SIMPATIA per il DIAVOLO

Da due luoghi molto diversi – un tribunale nella città settentrionale tedesca di Lunenberg e le pagine di un best-seller, romanzo vincitore del Premio Pulitzer – viene un’ assillante domanda che ha particolare rilevanza per gli ebrei contemporanei ma anche per il Mondo intero : Ci potrebbe essere un momento in cui dovremmo simpatizzare con un nazista ?

In Germania, Oskar Groening è stato accusato con 300.000 capi in omicidio, in relazione ad un periodo compreso tra il maggio ed il luglio del 1944, quando 425.000 ebrei ungheresi furono deportati con 137 treni al complesso di Auschwitz-Birkenau nei c.d. campi di sterminio. Il processo a questo 93enne, ex ufficiale delle SS , potrebbe essere una delle ultime azioni legali contro i singoli nazisti semplicemente a causa del passaggio del tempo.

Nel romanzo “Tutta la luce che Non possiamo vedere“, ambientato in Europa durante la seconda guerra mondiale, uno dei due protagonisti è un giovane, orfano soldato tedesco che ha sia una capacità soprannaturale di comprendere la trasmissione radio che una graduale e sveglia coscienza morale.

Le testimonianze presentate al processo contro Groening sono veramente schiaccianti , da non confondere con l’immaginazione letteraria e storica del romanzo di Anthony Doerr . Ma data la sua popolarità ed il suo successo di critica – per non parlare di una struttura e personaggi già pronti per l’adattamento cinematografico – l’impatto di “tutta la luce” nella percezione popolare non può essere ridotto al minimo.

“Un romanzo non è un documento storico, ma lo fa diventare uno, a prescindere dalla preferenza del suo autore”, ha scritto Dominic Green in The New Republic. “I nostri intrattenimenti riflettono i loro tempi: come scegliamo di ricordare eventi storici, e come noi preferiamo ricordarli.”

Il primo dilemma sollevato dal processo Groening è : se debba accadere a tutti, se ci dovrebbe essere una sorta di prescrizione per azioni penali di crimini che si sono verificati più di sette anni fa, tanto più che l’imputato è già un sottile granello di polvere comparato alla sua imminente morte . Qui la risposta deve essere sì, dovrebbe essere sotto processo. Questi crimini dell’Olocausto sono così straordinari che, fintanto che le vittime sono vive per testimoniare, il valore civile di raccontare le loro storie trionfi ad alta voce qualsiasi simpatia possiamo nutrire nei confronti dell’ età o dell’ infermità dell’imputato.

Ma Groening non era un qualsiasi ufficiale nazista. Il suo è un caso più complicato. Conosciuto come il “contabile di Auschwitz”, Groening è stato incaricato del conteggio e dell’ordinamento del denaro e della registrazione di altri oggetti che i prigionieri hanno portato con loro al campo, e mentre faceva queste cose , cioe’ il suo lavoro , e’ stato anche testimone delle atrocità  alle quali non ha partecipato attivamente. In realtà, provo’ ben in due occasioni di essere trasferito da Auschwitz, e alla fine ci riuscì e fu mandato a combattere contro gli inglesi.

Dopo la guerra, Groening tenne questo suo servizio segreto per 40 anni fino a quando ha incontrato i negazionisti e ha deciso di sfidarli pubblicamente. Quando il suo processo finalmente è iniziato nel mese di aprile, ha espresso rimorso. “In termini morali, le mie azioni mi fanno colpevole”, ha detto.

Il suo aspetto era sufficiente a indurre un sopravvissuto ad Auschwitz a stringergli la mano e per concludere che egli è gia’ stato punito abbastanza. Il giudice deciderà. Quello che ci interessa è che se la sua angoscia auto-descritta alle quale ha assistito ad Auschwitz, e i suoi tentativi tardivi per contrastare le falsità storiche, dovrebbero pesare abbastanza a suo favore , questa morale per lui merita la nostra simpatia.

Lo stesso Groening si e’ descritto semplicemente come un “ingranaggio nella ruota” della macchina nazista, ma i suoi tentativi di allontanarsi dagli orrori non assolvono il suo contributo alla loro assoluzione. Come Ester Altmann, la figlia di un sopravvissuto che ha assistito i primi giorni del processo, ha scritto sul Times di Israele: “Senza un ingranaggio – Sapevo con certezza – una ruota non gira.”

La macchina della morte non può funzionare senza ogni parte, non importa quanto tangenziale. La simpatia per il diavolo non può ribaltare la giustizia.

Il personaggio immaginario di Doerr presenta lo stesso dilemma. Al lettore viene offerta la possibilità di scrutare nella mente di Werner Pfenning e ad apprezzare la profondità che l’ideologia controlla e anche le opzioni di un povero giovane ragazzo e poi soggiogato dai valori nazista. Nelle mani abili di Doerr, Pfenning diventa un personaggio simpatico mentre lotta contro la proprio volontà di cedere alle richieste del nazismo.

Ma resta ancora inquietante che la sua coscienza morale non è mai stata neanche punta da un Ebreo; in questo senso, la sua evoluzione si è verificata in un vuoto non realistico. Come Deborah Halpern ha scritto su ReformJudaism.org: “Immaginate se qualcuno scrivesse un libro su un proprietario di schiavi e lo gettasse come una vittima della sua situazione – senza alcuna menzione a tutti del suo trattamento con i suoi schiavi o le loro esperienze …. Per non menzionarle affatto, è quasi come se Doerr stesse cancellando quella parte della storia. “

Reagiamo così perché siamo ebrei, perché è inquietante leggere di lotta morale durante la seconda guerra mondiale, senza fare riferimento alla Shoah, così come è snervante giudicare un ex ufficiale nazista che ha cercato di espiare i suoi peccati? Onestamente, sì. Pure il male – specialmente il puro male commesso contro il nostro popolo – è molto più semplice da affrontare. Nessuna disordinata complicazione .

Ma anche se siamo in grado di mettere da parte quella titubanza comprensibile e simpatizzare con Groening e Pfenning come esseri umani – reali o immaginari – essi ancora non devono essere assolti dalla loro azione individuale per la promozione di una causa ben piu’ ampia. I tedeschi ordinari sono ancora responsabili delle atrocità commesse nel loro nome, perché hanno permesso che un regime totalitario  esistesse e anche, per un certo tempo, fiorisse nel suo modo diabolico e visionario.

Col passare del tempo, è importante che noi non permettiamo il banalizzare degli orrori del passato. Non si tratta di vendicarsi incessantemente, o si tratta proprio di questo. E ‘a ricordare a noi stessi che anche noi, siamo responsabili per il dolore individuale e l’ingiustizia sociale che sono afflitti per il nostro conto collettivo.

-Ispirato, Modificato e Tradotto dall’ articolo orginale di FORWARD.COM

All_the_Light_We_Cannot_See_(Doerr_novel)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s