DIETRO LO SPECCHIO SEMITA -CHAPTER ONE

Fotothek_df_ps_0000010_Blick_vom_Rathausturm

Quando sento parlare la gente comune delle atrocita’ commesse durante la Seconda Guerra Mondiale e’ come se udissi una litania proveniente da un disco rotto su una piastra vecchia ed ingiallita, squallida.

Ecco il termine: questa gente che non ha mai letto un libro di Storia, non ha mai confrontato le sorgenti del proprio sapere, che si e’ lasciata abbindolare dal martellante ed incessante rombo della macchina mediatica sionista, ebbene questa gente e’ squallida.

Noi li chiamiamo bianchi traditori poiche’ costoro non servono gli interessi della loro comunita’, della loro razza, della loro terra natia, della loro Nazione e delle Nazioni affini, ma servono gli interessi di un’ altra razza, un’ altra razza a cui , peraltro, non interessa minimamente delle vite di questi “squallidi” servitori, anzi l’unico interesse verso di loro , a mio giudizio, e’ il loro annientamento.

Non si possono nascondere le atrocita’ commesse dai semiti, dai loro alleati e dai comunisti durante la Seconda Guerra, eppure queste atrocita’ sono nascoste, sono ignorate dalla massa, dai media, dalle scuole…

Adesso fate la conoscenza della Vergogna ed inchinatevi ad essa, squallidi esseri umani:

DRESDA.

Living cowards

Il bombardamento di Dresda fu un attacco angloamericano con bombardamenti aerei sulla omonima citta’, capitale dello stato tedesco della Sassonia, che ha avuto luogo durante la seconda guerra mondiale nel teatro di guerra europeo. Quattro incursioni tra il 13 e il 15 febbraio 1945, con 722 pesanti bombardieri della British Royal Air Force (RAF) e 527 degli Stati Uniti (USAF) sganciarono più di 3.900 tonnellate di bombe ad alto esplosivo e dispositivi incendiari sulla città . I bombardamenti e la tempesta di fuoco risultante distrussero più di 1.600 acri (6,5 kmq) del centro della città. Si stima che rimasero uccise tra 22.700 e 25.000 persone ufficialmente, ma la cifra e’ in realta’ molto ma molto piu’ alta, tanto che Kurt Vonnegut stima che la cifra si aggiri intorno a 200.000 . Altri tre raid aerei USAAF seguirono, due che si verificano il 2 marzo finalizzati a colpire la ferrovia della città e una piccola incursione in data 17 aprile volta a colpire le zone industriali.

Diversi ricercatori hanno affermato che non tutte le infrastrutture di comunicazione, come ad esempio i ponti furono centrati né lo sono state le vaste aree industriali fuori dal centro della città. Dresda era un punto di riferimento culturale di poca o nessuna importanza strategica, e che gli attacchi sono stati indiscriminati bombardamenti di tutta l’ area e non proporzionali ai guadagni militari commisurati, tranne che in una mera azione propagandistica di terrore volta ad iniettare paura e sgomento tra i tedeschi al fine di ottenere una loro resa incondizionata.

Fotothek_df_ps_0000047_Eine_Mutter_über_dem_Kinderwagen_ihrer_Zwillinge_im_Tode

Il Bombardamento di Dresda fu un puro e crudele crimine di Guerra perche’ colpì in maniera indiscriminata civili, donne, bambini, in maniera continuata, senza dare loro scampo, senza dare loro tempo di fuggire, senza un vero obiettivo militare specifico tranne che un vile atto di “terrorismo militare”.

Ma nessuno coinvolto nel bombardamento di Dresda è stato mai accusato di alcun crimine di guerra.
Il bombardamento degli alleati di Dresda e la distruzione nucleare di Hiroshima e Nagasaki sono stati anch’essi crimini di guerra e rientrano nella colonna “genocidio”, ma ufficialmente , come voi ben NON SAPETE, non e’ considerato tale, questo perche’ LA STORIA E’ SCRITTA SIA DAI VINCITORI CHE DA CHI CONTROLLA I MASS MEDIA , costoro , forti della propria tracotanza, ignorano propositatamente prove, indizi, orrori, contraddizioni, a loro sfavorevoli ESCLUSIVAMENTE PER UN RITORNO ECONOMICO, per soldi.

