Nome in Codice : Novus Ordo

La Storia non e’ esattamente come la narrano nei libri scolatistici,
ne’ come la si narra in televisione o nella maggioranza dei film.
Nel secondo e nuovo capitolo della trilogia esamineremo dei gruppi terroristici composti da un popolo,
o una razza, la quale non pensereste minimamente responsabile di efferati crimini o di improbabili alleanze, un vasto gruppo terrorista di estrema destra, di ispirazione fascista e nazionalista,
che ha ucciso donne e bambini, innocenti, che ha cercato alleanze con i nazisti, che ha ucciso britannici, ed altri ostacoli umani incontrati nel proprio infausto cammino :

Hardanger_Jude
Signori e Signore, ragazzi e ragazze, fate la conoscenza dei Terroristi Ebrei :

CAPITOLO 2/3 : L’ IRGUN e La BANDA STERN

Il Mandato britannico della Palestina (in inglese Mandatory Palestine, in ebraico המנדט הבריטי על פלשתינה א”י; Palestína (EY), in arabo الانتداب البريطاني على فلسطين) fu un’istituzione storica, frutto degli Accordi Sykes-Picot del 1916, che permise al Regno Unito di governare la Palestina tra il 1920 e il 1948, dopo la sconfitta dell’Impero ottomano nella Grande guerra.

L’intento espresso del Mandato era quello di aiutare popolazioni considerate “incivili”, a sviluppare i loro organismi istituzionali, in previsione di un ritiro da parte delle Potenze coloniali, pregiudizialmente considerate “superiori”, dalle aree loro affidate. Per quanto riguarda la Palestina la definizione della situazione era singolare, poiché essa faceva parte non di un impero coloniale, ma del moribondo Impero ottomano.

Nella Mezzaluna Fertile quasi tutti i Paesi nominalmente governati dagli Ottomani erano in realtà già da qualche tempo sottoposti a protettorato da parte della Francia e del Regno Unito.

Gli anni trenta iniziarono in una condizione di elevata tensione dovuta agli strascichi dei moti dell’aprile 1920 e maggio 1921 e soprattutto dei moti dell’agosto 1929, durante i quali era stata massacrata ed espulsa la secolare comunità ebraica di Hebron e alla fine dei quali la commissione britannica presieduta da Sir Walter Russell Shaw aveva fortemente condannato gli attacchi iniziali della popolazione araba contro i coloni ebraici e le loro proprietà, giustificando le rappresaglie da parte dei coloni ebrei contro gli insediamenti arabi come una “legittima difesa” dagli attacchi subiti, ma aveva anche individuato nel timore della creazione di uno stato ebraico il motivo scatenante della rivolta. Nel 1930 la commissione Hope Simpson, nata sulla scia delle conclusioni della commissione Shaw, rilevò ufficialmente i problemi di carenza delle risorse e di elevata disoccupazione tra la popolazione araba e i conseguenti rischi per la stabilità della regione nel caso di un loro aggravarsi, sostenendo anche che, dati i sistemi di coltura dei coloni e tradizionali della popolazione araba, non vi erano più terre fertili disponibili da assegnare ai nuovi coloni.

La situazione precipitò nuovamente a metà degli anni trenta, dopo uno sciopero generale di sei mesi indetto dal Comitato Supremo Arabo, che chiedeva la fine del Mandato e dell’immigrazione ebraica, e che diede il via a tre anni di guerra civile, conosciuta col nome di Grande Rivolta Araba. Alla fine della rivolta, nel marzo del 1939, i caduti arabi assommavano a 5.000, quelli ebraici a 400 e quelli britannici a 200; più di 120 arabi furono condannati a morte e circa 40 impiccati e i principali capi arabi furono arrestati o espulsi.

In questi scontri parteciparono anche diversi gruppi sionisti, i primi dei quali erano nati a partire dagli scontri degli anni venti (per proteggere gli insediamenti dei coloni), che col tempo si erano organizzati in strutture militari, come l’Haganah e il Palmach, e paramilitari, quali l’Irgun e la più estremistica “Banda Stern” alcuni dei quali agli scopi originali avevano affiancato il sostegno dell’immigrazione clandestina e anche gli attacchi diretti contro la popolazione araba e i diplomatici britannici, causando diverse centinaia di morti tra la popolazione.

