SOLO NOI SPARTANI ESISTIAMO III

tc-chat-rooms

Nonostante la spesa massiccia delle forze armate degli Stati Uniti ogni anno, tecnologie di comunicazione avanzate, l’uso di semplice chat di testo o di una chat tattica ha superato gli altri sistemi per diventare uno dei percorsi più popolari per comunicare informazioni pratiche sul campo di battaglia.

Anche se l’uso di chat di testo da parte dei militari degli Stati Uniti e’ iniziato nei primi anni 90, negli ultimi anni le chat tattiche si sono evolute in un percorso di ‘comunicazioni’ “primario, avendo soppiantato comunicazioni vocali come mezzo principale di immagine operativa comune (COP) in grado di aggiornare in supporto “di consapevolezza delle situazioni in corso”. Un articolo di Gennaio 2012 nel Bollettino Sea Air Terra descrive il valore di chat tattica come metodo di comunicazione efficace e immediato che è altamente efficace in ambienti intermittenti, bassa larghezza di banda distribuita che è particolarmente importante con i” grandi numeri di combattenti distribuiti “che deve” spesso saltare su e fuori da una rete “e coordinarsi con gli altri partner della coalizione. Le Chat di testo prevedono anche “la persistenza di comprensione della situazione tra chi lascia e chi assume compiti di guardia nel comando” cio’ consente una registrazione permanente del processo decisionale tattico.

Una tesi del 2006 del Naval Postgraduate School afferma che l’Internet Relay Chat (IRC) è uno dei protocolli di chat più diffusi per il comando militare e controllo (C2). Software come mIRC, un client di chat basato su Windows, o sistemi integrati nelle apparecchiature C2 sono utilizzati principalmente in condizioni tattiche se sono in corso azioni per aggiornare i sistemi di protocolli più recenti. “Piani di transizione (su e tra i servizi) per la migrazione di migliaia di utenti a protocolli moderni e l’integrazione di cloud computing è arrivata ​​tardi”, secondo il Bollettino Sea Air Land. Sia la Marina e la Defense Information Systems Agency (DISA) stanno lavorando per utilizzare la messaggistica e la presenza del protocollo estendibile (XMPP) in applicazioni future.

Nel 2009, il Centro Applicazioni Air Land Sea ha emesso un multi-servizio di tattiche, tecniche e procedure (MTTP), un Manuale che tenta di codificare i protocolli e gli standard per l’utilizzo di messaggistica tattica nel corso dei servizi. Il manuale fornisce un linguaggio comune per la chat tattica, unificando norme di utilizzo diverse in diversi servizi quali “convenzioni di denominazione coerenti per le room, le persone, i ruoli e le attività di battaglia”, nonche’ gli “accordi di archiviazione tra più comunità di utenti”. Ad esempio, il manuale fornisce convenzioni di denominazione per gli utenti della chat room, dimostrando come costruire i nomi utente che indicano chiaramente il ruolo dell’utente e l’unità. Una quarta divisione di fanteria “Ufficiali dei Piani” deve utilizzare il segno 4ID_OPS_PLANS quando intervengono in chat tattica mentre un altro tattico Ufficiale a bordo della USS Enterprise deve utilizzare il nome CVN65_ENT_TAO. Il manuale fornisce anche le norme per la denominazione in chat e la gestione di grandi quantità di chat room contemporaneamente per coordinare le missioni e la consapevolezza della situazione. Un utile glossario fornisce anche traduzioni delle abbreviazioni di chat tattiche e dei termini, come CANx che significa cancellare e RGR che sta per Roger.

Il manuale MTTP descrive come una chat tattica può essere utilizzata per una varietà di scopi al fine di sostenere “il coordinamento, l’integrazione, e l’esecuzione di missioni”, tra cui tutto: dalla manovra alla logistica di intelligence, degli incendi e della protezione delle forze in campo. Una vignetta presentata nel manuale descrive come una chat tattica o TC potrebbe essere utilizzata in un cordone e in una ricerca di funzionamento:

