Monnalisa Overdrive

Non e’ una nostra scoperta ma conferiamo a questa credito. Fin da piccolo osservando l’ opera, forse, piu’ famosa di Leonardo Da Vinci, la Gioconda o Monna Lisa, ho intuito all’ istante che come Donna quella era una bruttura…

Non capivo le recensioni , sempre le stesse, negli anni, “un sorriso enigmatico”, “una donna misteriosa ed intrigante”, “una bellezza senza nome” , etc.

E mistero dopo mistero, alla fine per puro caso mi sono imbattuto , senza cercarla, in una recensione di un libro dove l’ autrice (Carla Glori) chiudeva il caso portando prove sostanziali per la sua degna risoluzione. Abbiamo letto brevemente le prove e poi abbiamo verificato quanto segue.

Guardando la parte non simmetrica di destra possiamo notare un ponte. Perche’ preoccuparsi di dipingere un ponte, si poteva chiaramente evitare di perdere questo tempo se non fosse stato perche’ quel “ponte” ha un significato “chiave” nella storia background di questo quadro.

Il Ponte dipinto nella Monna Lisa si trova a Bobbio , in provincia di Piacenza, Emilia Romagna. Il simbolo di questa cittadina e’ il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), un ponte in pietra di origine presumibilmente romana, che attraversa il fiume Trebbia con , ad oggi, undici arcate irregolari , ecco perche’ e’ detto gobbo per l’irregolarità e la gibbosità dei suoi archi, cosa riprodotta quasi “fedelmente” da Leonardo, notare l’ irregolarita’ degli archi:

Il Paesaggio Oggi:

Da notare come perfino il greto del fiume sia nella stessa parte dipinta da Leonardo

Ma il Ponte Gobbo e’ anche chiamato fin dal Medioevo: Ponte del Diavolo, per via di leggende medioevali che potete leggere.

La strada, il sentiero, che appare invece nella sinistra, e’ a Sud del Ponte , come potete notare :

Perche’ dipingere quel ponte, questi paesaggi intrecciati e disgiunti ma situati nella medesima area ?

Semplice. L’ essere raffigurato in questo quadro non e’ una donna, ma un uomo. D’altronde l’ aspetto maschile di quest’ essere e’ innegabile per quanto Leonardo abbia tentato di nascondere il pomo d’ Adamo, l’ assenza di seno, le spalle tonanti, l’ ovalita’ del viso, perfino l’ osso mascellare muta, a destra piu’ rotondo a sinistra meno, molto meno pronunciato, la fronte alta e ripida e quel capo schiacciato quasi a nascondere una folta chioma di capelli ricci… Lo dipinse almeno tre volte ( l’ analisi ai raggi X ha svelato che ci sono tre versioni della Monna Lisa, nascoste sotto quella attuale).

Ecco chi e’ quell’ uomo:

Peraltro gia’ dipinto con la stessa tecnica in altri quadri. Stesse guance, occhi, naso, collo, mento, capelli, spalle, sorriso e labbra.

Il suo profilo ha tutto quel “quanto” che Leonardo ha ben nascosto nell’ Overdrive Artistico dal quale la Monna Lisa e’ nata.

Gian Giacomo Caprotti, detto Salaì (da “Sala[d]ino” ovvero “Diavolo”) (Oreno di Vimercate, 1480 – 19 gennaio 1524) fu l’ allievo prediletto da Leonardo da Vinci, e a ragion veduta il suo presunto amante.

Leonardo nascose molto bene la sua omosessualita’, cosa che per rispetto della civilta’ dovrebbero fare tutti quelli segnati da questo errore di natura , seguendo l’ esempio di Peter Thiel, anche perche’ nel tempo in cui visse l’ omosessualita’ era un peccato/reato punibile dalla legge molto duramente.

Ma un genio come Leonardo ha cercato di bypassare quella oscura censura in maniera educata, gentile e superlativa, nascondendo ma non troppo il suo “amore” in questi dettagli, come il Ponte del Diavolo, l’ Oscurita’ incerta e tenebrosa dietro il suo amore, nascosto tra sentieri curvi, monti e colline, non rettilinei, dai colori sabbiosi, percorribili con molta fatica ma pieni di nascondigli dove nell’ animo piu’ profondo poteva esprimere il suo amore per l’ amato allievo che sembra rifulgere l’ ambiguita’ di un sesso alieno…

Altre immagini del Ponte del Diavolo di Bobbio: