QUANDO ISRAELE ATTACCO’ GLI STATI UNITI

La USS Liberty (AGTR) fu messa sotto attacco dall’ Air Force Israeliana e da navi israeliane armate di lancia siluri, l’8 giugno del 1967, durante la Guerra dei 6 Giorni. L’attacco combinato , aereo e marittimo, uccise 34 membri dell’equipaggio (ufficiali navali, marinai, due marinai e un civile), ferì 171 membri dell’equipaggio e danneggio’ gravemente la nave. All’epoca, la nave si trovava in acque internazionali a Nord della penisola del Sinai.

Israele disse di aver attaccato per errore dopo aver scambiato la USS Liberty per una nave militare egiziana.

La sigla (AGTR), Nave di Ricerca Tecnica Ausiliaria , rappresenta un codice di copertura per vascelli “spia” della N.S.A., utili alla raccolta di “segnali” per l’intelligence.

Durante la Guerra dei Sei Giorni tra Israele e diverse nazioni arabe, gli Stati Uniti d’America mantennero uno status neutrale, ma non potevano restare solo con un atteggiamento passivo in piena Guerra Fredda con i Sovietici gia’ protettori della Siria, ed attivi nel Mediterraneo. Così diversi giorni prima della Guerra Arabo-Israeliana, alla USS Liberty fu ordinato di procedere nella zona orientale del Mediterraneo per eseguire una missione di raccolta di informazioni di intelligence in acque internazionali vicino alla costa nord del Sinai, in Egitto.
Dopo che la guerra scoppio’, a causa delle preoccupazioni circa la sua sicurezza mentre si avvicinava alla sua zona di pattuglia nei llimiti territoriali internazionali prima delle acque egiziane e/o israeliane, diversi messaggi sono stati inviati al vascello per aumentare il suo punto di approccio più vicino (CPA) consentito alle coste dell’Egitto e a quelle di Israele, i messaggi di modifica CPA pare furono ricevuti solo dopo l’attacco.

La testimonianza ufficiale combinata con il registro delle attivita’ della USS Liberty dice che durante la mattina dell’attacco, l’8 Giugno 1967, la nave era sorvolata, in tempi e località diverse, da velivoli aeronautici israeliani (IAF). Il tipo di aereo primario era il Nord Noratlas, ma c’erano anche due Delta-Wing.
I membri dell’equipaggio della USS Liberty dissero  che all’ inizio gli aerei passavano quasi radenti sul vascello in piu’ occasioni, fatto non smentito da Israele che chiarì che i velivoli stavano cercando di sottomarini e navi egiziane che erano stati avvistate nei pressi della costa israeliana.

La divisione 914, denominata ” Pagoda “, era sotto il comando del comandante Moshe Oren. Composta da tre torpediniere numerate: T-203, T-204 e T-206. Alle 12.15, la divisione 914 ricevette ordini di pattugliare una posizione a 32 km a Nord di Arish. Mentre il Comandante Oren si diresse verso Arish, fu informato dalle operazioni navali di un bombardamento egiziano sulla costa di Arish e i caccia della IAF furono spediti sull’area.

Il Generale dell’ IDF Yitzhak Rabin era preoccupato del fatto che il presunto bombardamento egiziano fosse il preludio di uno sbarco anfibio che avrebbe potuto sfondare le forze israeliane terrestri. Rabin ribadì l’ordine permanente di affondare tutte le navi non identificate nella zona, ma avvertì cautela, in quanto era cosa nota al Comando che navi sovietiche erano state gia’ state rilevate spesso in quel quadro di mare.

ARISH.


Alle 13.41, le torpediniere hanno rilevato una nave sconosciuta a 20 miglia a nord-ovest di Arish e a 23 km dalla costa di Bardawil.
La velocità dell’obiettivo era significativa perché indicava che l’obiettivo era un vascello da combattimento.
Inoltre, le forze israeliane avevano ordini permanenti di sparare su qualsiasi nave sconosciuta che navigava nella zona a oltre 20 nodi (37 km / h, 23 mph), una velocità che, al momento, poteva essere raggiunta solo da navi da guerra.
I dati sulla velocità della nave, insieme alla sua direzione, indicarono secondo l’ analisi israeliana che doveva trattarsi di un cacciatorpediniere egiziano che fuggiva verso il porto dopo aver bombardato Arish. Le torpediniere diedero così il via alla caccia per cercare di fermare il loro obiettivo prima che esso raggiungesse l’Egitto.
Il comandante Oren chiese anche l’ intervento della forza aerea israeliana.


