giorno diventa piu’ corto, e il Sole poi rinascerà . Questo particolare era ricorrente nelle Religioni del tempo: la risurrezione di un uomo morto come un Dio, dai Re Egizi nelle Piramidi, a Wotan appeso morente su un albero e risorto in seguito. La stessa celebrazione della pasqua trattava tra gli ebrei proprio questa tema, la morte dell’inverno e la rinascita del Sole, l’arrivo della primavera. Una celebrazione di morte rituale dalla quale si rinasce sotto una forma migliore, risvegliata, vicina al divino.

I PARALLELI.

Ci sono dei paralleli tra il Vecchio Testamento ed il Nuovo. Strani paralleli, come note di una canzone, della stessa canzone, che ri ripetono, suonando la stessa melodia.

Esiste un’ascensione nel Vecchio Testamento e nel nuovo. Le figure di Elijah e Elisha, sono un esempio primo e concreto che porta similarità se si accoppia con la figura di Gesu’. Gesu’ ascende al Regno dei Cieli perchè l’atto dell’ascensione è il “metodo” già descritto e collaudato precedentemente per “l’arrivo” al cospetto del Dio venerato.

Gli scrittori dei vangeli usarono delle blueprint per conferire validità ai loro racconti, particolari chiari e ricorrenti, allusioni esplicite agli scenari allegorici, metafisici, descritti già dalla tradizione israelita.

Gli aspetti buoni, etici, della parola evangelica ricorrono nella Filosofia Stoica Romana, una scuola filosofica promossa proprio dai Flavi. Ci sono anche aspetti propri dello Gnosticismo.

Gli Gnostici , una scuola pre-cristiana, già credeva al mito dell’uomo morente e abile a resuscitare o rinascere in altra forma, un’allegoria per far capire che chi oggi siamo può morire e rinascere domani con idee e prospettive del tutto diverse sulla vita e sul mondo, uccidere una bassa forma di vita per rinascere in una forma piu’ avanzata, piu’ alta forma di vita.

Questi elementi estranei alla tradizione classica giudaica ma familiari ad altre religioni furono inseriti come novità, e con la funzione ed il compito di allineare la nascente Religione alla Religione Imperiale, ai culti pagani, in modo che gli aspetti comuni facessero da catalizzatori nella ricezione nel pubblico della nuova, ma non affatto tale in fin dei conti, nascente mitologia.

IL FIGLIO DELL’UOMO.

Il personaggio fittizio di Gesu’ serviva anche ai Flavi , come già detto, per concretizzare il passaggio, l’eredità, del divino dal Padre al Figlio. Così profezie su un fantomatico, misterioso figlio dell’uomo, vengono da Gesu’, o meglio dai suoi autori, al fine di convalidare un suo nuovo arrivo sulla Terra, apportando specifici elementi che daranno conferme del suo ritorno. Ed è proprio qui che dovete adesso scorrere su, a riprendere le tre chiavi di volta per aprire in due il Cristianesimo. Il suo personaggio parla di tre momenti chiave che sanciranno il suo ritorno:

.1. Le città della Galilea verranno distrutte.

.2. Gerusalemme sarà circondata da un muro.

.3. Il Tempio di Gerusalemme verrà raso al suolo, e nessuna pietra rimarrà sull’altra.

cioè:

1.I Flavi distrussero le città ebraiche della Galilea.

2. Tito fa circondare l’intera città con una cinta muraria.

3. Tito assedia il Tempio, distruggendolo, completamente, e nessuna pietra rimase sopra l’ altra.

Quindi, il solo individuo che si può identificare con il suo ritorno in Palestina è proprio Tito Flavio.

***

D’altronde i Flavi sono anche considerati come i primi Santi Cristiani, altra innegabile verità, I Flavi Cristiani, come Flavia Domitilla, nipote di Tito Flavio, che donò ai cristiani la loro prima catacomba, diventando così la prima Santa Cristiana. Suo figlio, Clemente Flavio fu il Primo Papa Cattolico dopo  l’Apostolo Simone.

Altri due membri dei Flavi, Nero e Achilleus, fondarono le prime Chiese Cristiane a Roma.

Un teologo cristiano che va sotto il nome di Tito Flavio Clemente di Alessandria  fu il primo a descrivere i Simboli Cristiani: l’ancora, la barca, il pesce (Oculi Piscium), l’ulivo, la stella… gli stessi simboli usati dai Cesari Flavi sulle loro monete.

L’ultimo dei tanti punti di connessione tra i Flavi e i Cristiani arrivò nel 313DC, quando FLAVIUS CONSTANTINE fece del Cristianesimo la Religione di Stato.

INCONGRUENZE?

E le persecuzioni perpetrate dai Romani sui Cristiani?

Esse avvennero, e non rappresentano un’incongruenza, i Romani perseguirono i messianici, la parte militare , esistita innegabilmente, del movimento cristiano e discendente direttamente da quel movimento messianico militare ebraico.

C’era tolleranza nell’Impero per forme religiose che non intralciassero (hinder) il dovere dei sudditi nei confronti del Potere Finanziario, Economico e Militare dell’Impero. L’Impero Romano è un Impero fascista, nient’altro. Riconosci la sua autorità , non la contrastare e potrai vivere senza tanti problemi. Sei cristiano ma riconosci al Cesare, all’Imperatore, i suoi diritti nei tuoi confronti, non hai di che preoccuparti. Non ci risulta che nessun Imperatore Romano costringesse i suoi cittadini a farsi venerare attivamente. Ma se tu suddito non riconoscevi la sua autorità e complottavi nell’ombra contro di lui, anche utilizzando una letteratura di una figura alternativa al Potere da lui esercitato, allora eri considerato un nemico, e quindi perseguito e ucciso.

I CODICI SEGRETI DEI FLAVI.

Nei documenti scritti dall’ entourage dell’Imperatore, cioè i Vangeli, si trovano particolari riferimenti univoci, codici, “firme dei veri autori”.

Questa particolare volontà di inserire dei “codici segreti” non proveniva da un’idea originale dei Flavi, ma dagli stessi rotoli sacri trafugati nel Tempio di Gerusalemme.

Come I Sacri Rotoli anche nei Vangeli dovevano essere inseriti questi particolari codici, per essere decifrati solo dai “Risvegliati”, gli alti in grado nella conoscenza e , quindi nel potere.

Questa particolare tecnica di nascondere “segreti” nel testo era conosciuta come : TIPOLOGIA, Typology, o Logica della Scrittura.

Questa tecnica consisteva nell’usare eventi del passato, sotto una moderna forma per provvedere ad un contesto che poteva sussistere in epoche piu’ recenti, cioè rendere STEREOTIPI come punti cardine in grado di connettere passato e presente, prototipi ideali su cui erigere un’intera letteratura, una concreta mitologia.

Quindi, i Vangeli non fecero altro che raccontare una storia vecchia usando una storia nuova, attingendo per essa a elementi che costruissero una continuità logica.

La Tipologia Ebraica connette i profeti, eventi accaduti nella vita di un profeta si ripetono nella vita di un altro, un inscindibile collegamento divino tra essi.

Mose’ , un profeta, è connesso straordinariamente alla figura di Gesu’, non perchè lui lo fosse veramente, ma perchè si usarono “storie già accadute” della vita di Mose’ per costruire la Vita di Gesu’:

  1. Le due storie vedono un Patriarca chiamato Giuseppe che viaggia da Israele all’Egitto.
  2. Un Re che massacra bambini innocenti [Il Faraone che massacra i bambini – Erode che massacra i bambini]
  3. Entrambi i protagonisti ritornano in Israele dall’Egitto.
  4. Entrambi i Personaggi passano attraverso le acque. [Mose’ passa attraverso le acque del Mar Rosso – Gesu’ è battezzato dalle acque]
  5. Entrambi viaggiano nel deserto.[Mose’ per 40 anni – Gesu’ per 40 giorni]
  6. Le tentazioni di Mose’ [non svilire il pane, non svilire Dio, e adorerai solo un Dio] appaiono di nuovo in Gesu’ [non svilire il pane, non svilire Dio, e adorerai solo un Dio]- Mose’ tentato ad adorare gli Idoli – Gesu’ tentato dal Diavolo.

Tutto questo fu fatto per conferire alla figura fittizia di Gesu’ il carattere di salvatore così come Mose’ era stato un salvatore per Israele.

PESCATORI DI UOMINI.

Gesu’ arriva al Lago di galilea per trovare i suoi apostoli, dicendo loro non spaventatevi e diventati Pescatori di Uomini.