“Durante una missione diurna in una unità di manovra a terra che effettua operazioni di cordone e di ricerca in un piccolo villaggio noto per ospitare ribelli, un Predator UAS vola in supporto delle truppe sul terreno avvisando di ogni movimento sul tetto di un edificio trovato in una precedente ricerca. L’operatore UAS, notando che le forze per lo svolgimento del cordone e di ricerca avevano già cominciato ad allontanarsi dalla struttura, utilizzano TC per comunicare immediatamente [centro operazioni tattiche] con l’unità di terra che un individuo si stava muovendo sul tetto e sembrava risidere sempre in un punto nascosto. Dopo aver comunicato queste informazioni alle truppe sul terreno, il TOC conferma che l’individuo visto dall’ UAS non e’ piu’ nella loro unità, e con l’aiuto dell’operatore UAS , utilizzando TC, allora è in grado di dirigere le truppe per rientrare nella costruzione e dirigerli per scovare il tizio sospetto. Il nascondiglio dell’individuo sul tetto è stato poi rivelato e l’ individuo catturato. L’utilizzo di TC in questo caso è stato fondamentale per la cattura di un insorto che altrimenti sarebbero sfuggito. ”

La Chat Tattica può essere utilizzata anche per il targeting del nemico e la ricezione di via libera al fuoco, migliorando così’ “l’uso collettivo e coordinato del fuoco indiretto e congiunto attraverso il processo di targeting”. Piuttosto il contatto tra “diverse agenzie via radio o telefono, prende diversi minuti per avviare missioni di fuoco su un bersaglio in fuga o nel bel mezzo di un TIC [truppe in contatto] “, le unità di fuoco supportano elementi che possono utilizzare la chat tattica per richiedere l’autorizzazione e decongestionare lo spazio aereo richiesto per la missione in una manciata di secondi, cio’ è utile in luoghi come l’ Afghanistan, dove le unità di terra sono comunemente separate l’ una dall’ altra da qualcosa come 90 chilometri. Secondo il manuale, l’operazione in chat in una tale situazione potrebbe apparire come questa:

[03:31:27] <2/1BDE_BAE_FSE> IMMEDIATE Fire Mission, POO, Grid 28M MC 13245 24512, Killbox 32AY1SE, POI GRID 28M MC 14212 26114, Killbox 32AY3NE, MAX ORD 8.5K
[03:31:28] 2/1BDE_BAE_FSE, stby wkng
[03:31:57] 2/1BDE_BAE_FSE, Resolute all clear
[03:32:04] <2/1BDE_BAE_FSE> c
[03:41:23] <2/1BDE_BAE_FSE> EOM
[03:41:31] c

Una richiesta di fuoco viene inviata al Centro di controllo e report (CRC) responsabile del trattamento che lavora poi per decongestionare lo spazio aereo e riferire che lo spazio è ormai sgombro. Una volta che la missione è completa, la brigata di fuoco informa gli utenti con l’EOM , cioe’ la dichiarazione della fine della missione.

In questo caso, la brevità della chat tattica consente una comunicazione veloce e semplice, consentendo all’elemento di supporto delle brigate di fuoco di ricevere una risposta in pochi secondi e continuare così con la missione. Tuttavia, è proprio questo aspetto della  chat tattica, la sua velocità e brevità, che a volte può creare confusione sul campo di battaglia. Simile al mondo pubblico dei social media, la chat tattica consente informazioni inesatte o fuorvianti per essere ampiamente diffusa e inviata a tutti gli utenti solo “il più rapidamente informazioni accurate”. Secondo il manuale MTTP, i “brevi messaggi di testo delle chat room tattiche possono causare ambiguità e la precisione può essere compromessa senza una stretta aderenza alla terminologia standard “, che consente agli utenti di proliferare rapidamente informazioni inesatte o fuorvianti che possono influenzare le operazioni. Un articolo del 2003 da US News and World Report descrive alcuni dei problemi creati dall’uso di chat tattiche nell’ Operazione Iraqi Freedom. In un esempio, ampiamente riportato: l’avvistamento di un pilota di veicoli in movimento verso il confine del Kuwait si è rivelato essere in realta’ una “grande carovana di cammelli affamati”. In un altro esempio, un’ intercettazione alla radio è stata diffusa riferendo di soldati iracheni che discutevano di colpi di artiglieria velenosi. Il copia-e-incolla che e’ nella natura della chat tattica ha portato alla notizia della intercettazione che vedeva il proliferare di chat militari che affermavano che gli iracheni stavano “caricando armi chimiche”. Il ronzio e’ continuato fino a che una linguista araba ha chiarito che l’intercettazione è stata tradotta male e che i proiettili non erano velenosi, ma in realta’ erano andati a male.

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