Così la IAF spedì due aerei da combattimento Mirage III che arrivarono sopra la USS Liberty alle 14:00 circa.
Il capo della formazione, Capitano Iftach Spector, disse di aver tentato invano di identificare la nave, era pieno giorno, condizionid i visibilit’a ottimali, scritta sullo scafo e bandiera erano al loro posto, ma Spector e gli altri sostennero di non aver visto nulla. Spector comunico’ via radio a una delle torpediniere la sua osservazione e anche gli altri piloti riferirono di non vedere segni distintivi, nomi o una bandiera sulla nave.
Pare che il Comando Supremo si consiglio’ sul da farsi e considero’ l’opzione che potessi trattarsi di una nava americana. Ma subito dopo lo scambio di opinioni, alle 14:07, il capo comandante delle forze aereonavali, il tenente colonnello Shmuel Kislev, ordino’ ai Mirages di attaccare.

L’ ATTACCO.

Dieci membri dell’equipaggio furono uccisi immediatamente o morti in seguito e 75 sono stati feriti. Durante l’attacco, le antenne si spezzarono, i cilindri del gas presero fuoco e la bandiera della nave fu abbattuta. Il Comandante della USS Liberty McGonagle, anch’egli ferito, fece una richiesta immediata alla sesta flotta: “Sotto attacco da aerei jet non identificati, richiediamo assistenza immediata”.

I Mirages lasciarono l’area dopo aver speso tutte le munizioni e furono sostituiti da due Dassault Mysteres armati anche di bombe napalm. I Mysteres fecero fuoco sulla USS Liberty distruggendo i suoi cannoni ma anche il resto della nave subì gravi danni. I caccia si prepararono per l’ assalto finale quindi ma Kislev era disturbato dalla mancanza di una risposta al fuoco, e chiese un ultimo tentativo di identificare la nave. Ma nessuna bandiera sventolava piu’ sulla USS Liberty a quel punto, cio’ nonostante Kislev ordino’ immediatamente che l’attacco si fermasse. Kislev pensò che la nave fosse americana.

Anche se le navi da guerra egiziane erano conosciute per mascherare le loro identità con marcature occidentali, solitamente mostravano solo lettere e numeri arabi, ma non la USS Liberty. Rabin ordinò alle torpediniere di rimanere a distanza di sicurezza dalla nave e inviò due elicotteri Hornet (Aérospatiale Super Frelon) per cercare i sopravvissuti. Queste comunicazioni radio sono state registrate da Israele. L’ordine di cessare il fuoco è stato dato alle 14:20 pm, ventiquattro minuti prima che le torpediniere arrivassero a gittata di tiro sulla USS Liberty. Alle 14:35, la Liberty fu colpita da un siluro lanciato da una torpediniera.

L’ equipaggio a bordo della USS Liberty sventolo’ una grande bandiera americana durante la prima parte dell’attacco aereo e prima che le torpediniere fossero avvistate, la USS Liberty inviò un messaggio di soccorso ricevuto dalla sesta flotta con a capo la USS Saratoga. Il Comando Americano spedì subito otto aereoplani sul luogo dell’attacco.

McGonagle testimonio’ presso la corte navale di inchiesta che durante gli ultimi momenti dell’attacco aereo fu osservato che tre barche ad alta velocità si avvicinavano alla nave da nord-est su un raggio relativo di circa 135 gradi a una distanza di circa 15 la nave era ancora in corso di manovra [verso ovest] 283 [gradi], velocità sconosciuta, ma creduta essere superiore a 5 nodi “. McGonagle testimonio’ che “ho creduto che il tempo dell’avvistamento iniziale delle torpediniere… fu circa alle 14:20”, e che le “barche sembravano essere in una formazione a cuneo con una centrale da punta. La velocità stimata delle imbarcazioni era di circa 27-30 nodi [da 50 a 56 km / h], “e che” sembravano in fase di avvicinamento alla USS Liberty in un atteggiamento che prelude al lancio di torpedini “.

