GUSTL e STEPHANIE

August (“Gustl”) Kubizek (3 agosto 1888 – 23 ottobre 1956) fu un caro amico fin dalla giovinezza e coetaneo di Adolf Hitler. Raccolse le memorie di questa sincera e lunga amicizia nel suo libro The Young Hitler I Knew, pubblicato nel 1955.

Kubizek era di origini ceche ma nacque a Linz, in Austria, quindi concittadino e austriaco come Adolf Hitler. Ma non e’ l’unica similitudine tra i due. Kubizek ebbe tre sorelle: Maria, Teresa e Karoline ma morirono nella loro prima infanzia. Kubizek stesso scrisse che si trattava di un sorprendente parallelo tra la sua vita e quella di Adolf Hitler, la cui madre aveva perso quattro figli prematuramente. Come figli sopravvissuti, August e Adolf non poterono fare a meno di percepire di essere stati risparmiati poiche’ “scelti” dal destino.

Kubizek e Hitler si incontrarono per la prima volta al Landestheater di Linz, in Austria. La loro comune passione per le opere di Richard Wagner li fece diventare amici intimi e compagni di stanza più tardi a Vienna, quando cercarono di essere ammessi all’Università. Condivisero una piccola stanza nella Stumpergasse 29/2 porta 17 nel sesto distretto di Vienna per svariati mesi nel 1908.

Il sogno di Kubizek era di diventare un direttore d’orchestra piuttosto che rilevare l’attivita’ di tappezziere del padre. Adolf da buon amico lo incoraggiava in questo percorso da sogno che aveva scelto, tanto da persuadere con successo il padre di August a lasciare andare suo figlio a Vienna per completare la sua istruzione musicale al Conservatorio. Come scrisse Kubizek, questo fu qualcosa che cambio’ il corso della sua vita per sempre. In effetti , oltre ad essere accettato al Conservatorio, le qualita’ di August Kubizek furono presto notate da molti in quell’ambiente.
Destino diverso dall’amico Hitler a cui fu negato l’ingresso nell’Accademia delle Arti di Vienna, un increscioso episodio che tenne nascosto all’amico e che porto’ Hitler stesso ad interrompere per orgoglio la sua frequentazione con Kubizek e darsi al vagabondaggio per i sobborghi di Vienna.
Kubizek completò i suoi studi nel 1912 e fu assunto come direttore dell’orchestra a Marburg sulla Drava, in Austria (chiamato Maribor in Slovenia dopo il 1918). In seguito gli fu offerta una posizione allo Stadttheater di Klagenfurt, tuttavia la sua carriera si interruppe all’inizio della prima guerra mondiale dovendosi arruolare per la guerra. Prima di partire per il fronte sposò Anna Funke (7 Ottobre 1887 – 4 Ottobre 1976 ), una violinista di Vienna con cui ebbe tre figli: Augustin, Karl Maria e Rudolf.

Fu spedito nei Carpazi, dove nel 1915 fu ferito ad Eperjes in Ungheria (ora Prešov in Slovacchia). Dopo la convalescenza durata alcuni mesi, tornò tra le prime linee. Finita la guerra, Kubizek accettò una posizione come burocrate nel Comune di Eferding, e la musica divenne per lui solo un hobby.

Nel 1920 riconobbe l’amico Hitler sulla prima pagina del Münchner Illustrierte, e da quel momento seguì con vivo interesse la carriera politica del vecchio amico, tuttavia non tentò mai di contattarlo almeno fino al 1933, quando gli scrisse finalmente per congratularsi con il Cancelliere della Germania. Dopo qualche mese Kubizek ricevette una risposta da Hitler: “Gustl: Dovrei essere molto contento di rivivere ancora una volta con te quei ricordi dei migliori anni della mia vita”.

Trenta anni dopo che Hitler aveva interrotto i contatti con l’amico Kubizek, i due si riunirono il 9 Aprile 1938 in occasione di una delle visite di Hitler a Linz. I due parlarono per oltre un’ora all’Hotel Weinzinger e Hitler offrì a Kubizek la direzione di un’Orchestra, ma Kubizek gentilmente rifiuto’ caparbiamente essendo ormai un padre di fmaiglia e lontano dai sogni giovanili immersi tra le musiche trionfanti di Wagner. Allora Hitler offrì il finanziamento dell’educazione dei suoi figli al Conservatorio Anton Bruckner di Linz, e invitò Kubizek a partecipare al festival di Bayreuth come suo ospite speciale nel 1939 e di nuovo nel 1940, esperienze descritte da Kubizek come “le ore più felici della mia esistenza terrena”.
Non solo. Nel 1938, Kubizek fu assunto dal Partito NazionalSocialista per scrivere due saggi di propaganda , chiamati Reminiscences, sulla sua giovinezza e amicizia con Hitler. In un episodio descritto nei saggi, Kubizek scrisse che Hitler nutriva un grande amore per una ragazza di nome “Stefanie” alla quale aveva dedicato molte poesie d’amore, seppur non ebbe mai il coraggio di fargliele avere.
Kubizek vide Hitler per l’ultima volta il 23 luglio 1940, tuttavia Hitler non dimentico’ mai l’amico dando ordini perentori di provvedere al sostentamento della sua famiglia negli anni di guerra.

Hitler disse a Kubizek in occasione dello scoppio della Guerra: “Questa guerra ci riporterà indietro di molti anni nel nostro programma di costruzione: è una tragedia, non sono diventato il Cancelliere del Grande Reich tedesco per combattere Guerre”.

Kubizek, che aveva evitato la politica per tutta la vita, divenne un membro del NSDAP nel 1942 come gesto di lealtà nei confronti del suo amico.
Nel Dicembre del 1945, Kubizek raccolse la collezione di ricordi che Hitler gli aveva dato durante la loro gioventù e li nascose con cura nel seminterrato della sua casa a Eferding. Poco dopo la fine della Guerra fu arrestato e detenuto a Glasenbach, dove fu imprigionato e interrogato dal Comando per l’indagine criminale degli Stati Uniti per ben 16 mesi. La sua casa fu perquisita, ma la corrispondenza e i disegni di Hitler non furono trovati. Fu rilasciato l’8 Aprile 1947, dopo oltre dodici mesi di reclusione da parte delle autorità americane senza essere mai stato accusato di alcuna violazione di legge.

Nel 1951, Kubizek, che aveva rifiutato svariate offerte nel dopoguerra per i diritti delle sue memorie, accettò di pubblicare “Adolf Hitler, mein Jugendfreund” (“Adolf Hitler, My Childhood Friend”) attraverso la Leopold Stocker Verlag. Il manoscritto originale, scritto nel 1943 per volere di Martin Boorman, era di 150 pagine ma furono estese piu’ tardi a 352 pagine, aggiungendo diverse immagini: cartoline e schizzi dati a Kubizek da Hitler da giovane, tra il 1906 e il 1908. Il libro è diviso in tre parti e consiste in un prologo, 24 capitoli e un epilogo.
Il libro suscito’ un grande scalpore dopo la sua pubblicazione nel 1953 e successivamente fu tradotto in diverse lingue. Nell’epilogo Kubizek scrisse: “Anche se Io, un individuo fondamentalmente non politico, ero sempre rimasto lontano dagli eventi politici di quel periodo che finì per sempre nel 1945, tuttavia nessun potere sulla Terra potrebbe mai costringermi a negare la mia amicizia con Adolf Hitler”.

La seconda moglie di Kubizek e vedova Pauline (1906-2001) ha avuto il merito di aver fornito alla Stocker Verlag ulteriori fotografie per una quarta edizione del libro uscita nel 1975.

L’8 Gennaio 1956, Kubizek fu nominato primo membro onorario del Musikverein di Eferding.

Morì il 23 ottobre 1956, all’età di 68 anni, a Linz e fu sepolto a Eferding, nell’Alta Austria.


Stefanie Rabatsch (Isak, 28 dicembre 1887 – 1973) era una donna austriaca, di origine assolutamente non ebraiche, portata alla ribalta delle cronache da August Kubizek in quanto presunto amore segreto dell’adolescente Adolf Hitler.

Kubizek sosteneva che Hitler si era innamorato di lei dopo che gli era passata accanto durante una passeggiata, lanciandogli uno sguardo. Nel racconto di Kubizek tuttavia Hitler non ebbe mai il coraggio di rivolgerle la parola e spiegare i suoi sentimenti. Stefanie sposò un ufficiale dell’esercito austriaco. Quando Stefanie apprese di essere stata l’oggetto di un amore segreto di Adolf Hitler dichiaro’ in svariate interviste di non essere mai stata a conoscenza dei sentimenti di Hitler nei suoi confronti.
Kubizek descrive la prima volta l’ossessione di Hitler: “Una sera, nella primavera del 1905, mentre ci incamminavamo per la nostra solita passeggiata, Adolf mi afferrò per il braccio e mi chiese eccitato cosa pensassi di quella ragazza bionda ed esile che camminava lungo la Landstrasse a braccetto con sua madre. “Devi sapere, sono innamorato di lei”, aggiunse risolutamente.

