LUDOVISI ARES

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Ludovisi Ares Marble Statue Of Mars Copy Of Hellenistic Original Restored By Gianlorenzo Bernini In 1622 From Rome Campus Martius Temple Of Neptune In Background Statue Of Thetis Mother Of Achilles.

The Ludovisi Ares is an Antonine Roman marble sculpture of Mars, a fine 2nd-century copy of a late 4th-century BCE Greek original, associated with Scopas or Lysippus: thus the Roman god of war receives his Greek name, Ares.

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Ares/Mars is portrayed as young and beardless and seated on a trophy of arms, while an Eros plays about his feet, drawing attention to the fact that the god of war, in a moment of repose, is presented as a love object. The 18th-century connoisseur Johann Joachim Winckelmann, a man with a practiced eye for male beauty, found the Ludovisi Ares the most beautiful Mars that had been preserved from Antiquity, when he wrote the catalogue of the Ludovisi collection.

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Rediscovered in 1622, the sculpture was apparently originally part of the temple of Mars (founded in 132 BCE in the southern part of the Campus Martius), of which few traces remain, for it was recovered near the site of the church of San Salvatore in Campo. Pietro Santi Bartoli recorded in his notes that it had been found near the Palazzo Santa Croce in Rione Campitelli during the digging of a drain. (Haskell and Penny 1981:260) The sculpture found its way into the collection formed by Cardinal Ludovico Ludovisi (1595–1632) the nephew of Pope Gregory XV at the splendid villa and gardens he built near Porta Pinciana, on the site where Julius Caesar and his heir, Octavian (Caesar Augustus), had had their villa. The sculpture was lightly restored by the young Bernini, who refinished its surfaces and discreetly provided a right foot; he was probably largely responsible for the cupid, which Haskell and Penny note was omitted from G.F. Susini’s bronze replica and from the prints of the sculpture in Maffei’s anthology.

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The sculpture was a sensational find. A small-scale bronze replica of it was executed by G.F. Susini, heir and assistant to his more famous uncle Antonio Susini, when he visited Rome in the 1630s and copied several marbles from Ludovisi’s collection; a bronze of the Ludovisi Ares is in the Ashmolean Museum, Oxford. Later, the Ludovisi Ares was one of the featured antiquities to be seen on the “grand tour”. For example, the portrait of English tourist John Talbot (later first Earl Talbot) poses him casually in its virtual presence, as a display of his cultural familiarity with great works of art.[4] Less expensive representations could be found: Giambattista Piranesi’s son Francesco made an engraving of it at the Villa Ludovisi in 1783 . Casts of the Ludovisi Ares found their way into early museum collections, such as the Copenhagen Glyptotek and were influential to several generations of Neoclassical and academic students.

In 1901, the eventual heir, prince Boncompagni-Ludovisi, brought the Ludovisi antiquities to auction. The Italian state purchased 96 of the objects, and the rest have been dispersed among the museums of Europe and the US. The Ares is conserved in the section of the National Museum of the Terme that is housed in Palazzo Altemps, Rome.

A depiction of the statue is used as an emblem for the Greek athletic club Aris Thessaloniki.

ITALIANO:

Il Ludovisi Ares è una scultura Antonina romana in marmo raffigurante Marte, una copia del 2 ° secolo di una greca originale risalente al 4 ° secolo, associata al nome del suo creatore Scopas o di Lisippo: così il Dio romano della guerra riceve il suo nome greco, Ares.

Ares / Marte è ritratto come giovane, senza barba e seduto su un trofeo di armi, mentre un Eros gioca sui suoi piedi, richiamando l’attenzione sul fatto che il Dio della Guerra, in un momento di riposo, si presenta come un oggetto d’amore. Il conoscitore del 18 ° secolo Johann Joachim Winckelmann, un uomo con un occhio esperto per la bellezza maschile, descrisse il Ludovisi Ares come il più bel Marte che era mai stato conservato dall’antichità, quando scrisse il catalogo della collezione Ludovisi.

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Riscoperta nel 1622, la scultura si crede come originariamente parte del tempio di Marte (fondato nel 132 a.C., nella parte meridionale del Campo Marzio), di cui restano poche tracce, perché è stata recuperata nei pressi del sito della chiesa di San Salvatore in Campo. Pietro Santi Bartoli registro’ nelle sue note che era stata trovata nei pressi del Palazzo Santa Croce nel Rione Campitelli durante lo scavo di uno scarico. (Haskell e Penny 1981: 260). La scultura trovo’ la sua strada nella collezione formata dal cardinale Ludovico Ludovisi (1595-1632), nipote di papa Gregorio XV , finendo nella splendida villa con giardini costruita vicino a Porta Pinciana, nel luogo in cui Giulio Cesare e il suo erede, Ottaviano (Cesare Augusto), avevano avuto la loro villa. La scultura è stata lievemente restaurata dal giovane Bernini, che rifinì le sue superfici e fornì ad essa un nuovo e discreto piede destro; probabilmente fu in gran parte responsabile per il cupido, che fu omesso nella nota di Haskell e Penny nota.

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La scultura è stata una scoperta sensazionale. Una replica in bronzo in scala ridotta fu eseguita da G.F. Susini, erede e assistente del suo più famoso zio Antonio Susini, quando visitò Roma nel 1630, il quale copio’ diversi marmi della collezione di Ludovisi; un bronzo del Ludovisi Ares si trova attualmente nel Museo Ashmolean di Oxford. Più tardi, il Ludovisi Ares fu una delle opere antiche presenti da ammirare nel “grand tour”. Ad esempio, il ritratto dell’ inglese turistico John Talbot (poi primo Earl Talbot) lo pone casualmente nella sua presenza virtuale, come un display della sua familiarità culturale con le grandi opere d’arte e come una delle rappresentazioni meno costose che possono essere trovate: Il figlio di Giambattista Piranesi Francesco fece una sua ncisione a Villa Ludovisi nel 1783 . Calchi del Ludovisi Ares trovarono la loro strada nelle collezioni di musei come il Copenaghen Glyptotek e sono stati influenti per diverse generazioni di arte neoclassica e tra gli studenti universitari del settore.
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Nel 1901, l’eventuale erede, il principe Boncompagni-Ludovisi, porto’ le antichità Ludovisi ad asta. Lo Stato italiano ha acquistato 96 degli oggetti, mentre il resto fu disperso tra i musei di Europa e Stati Uniti. Ares è conservato nella sezione del Museo Nazionale delle Terme che si trova in Palazzo Altemps, Roma. 

Una rappresentazione della statua è usata come un emblema per il club di atletica greca Aris Salonicco.

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