L’ inchiesta chiarì che i vascelli israeliani cercarono anch’essi di identificare la USS Liberty inviando messaggi radio ma la strumentazione di bordo della Liberty era stata compromessa durante la prima fase dell’ attacco aereo. L’ inesperienza o l’eccesso di malvagita’ dei capitani sulle torpediniere ha fatto il resto. McGonagle capì dopo aver avvistato meglio le navi torpediniere che esse erano israeliane e che anche i caccia a quel punto lo erano, si rese quindi conto di essere sotto fuoco amico e dopo un primo ordine di rispondere al fuoco , peraltro inefficace contro quel tipo di imbarcazioni ed aerei, ordino’ di cessare ogni attivita’ bellica e segnalare agli israeliani in tutti i modi che la nave ed il suo equipaggio fossero degli Stati Uniti.

Le torpediniere incominciarono anche a mitragliare la USS Liberty uccidendone il timoniere, e quindi lanciarono cinque siluri, di cui uno ando’ a segno.
L’ attacco finì alcuni minuti dopo che i due Comandi si scambiarono informazioni per chiarire di chi fosse la nave sotto attacco.
Alle 16.00, due ore dopo l’inizio dell’attacco, Israele informo’ l’Ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv che le sue forze militari avevano attaccato erroneamente una nave della Marina americana. Quando fu confermato che la nave era “americana” le navi torpediniere israeliane arrivarono per offire aiuto, erano le 16:40; il loro aiuto fu rifiutato dagli americani.

LE REAZIONI.

Il Segretario di Stato David Dean Rusk dichiaro’, tra le altre cose: “Al momento dell’attacco, la USS Liberty stava battendo la bandiera americana e la sua identificazione era chiaramente indicata in grandi lettere bianche e numeri sul suo scafo … L’esperienza dimostra che sia la bandiera che il numero di identificazione della nave sono facilmente visibili dall’aria …. Di conseguenza, c’è ogni ragione di credere che la USS Liberty sia stata identificata, o almeno la sua nazionalità, e determinata da Aerei israeliani circa un’ora prima dell’attacco … L’attacco successivo delle torpediniere, sostanzialmente dopo che la nave era o doveva essere stata identificata dalle forze militari israeliane, manifesta lo stesso una disattenzione sconsiderata per la vita umana “.

George Lenczowski ha notato: “E’ significativo che, contrariamente al suo segretario di stato, il presidente Johnson abbia pienamente accettato la versione israeliana del tragico incidente”. Egli osserva che Johnson stesso ha incluso solo un piccolo paragrafo sulla USS Liberty nella sua autobiografia, in cui accettò la spiegazione israeliana di “errore”, ma anche minimizzò l’intero affare e distorceva il numero effettivo dei morti e dei feriti, abbattendo rispettivamente da 34 a 10 e da 171 a 100. Lenczowski afferma inoltre: “Sembra che Johnson sia maggiormente interessato a evitare un possibile confronto con l’Unione Sovietica … che nel trattenerne uno con Israele”.

McGonagle ha ricevuto la medaglia d’onore , la più alta medaglia statunitense, per le sue azioni. La Medaglia d’onore è generalmente presentata dal Presidente degli Stati Uniti nella Casa Bianca, ma questa volta fu assegnata al Navy Yard di Washington dal Segretario della Marina in un cerimonia non pubblicizzata, rompendo con ogni tradizione consolidata.

Gli altri marinai della USS Liberty hanno ricevuto decorazioni per le loro azioni durante e dopo l’attacco, ma la maggior parte delle citazioni ha omesso di menzionare Israele come l’autore del crimine. Nel 2009, tuttavia, una Stella d’Argento e’ stata assegnata al membro dell’equipaggio Terry Halbardier, che ha riparato un’antenna danneggiata e ha ripristinato le comunicazioni della nave.

Nel Maggio 1968, il Governo Israeliano ha pagato 3 Milioni di dollari al Governo degli Stati Uniti in compenso per le famiglie dei 34 uomini uccisi nell’attacco. Nel Marzo 1969, Israele ha pagato altri 3,57 milioni di dollari agli uomini feriti. Nel Dicembre 1980, ha anche deciso di pagare 6 milioni di dollari (17,4 milioni di dollari nel 2016) come ultima soluzione per i danni materiali subiti dalla Nave con più di 13 anni di interessi.