La Germania Nazista uso’  violenza e pressione economica per incoraggiare gli ebrei a lasciare la Germania di loro spontanea volontà, circa 437.000 ebrei emigrarono tra il 1933 e il 1939.Eichmann si reco’ in Palestina nel Mandato britannico con il suo superiore Herbert Hagen nel 1937 per valutare la possibilità di esiliare gli ebrei volontariamente in quel paese. I due incontrarono Feival Polkes, un agente della Haganah, con il quale non furono  in grado di trovare un accordo . Polkes suggerì che a più ebrei dovrebbe essere permesso di emigrare ai sensi dell’Accordo di Haavara (Agreement), ma Hagen rifiuto’, supponendo che una forte presenza ebraica in Palestina avrebbe potuto portare alla fondazione di uno stato indipendente ebraico, il che sarebbe stato contrario alla policy del  Reich .Eichmann e Hagen tentarono di tornare in Palestina pochi giorni più tardi, ma gli fu negato l’ingresso dopo che le autorità britanniche rifiutarono le loro richieste di visto. Una relazione alla loro visita è stata pubblicata nel 1982.

Nel 1938, Eichmann fu inviato a Vienna per aiutare ad organizzare l’emigrazione ebraica in Austria, che era stata appena integrata nel Reich attraverso l’Anschluss. Organizzazioni della comunità ebraica furono poste sotto la supervisione della SD con il compito di incoraggiare e facilitare l’ emigrazione ebraica. Grazie ad Eichmann quasi 100.000 ebrei lasciarono legalmente l’ Austria, e molti altri furono imbarcati verso la Palestina .

BANDA STERN

La Lehi (‘lɛxi, ebraico acronimo per Lohamei Herut Israel, Combattenti per la Libertà d’Israele, più comunemente noto come Banda Stern) fu un’organizzazione paramilitare di matrice sionista. Essa operò nel corso del regime mandatario britannico ed ebbe come obiettivo l’allontanamento di Londra dalla Palestina, per consentire l’immigrazione senza restrizioni di Ebrei e la formazione di uno Stato ebraico.

Le autorità britanniche chiamarono tale gruppo “Banda Stern” (a causa del suo primo comandante, Avraham Stern): un’etichetta che sottolineava la metodologia terroristica del gruppo e che viene conservata da allora nelle varie elaborazioni storiche.

Avraham (“Yair”) Stern era originariamente un aderente al Partito revisionista sionista, fondato da Ze’ev (Vladimir) Jabotinskij ai primi degli anni ’20 e un membro dell’Irgun ma si separò da tali gruppi nel 1940 per costituire il suo proprio gruppo, che egli chiamò Irgun Zvai Leumi be-Yisrael (Organizzazione Militare Nazionale in Israele).

Più specificamente, Stern credeva che la popolazione ebraica avrebbe meglio concretizzato i suoi sforzi combattendo i Britannici invece di appoggiarli nella Seconda guerra mondiale e che i metodi violenti avrebbero avuto un effettivo significato nella realizzazione di questi obiettivi. Egli faceva differenza fra i “nemici del popolo ebraico” (ad es. i britannici) e quanti “odiavano gli Ebrei” (ad es. i nazisti), credendo che questi ultimi dovessero essere sgominati mentre i primi neutralizzati. A tal fine egli avviò contatti con le autorità naziste offrendo loro un’alleanza con la Germania in cambio dell’istituzione di uno Stato ebraico in Palestina.

Nel 1940 e nel 1941, il Lehi propose d’intervenire nella Seconda guerra mondiale accanto alla Germania nazista per ottenere il suo aiuto nella cacciata della Gran Bretagna dalla Palestina sotto Mandato e per offrirle assistenza nell'”evacuare” gli Ebrei dell’Europa in base all’argomento che “comuni interessi potrebbero esistere fra l’insediamento di un nuovo ordine in Europa in conformità con le concezioni della Germania, e le reali aspirazioni nazionali del popolo ebraico.”
Alla fine del 1940, il rappresentante del Lehi Naftali Lubenchik fu inviato a Beirut dove incontrò il funzionario tedesco Werner Otto von Hentig cui consegnò una lettera in cui il Lehi offriva di “prendere parte attiva alla guerra dalla parte della Germania” in cambio del sostegno germanico per “l’instaurazione di uno storico Stato ebraico su una base nazionale e totalitaria, connesso a un trattato con il Reich germanico”. Von Hentig spedì la lettera all’ambasciata tedesca ad Ankara, ma non v’è traccia di alcuna risposta ufficiale. Il Lehi provò a stabilire contatti con la Germania ancora nel dicembre 1941, ancora una volta senza successo.

Nel 1946 la Banda Stern, unitamente all’Irgun, effettuò un devastante attentato contro il King David Hotel di Gerusalemme con 91 morti di varie nazionalità e, il 31 ottobre 1946, un nuovo attentato con esplosivi colpì gravemente l’Ambasciata britannica a Roma causando la morte di due italiani.