SE QUESTI SONO UOMINI.

L’ autore tedesco Günter Grass è uno dei numerosi intellettuali e commentatori che hanno anche chiamato il bombardamento un crimine di guerra, insieme ad altri coraggiosi veri uomini , veri scrittori e veri storici.

Al momento dei raid c’erano circa 300.000 rifugiati in tutta l’ area di Dresda in cerca di rifugio , i quali stavano scappando dall’ avanzata dell’esercito russo dal fronte orientale.

MV Wilhelm Gustloff

Scherl Bilderdienst: II. Weltkrieg 1939 - 1945, Überfall auf Polen am 1. September 1939. Das KdF - Schiff "Wilhelm Gustloff" wird als Lazarettschiff eingesetzt, hier im Danziger Hafen im Herbst 1939. 12065 - 39

Chi tra di Voi non ha mai sentito parlare della tragedia del Titanic ? Penso nessuno..

Ma chi tra di Voi conosce la tragedia del Wilhem Gustloff ? Penso Nessuno…

La Wilhelm Gustloff era una nave da trasporto militare tedesca che fu affondata il 30 gennaio 1945 dal Soviet sottomarino S-13 nel Mar Baltico, mentre provvedeva all’evacuazione di civili tedeschi, funzionari nazisti e personale militare da Gdynia (Gotenhafen) in fuga dall’ avanzata dell’Armata Rossa. Secondo una prima stima, 9.400 persone morirono, ma la cifra e’ molto piu’ alta poiche’ non comprende le persone non registrate a bordo, e quindi approssimatamente la cifra finale si aggira su piu’ di 10000 unita’, e cio’ la rende la più grande tragedia come perdita di vite umane in una sola nave affondata nella storia del genere umano.

Costruita come una nave da crociera dalla Kraft durch Freude (Forza Attraverso la Gioia) nel 1937, era stata requisita dalla Kriegsmarine (marina tedesca) nel 1939. Ha lavorato come una nave ospedale tra il 1939 e il 1940. E ‘stata poi assegnata come una caserma galleggiante per il personale navale a Gdynia prima di essere messa in servizio per il trasporto di persone , poi evacuate nel 1945.

Operazione Annibale : L’ Evacuazione

L’ Operazione Annibale e’ stata l’evacuazione navale di truppe e civili tedeschi dalla Curlandia, Prussia orientale, e Danzica-Prussia occidentale,all’ avanzare minaccioso e selvaggio dell’Armata Rossa. L’ultimo viaggio della Wilhelm Gustloff fu fatto al fine di evacuare profughi tedeschi e il personale militare, nonché i tecnici che lavoravano nelle basi avanzati nel Baltico di Gdynia, allora noto ai tedeschi come Gotenhafen, a Kiel.

Heinz Schön, un archivista tedesco e superstite della Gustloff ha effettuato una ricerca approfondita sull’affondamento tra gli anni 1980 e 1990, ha concluso che Wilhelm Gustloff portava un equipaggio di 173 ausiliari, 918 tra ufficiali e sottufficiali, 373 donne del personale, 162 soldati feriti e 8.956 civili di cui circa 5.000 erano bambini, per un totale di 10.582 passeggeri e equipaggio. Tra i passeggeri , oltre i civili inclusi , c’era personale della Gestapo, membri dell’organizzazione Todt e funzionari nazisti con le loro famiglie.

La nave lascio’ Gotenhafen il 30 gennaio 1945, accompagnata dalla nave passeggeri Hansa, anch’essa piena di civili e militari, e due torpediniere. L’ Hansa e una torpediniera svilupparono problemi meccanici e non poterono continuare, lasciando la Wilhelm Gustloff con una sola torpediniera, la Löwe. La nave aveva quattro capitani (il capitano della Gustloff, due capitani della marina mercantile e il capitano del complemento di U-Boat ) a bordo, ed essi non riuscirono a concordare la migliore linea di azione per proteggersi contro gli attacchi sottomarini. Contro il parere del comandante militare, il tenente comandante Wilhelm Zahn (un Submariner che sostenne un corso in acque poco profonde vicino alla costa e senza luci), il capitano-Friedrich Petersen decise di dirigersi verso le acque profonde prive di barriere a mine galleggianti. Quando fu informato da un messaggio radio misterioso dell’ imminente passaggio di un convoglio dragamine tedesco, decise di attivare le luci di navigazione rosse e verdi della sua nave, in modo da evitare una collisione al buio, rendendo la Wilhelm Gustloff facile da individuare nella notte.

La Wilhelm Gustloff era stata dotata di cannoni anti-aerei, e i tedeschi, in obbedienza alle regole di guerra, non la contrassegnarano come nave ospedale, nessuna notifica del suo funzionamento in qualità di nave ospedale era stato dato infatti e non aveva alcuna protezione come nave ospedale sotto gli accordi internazionali.

La nave e la sua scorta furono presto avvistati dal sottomarino sovietico S-13, sotto il comando del capitano Alexander Marinesko. Il sensore sottomarino a bordo della torpediniera scorta si era congelato, rendendolo inutilizzabile. Marinesko seguì le navi per due ore prima di lanciare tre siluri a babordo della Wilhelm Gustloff circa 30 km (16 NMI; 19 mi) in mare aperto tra Großendorf e Leba poco dopo le 21:00 (CET), colpendola con tutti e tre (anche se in realta’ ne furono lanciati quattro, ma uno fallì).

Il primo siluro causo’ la chiusura delle porte stagne sigillando l’arco che conteneva parte degli equipaggi i cui membri fuori servizio stavano dormendo. Il secondo siluro colpì gli alloggi delle donne ausiliarie (che si trovava nella piscina vuota della nave); solo tre delle 373 donne si salvarono. Il terzo siluro fu un colpo diretto nel vano motore, tagliando tutto il potere e le comunicazioni. Secondo quanto riferito, solo una scialuppa di salvataggio fu in grado di essere abbassata. La temperatura dell’acqua nel Mar Baltico in quel periodo dell’anno è di solito intorno a 4 ° C (39 ° F); tuttavia, quella fu una notte particolarmente fredda, con una temperatura dell’aria di -18 a -10 ° C (da 0 a 14 ° F) e banchi di ghiaccio che coprivano la superficie. Molti decessi furono causati direttamente dai siluri o per annegamento in acqua. Altri furono schiacciati nel panico iniziale sulle scale e sui ponti, e molti si gettarono nel gelido Baltico.

Meno di 40 minuti dopo essere stato colpito, la Wilhelm Gustloff era distesa su un fianco e affondò a 44 m (144 piedi) di fondale.

Le forze tedesche furono in grado di salvare solo 1.252 dei sopravvissuti.

Tutti i quattro capitani della Wilhelm Gustloff sopravvissero al suo affondamento, ma un’inchiesta ufficiale navale fu avviata solo contro Wilhelm Zahn. Il suo grado di responsabilità non fu mai risolto del tutto , però, a causa del crollo della Germania nazista nel 1945.

I dati dalla ricerca di Heinz Schön rendono il totale dei morti nel naufragio essere 9.343 , di cui circa 5.000 bambini.

Utilizzando un software chiamato EXODUS marittimo è stato stimato che sono morte di più di 10.600 persone che erano a bordo. Questa analisi considerata la densità di passeggeri sulla base di testimonianze e una simulazione delle vie di fuga.

Advertisements

2 thoughts on “DIETRO LO SPECCHIO SEMITA -CHAPTER ONE

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s