L’ANALISI.

L’allora Generale Yitzhak Rabin a capo dell’IDF si difese in seguito affermando di aver chiesto in tempi non sospetti agli Stati Uniti di tenere le loro navi lontane dalla riva di Israele o almeno informare Israele della loro posizione esatta durante le operazioni di Guerra.
Ma fonti americane smentirono: “Nessuna richiesta di informazioni sulle navi statunitensi che operano sul Sinai fu mai fatta prima dell’incidente della USS Liberty”, ed ancora, “Se gli Israeliani avessero fatto una simile richiesta, questa sarebbe stata immediatamente trasmessa al capo delle operazioni navali e di altri comandi navali e ripetuto al Dipartimento di Stato”.

Gli alti ufficiali della marina statunitense in larga maggioranza hanno sempre sostenuto e ribadito nelle commissioni d’ inchiesta che l’attacco alla USS Liberty da parte delle forze aereonavali israeliane fu chiaramente un attacco deliberato e consapevole.
Gli Israeliani sono da sempre stati gelosi custodi dei propri segreti e si trovavano per la prima volta nella Storia della loro nuova nascente nazione in Guerra contro piu’ Stati Nemici. Possedevano anche l’arma atomica, e solo di recente si e’ scoperto che in quei famosi 6 Giorni l’utilizzo di armi nucleari era un’opzione considerata senza alcun indugio e posta sul tavolo in maniera del tutto indifferente, quasi a trattarsi di una comune bomba, e che quindi dovevano evitare in tutti i modi di farlo sapere al mondo:

https://encrypted.google.com/search?num=100&newwindow=1&safe=off&source=hp&q=war+of+6+days+nuke+israel&oq=war+of+6+days+nuke+israel&gs_l=psy-ab.3…3738.8590.0.8815.26.25.0.0.0.0.298.3273.0j18j2.20.0….0…1.1.64.psy-ab..6.17.2825.0..0j35i39k1j0i131k1j0i20k1j0i22i30k1j33i22i29i30k1j33i160k1j33i21k1.-YJlksVh994

L’autore russo Joseph Daichman nel suo libro “La Storia del Mossad”, afferma che Israele era giustificata nell’attaccare la USS Liberty. Israele sapeva che i segnali radio americani erano stati intercettati dall’Unione Sovietica e che i Sovietici avrebbero sicuramente informato l’Egitto del fatto che, spostando le truppe alle alture del Golan, Israele aveva lasciato il confine egiziano indifeso. Non poteva piu’ rischiare di essere spiata di riflesso dai suoi “alleati”.

Lenczowski osserva che mentre la decisione israeliana di “attaccare e distruggere” la nave “può sembrare sconcertante”, ma la spiegazione sembra trovarsi nella molto piu’ spaventosamente semplicita’ della natura “spia” della USS Liberty, cioe’ il suo compito di monitorare le comunicazioni da tutte le parti delle zone di guerra, compreso Israele.

Piu’ fantascientifica la teoria nel libro del 1981 di Russell Warren Howe dove si narra che la USS Liberty era seguita dal sottomarino americano USS Andrew Jackson munito di missili balistici Polaris, e che addirittura l’ U-Boat filmo’ l’intero episodio attraverso il suo periscopio ma non fu in grado di fornire alcuna assistenza. Secondo Howe: “Duecento metri sotto la nave, in un percorso parallelo, c’era la sua” ombra, cioe’ il sottomarino strategico Polaris Andrew Jackson, il cui compito era quello di eliminare tutti i siti missilistici a lungo raggio israeliani nel Negev se Tel Aviv avesse deciso di attaccare il Cairo, Damasco o Baghdad, questo perche’ Mosca non avrebbe dovuto assolvere questo compito da sola, e così dare il via al Terzo Conflitto Mondiale”.

LINK PER APPROFONDIMENTO:

http://www.chicagotribune.com/chi-liberty_tuesoct02-story.html

http://web.archive.org/web/20080622081423/https://www.nsa.gov/liberty

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s