Il conflitto fra il Lehi e la corrente maggioritaria ebraica e successivamente israeliana finì quando il Lehi fu formalmente disciolto e integrato nelle Forze di Difesa Israeliane il 31 maggio 1948. Ai suoi leader fu garantita l’amnistia e la fine delle incriminazioni come controparte. Il Lehi tuttavia produsse operazioni indipendenti a Gerusalemme finché non fu obbligato a rinunciarvi dopo l’assassinio dell’inviato dell’ONU, il Conte Folke Bernadotte. Membri del Lehi fondarono un partito politico noto come “Combattenti” e Yellin-Mor fu eletto nella prima Knesset, anche se il partito ebbe breve durata.

Nel 1980 Israele istituì l'”onorificenza del Lehi”, rossa, nera, grigia, celeste e bianca, che fu attribuita ai vecchi membri del Lehi clandestino che ne fecero richiesta.

Giustificazione del terrorismo

Un articolo intitolato “Terrore” su He Khazit (“Il Fronte”, un giornale del Lehi in clandestinità), n. 2, Agosto 1943, portava le seguenti argomentazioni:

« Né la moralità, né la tradizione ebraica possono negare l’uso del terrore come mezzo di battaglia.
…Noi siamo decisamente lontani da esitazioni di ordine morale sui campi di battaglia nazionali. Noi vediamo davanti a noi il comando della Torah, il più alto insegnamento morale del mondo: Cancellate – fino alla distruzione. Noi siamo in particolare lontani da ogni sorta di esitazione nei confronti del nemico, la cui perversione morale è accettata da tutti.
Ma il terrore è essenzialmente parte della nostra battaglia politica alle presenti condizioni e il suo ruolo è ampio e grande.
Ciò dimostra, a chiare lettere, a coloro che ascoltano in tutto il mondo e ai nostri fratelli scoraggiati fuori le porte di questo paese che la nostra battaglia è contro il vero terrorista che si nasconde dietro le sue pile di carta e di leggi che egli ha promulgato.
Non è diretta contro il popolo, è diretta contro i rappresentanti. Finora ciò è efficace.
Se scuoterà anche l’Yishuv dalla sua compiacenza, benissimo.
Solo così inizierà la battaglia per la liberazione. »

LISTA DEGLI ATTACCHI TERRORISTICI IRGUN E BANDA STERN

L’ IRGUN

L’Irgun (ארגון), abbreviazione di Irgun Zvai Leumi (ארגון צבאי לאומי), ebraico per “Organizzazione Militare Nazionale”, è stato un gruppo paramilitare sionista, giudicato terrorista dal Regno Unito, che operò nel corso del Mandato britannico sulla Palestina dal 1931 al 1948.

In Israele questo gruppo è comunemente citato come Etzel (אצ”ל), un acronimo formato appunto dalle sue iniziali ebraiche. Al tempo in cui l’Irgun fu operativo, la gente spesso si riferiva all’Irgun come ‘הגנה ב (Haganah bet, nel senso di quella non ufficiale) o ההגנה הלאומית (Haganah Leumit, difesa nazionale).

Irgun_poster_Erez_Jisrael

L’Irgun è stato classificato dalle autorità della Gran Bretagna e dalla maggior parte delle stesse organizzazioni ebraiche come un’entità terroristica,la strategia, le tattiche e i metodi operativi dell’organizzazione mutarono negli anni, i suoi obiettivi prioritari furono:

  • Offrire un’alternativa non-socialista e spiccatamente nazionalista alla guida delle organizzazioni sioniste;
  • Eliminare o ridurre il pericolo di attacchi arabi contro obiettivi ebraici, assicurando una dura rappresaglia in risposta ad ogni attacco;
  • Metter fine al governo mandatario britannico che esso considerava violasse il diritto internazionale.

Nel febbraio del 1944, sotto la nuova leadership di Menachem Begin (futuro primo ministro di Israele), l’organizzazione riprese le ostilità contro le autorità britanniche. Lo scopo dichiarato degli attacchi terroristici condotti era quello di accrescere il costo politico e umano del governo mandatario e influenzare la pubblica opinione, sì da incoraggiare lo sgombero britannico.

Un giovane Menachem Begin mentre arringa gli spettatori di un suo comizio (14 agosto 1948). Si noti il simbolo dell’Irgun esposto sul palco.

Ciò incluse attacchi contro importanti simboli dell’amministrazione britannica, conducendo attentati come quello (22 luglio 1946) perpetrato ai danni della direzione centrale militare, civile e delle forze di polizia ospitati in un’ala del King David Hotel (91 morti, tra i quali 17 civili ebrei) e l’assalto alla prigione britannica ad Acri (16 aprile 1947).