Tito arriva per la prima volta in Galilea, nello stesso posto, e parla ai suoi “discepoli”, cioè le sue truppe: “Non siate spaventati, Io vi guiderò”, allora i Romani lanciarono il loro primo attacco ai ribelli ebrei, affondando le loro barche, e gli ebrei in mare, dopo che le loro barche furono affondate, furono trafitti uno dopo l’altro dalle lance romane. Pescatori di Uomini, appunto.

Questa è la tipologia, usare un fatto vero per crearne uno nuovo, nello stesso contesto, ma completamente diverso, invertito, e sostituendo caratteri, personaggi, alterando in buona sostanza per precisi scopi.

LEGIONI DI DEMONI.

Josephus racconta dei demoni. I demoni non sono altro che spiriti ribelli alle autorità preposte, uomini che si erano ribellati al Potere costituito e che quindi dovevano essere redenti o andare incontro alla morte.

Fu così che il personaggio letterario di Gesu’ fu spedito a Gadara per incontrare uno di questi spiriti ribelli, indemoniati, e Gesu’ lo libera dalla Legione di Demoni “che infesta la sua mente” , tramutando questa in tanti maiali e gettando questa legione di porci nelle acque del mare.

Tito arrivò a Gadara, dove una legione di demoni ebrei fu respinta dai Romani verso il mare, dove finirono tutti affogati.

Questi particolari che ricorrono tra i testi denotano anche l’umorismo nero dei Romani, un sadismo logico e perverso.

GESU’ SULLE ACQUE.

O Tito Flavio sulle acque. Quest’allegoria si rivolgeva sempre in campo militare. La meraviglia di camminare sulle acque era romana, non magica, non un miracolo.

Il Poonton Bridge, o Ponte Galleggiante, era un ponte costruito dai militari per far attraversare un fiume o un lago a grandi quantità di truppe. In realtà non fu inventato dai Romani ma era già usato dai Persiani di Xerxes.

Tuttavia , al tempo, i Giudei dovettero rimanere sbalorditi da questo condottiero che “camminava sulle acque”.

TRE UOMINI SULLA CROCE – UN SOLO UOMO SOPRAVVIVE.

Nella biografia di Josephus, lui racconta un episodio alquanto peculiare. Un giorno, durante l’assedio di Gerusalemme, Josephus, che era già nell’entourage del Comandante Tito, vide tre suoi amici appesi a delle croci romane. Così lui andò da Tito e lo implorò di risparmiare loro la vita. Tito acconsentì alla richiesta del suo servo. I tre vennero rimossi dalla croci, ma due di essi morirono, uno fu rianimato subito dopo.

Lo stereotipo dell’uomo crocifisso che “resuscitava” una volta sceso dalla croce era già confezionato dal ricordo di questo episodio.

GIUSEPPE di ARIMATEA O GIUSEPPE BAR MATTIA

Nei vangeli si narra di questo tizio, Giuseppe di Arimatea, il quale , si narra, chiese al comandante romano il permesso di rimuovere Gesu’ dalla croce. Allo stesso modo in cui Josephus Bar Mathias, o Flavius Josephus, chiese al suo comandante romano, cioè Tito, di fare scendere dalla croce i suoi amici.

L’ Allegoria era una Scienza in quell’ Era. Vedere motivi ricorrenti tra episodi in diversi contesti era allora qualcosa molto ricercata intellettualmente.

Nei vangeli si segue esattamente la sequenza cronologica accaduta realmente nella campagna militare di Tito in Giudea: nomi, posti, episodi e concetti.

-Tito e Gesu’ iniziano la loro “Campagna” in Galilea.

-Essi si addentrano dopo nella Regione.

-Essi finiscono il loro Viaggio, come Opera, a Gerusalemme.

-Entrambi si fermano fuori dalle mura di Gerusalemme.

-Ed entrambi lasciano Gerusalemme dopo che la loro Campagna è finita.

Quando i Romani arrivano a Gerusalemme si accorgono che gli Ebrei litigavano tra loro essendo divisi in fazioni opposte.

Gesu’ alla porte di Gerusalemme parla di “una casa divisa, contro se stessa, non può resistere a lungo”.