Stefanie Isak proveniva da una famiglia di alta classe sociale e aveva un anno di più di Adolf. Kubizek la descrive come “una ragazza dall’aria distinta, alta e magra, con i capelli folti e chiari, che portava quasi sempre in una crocchia, i suoi occhi erano molto belli”.

Kubizek scrisse che Hitler odiava coloro che flirtavano con lei, specialmente gli ufficiali militari, che chiamava “presuntuosi idioti”; arrivò a provare “un’ostentazione intransigente nei confronti della classe degli ufficiali nel suo complesso e di tutto ciò che era militare in generale. Lo infastidiva seriamente che Stefanie si mescolava a quegli sfaccendati che, insisteva, indossavano corsetti e usavano il profumo “. Stefanie amava ballare e aveva preso lezioni, mentre Hitler non amava ballare e confido’ all’amico: “Stefanie balla solo perché è costretta dalla società da cui dipende sfortunatamente … Una volta che Stefanie sara’ mia moglie, non avrà il minimo desiderio di ballare!”.
Nel Giugno del 1906, Stefanie avrebbe regalato a Hitler un sorriso e un fiore dal suo bouquet mentre stava passando in carrozza. Kubizek descrive così la scena:
“Mai più ho visto Adolf felice come in quel momento, quando la carrozza gli passo’ accanto, mi ha trascinato da una parte e con emozione mi ha svelato quel fiore, ritenendolo un visibile impegno del suo amore, riesco ancora a sentire la sua voce, tremante di eccitazione, “Lei mi ama!”.

Dopo che la madre di Hitler morì di cancro al seno nel 1907, la processione funebre passò da Urfahr a Leonding. Kubizek ricorda che Hitler disse di aver visto Stefanie al corteo funebre, cosa che gli diede qualche consolazione. Kubizek afferma che “Stefanie non aveva idea di quanto profondamente Adolf fosse innamorato di lei: lo considerava un ammiratore un po’ timido, ma straordinariamente tenace e fedele, e quando lei rispondeva con un sorriso al suo sguardo indagatore, era felice e il suo umore diventava diverso da qualsiasi cosa Io abbia mai visto in lui, ma quando Stefanie, come accadeva altrettanto spesso, ignorava freddamente il suo sguardo, Hitler raggelava ed era pronto a distruggere se stesso e il mondo intero. Kubizek afferma che Hitler avrebbe dichiarato di aver pianificato di rapire Stefanie e di uccidere sia lei che se stesso saltando da un ponte nel Danubio.

Stefanie affermo’ in seguito alla ribalta mediatica che non era a conoscenza di Hitler, ma che aveva ricevuto una lettera d’amore anonima che le chiedeva di aspettarlo per laurearsi e poi per sposarlo, lettera che attribuì ad Hitler solo dopo aver appreso del suo amore segreto: “Una volta ho ricevuto una lettera da qualcuno che diceva che avrebbe frequentato l’Accademia delle Arti e che avrei dovuto aspettarlo, sarebbe tornato e mi avrebbe sposato! Ma non avevo allora nessuna idea di chi fosse l’autore di quella lettera.”

Il 24 Ottobre 1910 Stefanie sposò Maximilian Rabatsch a Vienna a St. Gertrud, Mäynollogasse 3, nella parrocchia di Währing. Maximilian era un capitano di un reggimento austriaco. Rimase vedova, e dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale visse a Vienna.

Quello che posso certamente affermare su quest’amore segreto di Adolf Hitler verso Stefanie Rabatsch e’ nient’altro che un tenero amore giovanile, provato da una delle piu’ grandi menti illuminate e caparbie del XX° Secolo, un amore sincero immerso nelle mille avversita’ del fato: lei di classe sociale superiore pronta ad essere data in sposa ad un qualunque ufficiale militare, lui un povero artista squattrinato ma ricco di ideali e di un genio visionario, parametri e qualita’ che solo chi si sia trovato nella vita da adolescente ad affrontare puo’ benissimo capire. Un ragazzo in posizione svantaggiata rispetto ad altri, una ragazza programmata per essere inserita secondo i canoni tradizionali in schemi ben precisi dell’epoca e dettati dall’alta borghesia. Forse fu proprio questa situazione che Hitler aveva vissuto come un grande dolore ed ingiustizia adolescenziale a nutrire in lui la volonta’ di mettere fine a questo divario, ad unificare i ceti sociali al fine di portare tutti gli esseri umani nelle condizioni di essere uguali e non dover subire la vergogna e l’umiliazione di essere sorpassati con soverchieria ed arroganza dall’infamita’ legata alle diverse posizioni derivanti da ranghi sociali diversi, un’ignominia che da sempre preclude alla Societa’ di realizzarsi nella sincerita’ dei sentimenti e nell’onesta’ degli animi.

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