King_david_hotel_bombing1

Dall’ottobre del 1945 (circa) fino al luglio del 1946, l’Irgun, alleato con l’Haganah e il Lehi nel Movimento di Resistenza Ebraica (תנועת המרי העברי), organizzò azioni per combattere le restrizioni britanniche circa l’immigrazione ebraica in Palestina. L’attiva partecipazione dell’Haganah nel Movimento di Resistenza finì a seguito dell’Operazione Agatha, con cui le autorità del Mandato arrestarono 2.700 persone per gli attacchi terroristici condotti contro le forze britanniche. L’Haganah abbandonò formalmente l’alleanza a seguito dell’attentato terroristico compiuto dall’Irgun ai danni delle direzioni centrali delle forze militari, civili e di polizia nel King David Hotel di Gerusalemme, che cagionò la morte di 91 persone, formalmente “giustificata” come rappresaglia per l'”Operazione Agatha”.

Dal luglio 1946 al giugno 1948, l’Irgun combatté come forza irregolare contro il Mandato britannico e le forze arabe, in coordinamento informale con le forze dell’Haganah. La partecipazione di membri dell’Irgun al massacro di Deir Yassin è stata documentata. La più vasta operazione fu il riuscito assalto a Jaffa (un’enclave araba secondo il Piano di Spartizione dell’ONU) cominciato il 25 maggio.

Immediatamente dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’Irgun decise di aprire un “secondo fronte” in Europa.

L’incarico di organizzare la rete terroristica fu affidato a Yaakov Tavin, il quale fondò la prima base in Italia dopo esservisi introdotto illegalmente, nascosto a bordo di una nave petroliera italiana. La rete clandestina, capeggiata da Tavin, contò in breve tempo oltre mille aderenti, in gran parte profughi dall’Europa orientale, dalla Germania e dall’Austria. Tra questi, numerosi erano gli ex aderenti alle cellule terroristiche operative in Polonia e Lituania nella seconda metà degli anni Trenta. Essi formarono il nucleo del braccio italiano dell’Irgun.

Simili cellule, sotto la guida di Isaac Raviv, furono create poco dopo anche delle zone occupate dalla truppe britanniche in Germania. Dopo aver completato la propria organizzazione, preparazione e consolidamento, le cellule passarono alla pianificazione di attentati terroristici. Il primo obiettivo prescelto fu l’ambasciata britannica a Roma.

Il 31 ottobre 1946, tre giovani terroristi dell’Irgun condussero uno spettacolare attentato contro l’ambasciata britannica a Roma, una villa appartenuta alla famiglia Torlonia sita presso Porta Pia.

Usciti da una pensione, furono trasportati presso l’obiettivo da un taxi e giunsero a destinazione dopo la mezzanotte. Due potenti ordigni esplosivi a tempo, occultati in altrettante valigie, furono lasciati presso l’ingresso della missione diplomatica. I terroristi si dileguarono e, alle 2:46, due violente esplosioni causarono la totale distruzione dello storico edificio, uccidendo due cittadini italiani che si trovavano a passare per caso nei pressi.

L’attentato terroristico, per la sua gravità, ebbe risonanza mondiale; rimase quello più grave condotto dall’Irgun in Europa. Esso creò grave preoccupazione in Gran Bretagna, che in risposta assunse misure d’emergenza, inclusa l’istituzione di misure di sicurezza presso tutti gli obiettivi sensibili, dalla capitale, Londra, alle missioni diplomatiche in tutta Europa. L’ambasciata britannica a Roma, il cui edificio era stato distrutto in modo irreparabile, fu trasferita presso Villa Wolkonsky, sino all’apertura della nuova sede diplomatica . I responsabili dell’attentato e numerosi aderenti alla rete terroristica clandestina dell’Irgun furono arrestati dalla polizia italiana, ma alcuni furono rilasciati poco dopo, a richiesta delle autorità alleate d’occupazione, restando così impuniti.

Tra gli altri arrestati, Ysrael Epstein fu invece trattenuto in carcere; tentò la fuga il 27 dicembre 1946, ma ferito mortalmente da un agente, morì il giorno seguente .

A seguito degli arresti operati in Italia, il quartier generale dell’organizzazione fu trasferito a Parigi, mentre nuove cellule terroristiche venivano organizzate in diverse parti d’Europa, sempre nell’intento di colpire gli interessi britannici. In tale rinnovata campagna terroristica, furono condotti, tra l’altro, attentati contro l’Hotel Sacher a Vienna, che ospitava il Quartier Generale delle Forze Armate britanniche d’occupazione e che subì un attentato dinamitardo, e il sabotaggio di un treno che trasportava truppe britanniche.

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