Tito alle Porte di Gerusalemme ordina di tagliare tutti gli alberi di frutta, tra gli accampamenti romani e le mura di Gerusalemme.

Gesu’ nei vangeli dice chiaramente: “Se un albero non produce frutti buoni bisogna allora tagliarlo”.

L’entrata a Gerusalemme è trionfante per entrambi i personaggi. Per Gesu’ non doveva esserlo veramente, dato che quella stessa folla trionfante lo fece trucidare subito dopo, chiaramente è una forzatura letteraria per creare la similitudine con un Re Trionfante che fece distruggere/trucidare l’ebreo riottoso.

La fame che seguì all’assedio di Gerusalemme viene descritta in Josephus con il racconto di una madre, chiamata Maria, che uccise il proprio figlio, lo mangiò, tramutandolo in un Agnello rituale della Pasqua Ebraica. Nei vangeli questo episodio viene tramutato nell’ultima cena, questo è il mio corpo , il mio sangue, mangiatene tutti.

CONCLUSIONE.

I vangeli non furono prodotti da quei pescatori ignoranti della Galilea, essi non vennero prodotti da ignoranti incapaci di scrivere, essi non vennero da fonti aramaiche, o ebraiche, le quali sono esclusivamente i Rotoli del Mar Morto, dove non vi è, ripeto, nessuna traccia di questa setta pilotata da questo tizio chiamato Gesu’. I vangeli vennero scritti in greco decenni e decenni dopo la presunta morte del loro protagonista da gente che conosceva il mondo ebraico e che aveva sicuramente avuto a che fare con la Guerra dei Flavi in Palestina contro gli Ebrei.

Quattro testi anonimi , che raccontano di un “sentito dire” da parte di altrettanto anonimi individui, hanno eretto una Religione che ha conservato nei millenni i suoi caratteri militari, ipocriti, e menzogneri.

La comprensione di questi eventi e fatti descritti in questo saggio è la chiave per comprendere la corruzione, l’edonismo, e la malvagità pedofila della Chiesa di Roma, perpetrata utilizzando menzogne, e nulla di vero e / o storicamente mai esistito nei millenni, con massacri, censura, crimini contro l’umanità.

Il nostro compito non è giudicare gli atti del Cristianesimo, ma affondare i loro dogmi, poichè provenienti da conclamate menzogne, sentito dire, falsità storiche, e testi anonimi.

Il Cristianesimo , come le altre Religioni di Abramo, chiede perentoriamente di credere ciecamente alla “Parola di Dio”, anche quando essa contrasta con prove e fatti.

I fatti descritti nei vangeli dipendono interamente dai fatti descritti nelle Cronache della campagna militare dei Flavi in Palestina, facendo così di Gesu’ un’allegoria del potere romano, trasformando Tito Flavio nel Messiah dell’Impero Romano, figlio del Dio Vespasiano.

Ci sono aspetti positivi in tutte le religioni, questo non significa che i loro dogmi sono accettabili o storicamente provenienti da fatti inspiegabili accaduti nella realtà, ecco perchè il dogma non è niente altro che una frode.

Il Dogma a condiziona in peggio le menti dei credenti, prendete ad esempio Scientology, o qualsiasi altro movimento spirituale che si affida a  verità non criticabili o discutibili. I Leader dei Governi o delle Religioni che usano questi dogmi per condizionare i loro popoli agiscono secondo volontà non divine ma umane, quindi fallaci.

Alla fine, l’ultimo Codice segreto inserito dai Flavi nel Vangelo risulta essere la stessa chiave per capire e quindi sconfiggere l’assurda pretesa del Dogma:

Tu conoscerai la Verità e la Verità ti renderà libero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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4 thoughts on “L’Empio Grail – The Unholy Grail

  1. Questo non è un post ma un romanzo! Impossibile leggerlo tutto. Se l’hai scritto tu allora pubblicalo come libro. Scusami ma non riesco proprio a leggerlo tutto.

    Like

    1. Se l’interesse di sapere la Verita’ a cuor ti sta,
      dovresti leggerlo tutto.

      Sono 10 minuti di orologio,
      niente in confronto alle decadi perdute grazie alle stronzate professate dalla Chiesa di Roma
      e dalle sue brutte copie.

      Liked by 1 person

  2. Pingback: IN NOME DI DIO…L’ABBIAMO DISTRUTTA – Mascali_7

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