GUERRA TRA EBREI E NON EBREI

Dall’inizio della campagna elettorale di Donald Trump, espressi ai miei fratelli i miei dubbi e le mie perplessita’ sul tallone d’Achille del futuro Presidente degli Stati Uniti, la figlia Ivanka, ebrea, sposata con l’ortodosso Jared Kushner. Sapevo che la debolezza del Presidente verso le richieste della figlia e le enormi pressioni dell’Oligarchia Ebraica avrebbero deviato il fondamentale spirito nazionalista grazie al quale milioni di americani e di europei si sono uniti per dare una svolta epocale ai problemi titanici che ci stanno spingendo, ieri come oggi, sull’orlo dell’estinzione.

I miei dubbi erano condivisi e apertamente affrontati nel seno dell’Elite decisionale che ruotava proprio intorno a Trump una volta giunto nella sala dei bottoni della Casa Bianca.

L’ideologo del Nuovo Ordine Mondiale , Henry Kissinger, non ha affatto nascosto questo problema, anzi ne ha parlato apertamente.

Era inevitabile. Lo scontro tra lo stratega nazionalista conservatore, editore di Breitbart, della Campagna Elettorale di Trump, Steve Bannon, e il genero ebreo del Presidente, Kushner, che ha portato alla cacciata del primo, ha confermato cio’ che gia’ davo per scontato.

In altre parole, Israele aveva gia’ designato il suo di Presidente e di Protettore nella Casa Bianca, Jared Kushner, offuscando il vero significato di America First in Israel First, e così via per tutti gli altri interessi nella Regione del Medio Oriente, che cominciarono a suonare in ebraico fin dal bombardamento contro la base siriana di Assad.

L’occhiataccia di Kushner a Bannon non nasconde nulla che gia’ non fosse risaputo.

Bannon dal canto suo non poteva stare ad osservare questo gioco al massacro, il tradimento della promessa a milioni di persone, la negazione delle stesse idee di Trump, sulle guerre estere, sull’asservimento degli Stati Uniti verso una geopolitica che mal supporta l’interesse americano, verso la falsa canzone della globalita’ che nuoce e deturpa l’interesse di un’intera Nazione.

Kushner ha incominciato fin da subito a spuntarla sempre sulle decisioni del suocero, ostacolando ed emarginando Bannon, come ad esempio quando promosse l’ex presidente di Goldman Sachs Gary Cohn come massimo consigliere economico del Presidente, eliminando la scelta di Bannon dell’ancora conservatore e commentatore della CNBC Larry Kudlow.

L’addio di Bannon era stato gia’ scritto ben prima del suo addio ufficiale nell’Agosto del 2017, e la sua celebre frase: “La Presidenza per cui milioni di Americani hanno lottato e’ finita” ha rimarcato il tradimento che gia’ pensavamo accadesse ma su cui non avevamo certo sperato.

 

 

 

 

 

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